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Cancro Alla Pelle: Il Sole Fa Male


4 giugno 2011 ore 14:42   di JM  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 333 persone  -  Visualizzazioni: 672

La luce ultravioletta può produrre danni terribili alla pelle, essendo abbastanza energetica da rompere alcuni dei legami che tengono insieme gli atomi delle molecole, particolarmente nel collagene e nell’elastina, le proteine responsabili della sodezza ed elasticità della pelle. Queste molecole formano la struttura molecolare su cui è tesa la nostra pelle, ma il bombardamento della luce ultravioletta ad alta energia rompe alcuni dei sostegni di questa struttura, la quale crolla. Ne risulta allora un aspetto ruvido, rugoso; in fondo ognuno di noi ha visto o addirittura conosce qualcuno che ha il “viso di cartapesta”.

Ma c’è di peggio, perché il conto più salato da pagare per un’eccessiva esposizione al sole può essere il cancro alla pelle. La luce ultravioletta infatti può o rompere direttamente molecole di DNA, o generare radicali liberi che poi attaccano il DNA. Questo è tanto più vero se si considera (e in molti lo ignorano, in quanto riviste e tv devono promuovere il canone di bellezza dell’abbronzato e vendere creme solari) che l’abbronzatura altri non è se non il tentativo del nostro corpo di ridurre ulteriormente il danno usando la melanina come crema solare naturale contro la radiazione solare.


E se la nostra pelle produce un eccesso di melanina, significa che il sole ha già procurato qualche danno. Si tratta di un’avvisaglia da non sottovalutare, perché, come la maggior parte dei tumori maligni, anche il cancro alla pelle ha un lungo periodo di latenza. Molte persone non hanno ancora pagato il prezzo delle loro follie giovanili. Come proteggersi da tutto ciò? Qualcuno potrebbe pensare che sia sufficiente indossare una camicia qualsiasi.

Cancro Alla Pelle: Il Sole Fa Male

Attenzione: la luce ultravioletta può penetrare attraverso il tessuto, specialmente se è bianco e se l’indumento è aderente. Sono preferibili T-shirt larghe e di colori scuri. E le creme protettive? Un tempo queste contenevano sostanze chimiche che assorbivano solo l’UV-B, la lunghezza d’onda più corta, comprendente i raggi più energetici, quelli responsabili delle ustioni. Poi ci si accorse che anche i raggi UV-A, quelli meno energetici, erano dannosi in quanto responsabili di rughe e cancro alla pelle.

Oggi l’industria ha fatto passi da gigante, ma non esiste un prodotto sicuro al cento per cento. Pertanto, nessuno vi dice di rinunciare alle vostre vacanze in spiaggia. Basta non esagerare. Una buona crema protettiva quando si decide di farsi un bagno, e per il resto, T-shirt, cappelli, e tanta ombra sotto l’ombrellone. Sarete più “bianchicci”, ma di sicuro sarete anche più sani.

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