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Ansia, Panico E Agorafobia. Come Poterli Superare


1 ottobre 2011 ore 17:26   di digei55  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 625 persone  -  Visualizzazioni: 1024

Nell'antica Grecia, vale a dire, oltre duemila anni fà è stato descritto un disturbo che provoca paure irrazionali in individui che per il resto sono normali, sani di mente. Verso l'inizio del 900 questo disturbo ha cominciato ad essere conosciuto come Agorafobia. Letteralmente tradotto questo vocabolo significa : fobia (paura) Agorà (piazza).

Il termine piu' esteso sta ad indicare " Paura di ogni posto pubblico o di ogni spazio aperto, di rimanere solo in casa. Ricerche in merito, effettuate da psicologi e psichiatri hanno posto in evidenza che l'agorafobia non è una paura primaria ma la conseguenza di una fobia sottostante, vale a dire, quella di avere una crisi d'ansia che genera un attacco di panico indipendente dal luogo o il posto dove si manifesta.


Molte persone soffrono di attacchi di panico (circa il 3% della popolazione Italiana*) così frequenti tanto da compromettere le normali attività della loro vita quotidiana. Chi soffre di questo disturbo passa la vita in preda alla paura di successivi attacchi di panico e di conseguenza cambiano il loro modo di vita evitando situazioni e luoghi che, secondo loro, possano innescare un nuovo attacco. In questi casi chi soffre a lungo di questa "malattia" comincia a crearsi "stati di evitamento" i quali poi rendono ancora piu' difficile la guarigione dal disturbo.

Per "stati di evitamento" dobbiamo intendere tutte quelle attività, normali nelle altre persone, ma che alla persona afflitta da disturbo di panico, sono cause di tremenda paura, sintomatologia, ansia, angoscia. Le situazioni che in genere si evitano sono i luoghi affollati, spazi aperti, autobus, treni, automobile, ascensori, allontanarsi troppo da casa o comunque in luoghi dove è èiu' difficile avere aiuto. Questi stati di evitamento sono dovuti a diverse ragioni: si evita un determinato posto perchè si pensa che possa scatenare un attacco; si evita in quanto in quel luogo è arrivato il primo attacco di panico; paura di conseguenze di ordine sociale come ad esempioi non riusicre a trattenere le urine oppure di sentirsi male e non essere aiutato.

Va ribadito che l'Agorafobia , qualunque possa essere la situazione evitata, dipende dalla paura di base ossia quella di avere un attaco di panico. La distinzione tra la paura primaria e quella secondaria è molto importante. Chi è affetto da Agorafobia deve imparare a controllare la paura primaria che è quella degli attacchi di panico. Possiamo asserire che l'agorafobia è una paura determinata dalla situazione in cui trovasi il soggetto ma non è una fobia primaria come quella di avere l'attacco di panico. Chi soffre di attacchi di panico e quasi sempre di agorafobia è ossessionato dal pensiero di avere un infarto, di impazzire, di perdere il controllo, di non riuscire a trattenere le urine e piu' genericamente perdere il controllo di sè.

Gli attacchi di panico si sviluppano quasi sempre sotto stress o elevata tensione. Conflitti familiari, problemi di lavoro, finanziari etc. Oppure sono determinati da fattori fisici stressanti come ad esempio: Lunghe malattie, uso eccessivo di alcol, droghe, mancanza di sonno, crisi ipoglicemiche etc. Comunque la genesi degli attacchi di panico è difficile da poter individuare, non sono eslusi fattori di natura biochimica e/o genetica.

Come si manifesta un attacco di panico?

Spesso puo' arrivare in un momento di massima tranquillità, un po' come il classico fulmine a ciel sereno. Basta un nulla per poterlo scatenare. Ad esempio un passaggio rapido da uno stato di luce ad uno piu' tenue puo' determinare, nell'individuo affetto da" attacchi di panico" una crisi. Anche una leggera palpitazione delnervo vago o un sospiro piu' profondo possono generare in queste persone l'inizio di un attacco.

I sintomi piu' frequenti

Si hanno manifestazioni sintomatiche che vanno dal respiro affannoso, palpitazioni, vertigini, formicolii alle manie ai piedi, sudorazione profusa, tremori, pallore, paura di morte imminente o di impazzire etc.

Cosa bisogna fare?

La prima cosa da fare, proprio all'inizio dei primi segni della malattia da attacchi di panico, bisogna cominciare a prendere conoscenza sia coi sintomi che con il corpo. Attraverso la conoscenza si riesce a mitigare la paura. Si deve assolutamente evitare di non fare o di non andare in un determinato luogo in quanto questa condizione di evitamento porta sempre piu' all'isolamento fino a non avere piu' il "coraggio" di uscire da casa. Negli attacchi di panico piu' le cose diventano familiare e piu' il soggetto affetto riesce a sentirsi tranquillo. Evitare di guidare la vettura con la quale andiamo a lavoro comporterà anche l'evitamento di prendere un qualsiasi altro mezzo di trasporto. Mentre se si riesce con parsimonia a riabituarsi alla macchina la stessa non ci comporterà piu' uno stato ansioso. Le tecniche e gli esercizi per aiutarsi durante un attacco sono tanti. Ne descriviamo alcuni che possono essere fondamentali e di facile applicazione. IMPARIAMO A RESPIRARE. Sembra una banalità, è una frase ripetitiva ma imparare a respirare è piu' di una semplice locuzione. Iperventilazione significa che il nostro respiro è molto rapido, veloce.Ogni qualvolta inspiriamo ossigeno si lega all'emoglobina la quale porta lo stesso in tutti i tessuti del corpo. Quando l'emoglobina rilascia ossigeno le cellule rilasciano anidride carbonica la quale deve essere espulsa con l'espirazione. Questo processo deve essere ritmato, deve avere una sua omeostasi vale a dire un equilibrio. Se si respira troppo in fretta l'anidride carbonica diminuisce e la sua mancanza genera sintomi che vanno dal restrigimento dei vasi sanguigni, senso di stordimento,, confusione etc. Questi sintomi in persone ipervigili come quelle affette dal disturbo di panico scatenano quasi sempr eun attacco.

Un esercizio semplice è quello di riuscire ad avere 12 respiri al minuto in condizioni di normalità.

Questa tecnica/ esercizio va usata subito, ai primi segni di un imminente attacco.

. Trattieni il fiato (non fare prima un respiro profondo) e conta fino a 10 o meglio sarebbe: 1001,1002,1003,.......1006,...1010.

. Quando arrivi a 10 lascia usicre fuori l'aria e cerca di pensare a qualosa di bello.

. Inspira ed espira lentamente in cicli da 6 secondi: Inspirare per tre secondi ed espirare per tre secondi. Così si dovrebbero fare circa 10 respiri al minuto. Mentalmente bisogna pensare a qualcosa di piacevole che magari abbiamo vissuto anche tempo prima.

. Continua a respirare fino a che i sintomi (massimo due minuti) non sono scomparsi. Piu' pratica si riesce a fare con questo semplice esercizio piu' il nostro cervello "impara a respirare" diviene una cosa normale come quando andiamo in bicicletta anche dopo dieci anni.

(articolo dedotto da: Ansia e attacchi di panico - Spagnuolo e Falcone editore Ecomid (2001)

E' (solo) un attacco di panico. Bologna: Calderini (1995)

Attacchi di Panico- Conoscerli, gestirli, guarire : il miolibro edizione on line 2009 Vincenzo Di Giulio

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