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Adhd: Un Boom Da Capogiro


6 ottobre 2010 ore 10:33   di frankie78  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 269 persone  -  Visualizzazioni: 539

Proprio ieri, in un supermercato mi è arrivato tra le mani un foglietto che lì per lì l’ho ritenuto una pubblicità come tante. Leggendo le prime righe però mi sono accorta che non era affatto così. Si parlava di ADHD, la disturbo da deficit di attenzione ed iperattività. In sostanza questo disturbo impedisce al bambino di concentrarsi e controllare la propria attività.

Se fino a qualche tempo fa, questo comportamento veniva definito “vivacità” tendendo ad ignorare, quasi a nascondere il problema, oggi viceversa c’è una radicale tendenza a definire “iperattivo” qualunque bambino vivace. Quello che questo documento denuncia è proprio la facilità e la leggerezza con cui si arriva alla diagnosi.  Semplici test composti di domandine generiche, somministrati, alcune  volte, addirittura dalle stesse insegnanti, sono spesso l'unico canale che porta alla diagnosi e matematica quasi consequenziale è la straordinaria rapidità con cui si arriva alla somministrazione di psicofarmaci che controllano e in qualche modo chetano il comportamento esuberante del bambino.


Ciò che ho letto è davvero impressionante. Aumenti vertiginosi di certificazioni di malattia con annesse somministrazione di questi farmaci.

Partendo dal presupposto che le diagnosi vanno lasciate ai medici o ai tecnici abilitati, senza nulla togliere alle maestre che hanno già il loro bel da fare, qui dobbiamo analizzare il contenuto. Il disturbo noto come ADHD, innanzitutto ha diversi gradi di severità, ciò presuppone diversi tipi di interventi. L’intervento che si deve applicare è di tipo multimodale, quindi bene la terapia farmacologica di psicostimolanti, se associata ad un approccio psicoeducativo e comportamentale. L’intervento farmacologico, i cui studi ne dimostrano l’efficacia, va comunque controllato e moderato ai casi strettamente necessari. Diagnosticare disturbi o malattie è compito di persone che sappiano distinguere anche dei falsi - sintomi. Per diagnosticare questo particolare tipo di disturbo, il minimo che si possa richiedere è che il tecnico stia con il bambino per almeno un’ora e possa valutare tutti gli aspetti e le sfumature per decidere quale sia la migliore terapia possibile.
Non dimentichiamoci che stiamo parlando di bambini.

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