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Consigli Per Vivere Meglio: Leggere L' Etichetta Degli Alimenti


3 maggio 2012 ore 15:51   di ideastreet  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 364 persone  -  Visualizzazioni: 651

Quando acquistiamo un prodotto al supermercato, molto spesso è l’immagine rappresentata sull’etichetta ad avvincere i nostri sensi e ad indurci a comprare. La golosità del prodotto rappresentato, l’effetto della grafica che suggerisce le modalità di consumo, il colore caldo della confezione ci coinvolgono intimamente in una sensazione di familiarità, che rende l’acquisto quasi irrinunciabile. Non dobbiamo però perdere di vista una lettura razionale del prodotto, proprio a partire dall’etichetta.

L’etichetta alimentare classica, così come approvata dall’Unione Europea, deve indicare in maniera veritiera ("basata su elementi scientifici") le qualità nutrizionali del prodotto ai cui si riferiscono; in genere si tratta di una tabella variopinta posta sui lati o sul retro della confezione, che relaziona sul valore energetico e gli elementi nutritivi (in termini di carboidrati, proteine, grassi saturi, vitamine etc) in esso contenuti. In nessuna etichetta possono essere apposte definizioni che suggeriscano un prodotto idoneo per la cura di specifiche malattie o che la mancata assunzione del prodotto possa compromettere la salute del consumatore.


Sarà, inoltre, opportuno verificare gli ingredienti che compongono il prodotto: alcuni cibi contengono elementi che possono scatenare allergie o intolleranze, oppure spezzare il regime alimentare di una specifica dieta (ad esempio eccedendo in sali o zuccheri). Su alcune confezioni può essere suggerito anche il consumo ideale per soddisfare un determinata percentuale di calorie giornaliere (es. "se la percentuale di calorie giornaliere consigliate è 2000, il prodotto consente l’assunzione dell’x%.. si consiglia di assumere tot unità di prodotto"). Talvolta viene specificato che lo stesso stabilimento tratta ulteriori produzioni alimentari e che pertanto c’è la possibilità che gli ingredienti utilizzati siano entrati in contatto, anche indirettamente, con elementi di cui il consumatore potrebbe essere intollerante, garantendo una maggiore sicurezza nel consumo.
Tra gli ingredienti bisogna ricercare anche informazioni sul livello di manipolazione (polverizzazione, pastorizzazione, congelamento) che gli ingredienti hanno subito e la quantità di additivi aggiunti (conservanti, antiossidanti, coloranti etc.)

Un altro fronte su cui porre una discreta attenzione è l’origine del prodotto e degli ingredienti che lo compongono: un prodotto può essere di origine completamente biologica (tutte le fasi della produzione avvengono nel rispetto della natura e degli animali) oppure contenere OGM il che deve essere specificato sulla confezione. Un ragionevole dubbio che l’etichetta deve chiarire è la nazionalità del prodotto o al contrario l’identificazione del Paese d’importazione, condizione necessaria per alcune tipologie di prodotti alimentari. Ad ogni modo deve sempre risultare lo stabilimento che ha fabbricato l’alimento.

In ultimo, ci sono due elementi che servono a determinare la qualità e la convenienza degli alimenti: il peso e la data di scadenza. Per quanto riguarda il peso, si distingue in peso netto (in genere per i cibi freschi o secchi) e peso sgocciolato (se l’alimento è conservato in acqua, olio o aceto). Naturalmente il peso sgocciolato indicherà il netto del prodotto privo dell’elemento liquido che lo conserva ed è un elemento che serve a determinare la convenienza economica di una confezione rispetto all’altra. La "e" stampigliata a fianco al peso indica che la misura è stata ottenuta con strumenti di misurazione conformi alla normativa europea. La data di scadenza definisce il periodo entro il quale il prodotto deve essere consumato. C’è una leggera sfumatura linguistica nella definizione della scadenza: "da consumarsi entro il" definisce una data definitiva entro la quale l’alimento cessa di essere consumabile; "da consumarsi preferibilmente entro il" è un’indicazione non perentoria che suggerisce che l’alimento può essere consumato anche oltre la data di scadenza, con il solo rischio di perdere qualche proprietà organolettica ma senza rischi per la salute.
Anche la scadenza in un certo senso determina la convenienza del prodotto. Ad esempio nei cibi freschi, conoscere la data di produzione e il periodo entro il quale va consumato rende maggiore qualità al prodotto (si pensi alla pasta fresca o ai formaggi freschi) mentre in altri casi è la stagionatura a migliorare il gusto del prodotto (si pensi al prosciutto o ai formaggi tipo grana).

Infine, qualche volta le confezioni degli alimenti riportano ricette o suggerimenti per assaporare al meglio le qualità del prodotto. In ogni caso, le etichette comunicano delle informazioni molto importanti e cercano di trasmetterci degli stili alimentari adeguati e bilanciati, per offrire al nostro consumo in tavola gusto e sicurezza.

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