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Windows 10: Se Non Lo Conosci Evitalo


22 dicembre 2015 ore 10:49   di systhemes  
Categoria Informatica e Internet  -  Letto da 311 persone  -  Visualizzazioni: 506

Windows e gli aggiornamenti di sistema e di sicurezza: una storia che ha non di rado riservato e riserva sorprese agli utenti di pc e notebooks. Tanto sulle postazioni desktop quanto sui portatili, infatti, si è reso e si rende talvolta necessario intervenire per filtrare, gestire e talvolta revocare determinati upgrades. Per i server il discorso è diverso e può meritare separata trattazione.

Net Framework, Java e librerie varie, coperture di sicurezza e di protezione: quante volte un aggiornamento ha "inchiodato" una qualche fase della postazione? Ci sono poi situazioni particolari come quelle che capitano agli studi di consulenza, tanto fiscale e tributaria quanto del lavoro, che fanno largo uso di servizi telematici ed applicativi "griffati" dall'Amministrazione Finanziaria e che lottano quotidianamente contro i capricci di browsers, oggettini come Entratel e moduli di controllo che gli si avvinghiano in modo tragicomico, nonché le varie versioni di Windows e Java.


Windows XP è uscito dalle "grazie" della Microsoft, che non lo assiste né aggiorna più, ma lo usano ancora in molti e non a torto, visto che con un buon antivirus commerciale ed un attimo di attenzione lavora ancora benissimo. Un punto dolente sta ad esempio nei browsers: Internet Explorer è oramai praticamente inservibile poiché limitato alla vesione 8 in XP ma anche nei sistemi successivi non sempre brilla per efficacia ed efficienza, mentre Mozilla Firefox e Chrome, per citare i più diffusi ed adoperati, scontano a volte specifiche carenze o scelte degli sviluppatori. Dato l'insieme delle scocciature che nascono gli utenti stanno obtorto collo passando a Windows 7, 8 e 8 .1 in modo da essere allineati ai contenuti del web ed all'evolversi delle librerie condivise o esterne.

Come è noto però c'è sempre qualcosa a togliere il sonno agli utilizzatori e a volte anche ai tecnici, soprattutto quelli meno documentati o più pigri. E' il caso di Windows 10 pe il quale che la Microsoft, furba come sempre, martella gli addetti con continue segnalazioni dell'aggiornamento. Si, perché il nuovo sistema della casa di Redmond piomba nel pc tramite gli updates di sistema. Si dirà che è aberrante ed anche un po' illegale, visto che si tratta di un vero e proprio nuovo Operating System. In effetti è così, ma essendo stato piazzato tra gli aggiornamenti opzionali la questione legale è sostanzialmente di lana caprina, sebbene il "launch" risulti già selezionato in automatico e per non installarlo bisogna togliere la spunta all'apposita casellina.

In molti nel frattempo sono caduti purtroppo nella trappola ed hanno installato W10 rendendosene conto solo dopo, all'atto di constatare l'anomala durata della procedura ed il cambiamento radicale che da essa discende. Per molti tra costoro più che una manna dal cielo il risultato è stato un intervento divino furioso e vendicativo, una sorta di cacciata dall'Eden, in questo caso non dei progenitori ma di installazioni funzionanti quanto meno abbastanza bene. Parliamo in particolare degli utenti aziendali che usano quotidianamente software "verticali" o i già citati servizi telematici. I drivers aggiornati, le policies di sicurezza e le protezioni agli accessi ed alle condivisioni, il firewall, ed anche talune nuove funzionalità mettono impietosamente in fuori gioco buona parte delle operazioni alle quali gli operatori erano abituati se non affezionati.

Giunti a quel punto, i malcapitati hanno trenta giorni per tornare indietro in modo quasi del tutto indolore. Se in questo lasso di tempo si affidano alle mani di una terza parte tecnica impigrita, si possono ritrovare con una classica "formattazione" che è il modo in cui troppi sul mercato si semplificano la vita, mettendo il cliente in condizioni di ripristinare una valanga di applicativi e funzionalità. Decorso il termine si rende necessaria, allora si e senza alternative, l'effettivo e completo ripristino del sistema preesistente.

Occhi aperti, dunque: per una installazione domestica o individuale, orientata all'uso di web, posta elettronica e comparto multimediale, probabilmente l'aggiornamento è solo migliorativo, anche in termini estetici e di svago, ma per il resto si tratta di un'operazione che al momento è meglio evitare, in attesa di una maturazione effettiva e dimostrata del nuovo "figliolo".

Stefano Fioretti

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