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Cosmetici, Biscotti, Cracker E Pubblicità Ingannevole


13 giugno 2011 ore 15:23   di JM  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 472 persone  -  Visualizzazioni: 1091

Il senso comune vuole che la pubblicità ingannevole non dica il vero. In realtà si tratta di un gioco pericoloso, perché ci sono leggi precise a tutela del consumatore, e i pubblicitari furbetti possono vedersi citati da un tribunale. Per arginare il rischio, si ricorre allora ad artifici magici coi quali si inganna senza ingannare; si inganna dicendo il vero.

Ognuno di noi, per difenderci e non farci turlupinare, dovremmo conoscere tali artifici. Ve ne illustro alcuni. Innanzitutto sappiate che a differenza di quanto succede, per esempio, per la pubblicità dei farmaci da banco, che vengono controllate e autorizzate prima di arrivare in tv o sui giornali, quelle di pillole per dimagrire, creme antirughe, lozioni, gel, preparati rassodanti, idratanti, shampoo o dentifrici non sono sottoposte a nessuna autorizzazione.


Per mettere in commercio qualsiasi prodotto cosmetico, è sufficiente una notifica inviata con raccomandata al Ministero della Salute e all’assessorato alla sanità della Regione. Poche pagine dove l’azienda dichiara di voler mettere in commercio il prodotto XY, fornire l’indirizzo dell’officina di produzione, descrivere le attrezzature utilizzate, la lista degli ingredienti, allegare fotocopia del documento di rappresentanza legale, marca da bollo e il gioco è fatto. Passati 30 giorni, se il Ministero non ha osservazioni, il prodotto può essere commercializzato. Quindi, la celebre frase di ogni spot: “Prodotto testato” è falsa? Non esiste alcun test? Non proprio.

Cosmetici, Biscotti, Cracker E Pubblicità Ingannevole

L’inganno consiste nel fatto che non vi dicono quali siano i risultati dei test. Che un prodotto sia stato testato, non significa che i risultati dei siano stati positivi. Sappiate inoltre che di frequente le prove scientifiche su cui si basano le promesse pubblicitarie sono studi realizzati sui singoli componenti del prodotto, non sul prodotto finito. Oppure si tratta di studi in vitro (ovvero effettuati in provetta, non sulla pelle) dove le quantità di principio attivo utilizzato sono diverse, o lo sono le modalità di applicazione.

E sui cibi? Lì in fondo è più difficile ingannare, un biscotto mica deve fare quello che fa una crema rassodante o uno shampoo, la sua funzione è solo quella di essere gustoso (almeno si spera). Negli ingredienti di un biscotto non troveremo mai una lista di sostanze chimiche dai nomi astrusi. E’ vero, non la troverete, ma i pubblicitari ne sanno una più del diavolo e devono convincervi a mangiare quella specifica marca di biscotti piuttosto che una della concorrenza, e per farlo usano trucchetti tipo: “I biscotti Mulinosi non contengono nitrati”. Giusto, tutto vero.

Potreste far analizzare i biscotti Mulinosi dal RIS e vi confermerebbero che non c’è alcuna traccia di nitrati. Dove sta allora l’inganno? Sta nel fatto che la sostanza di cui si dichiara l’assenza è veramente assente, ma lo è anche in tutti i prodotti della concorrenza. Nessun biscotto contiene nitrati. C’è una variante a questa tecnica, molto sottile. Si tratta di dire una verità incompleta. Me ne sono accorto leggendo una scritta su una confezione di cracker. La scritta recitava: “Questi cracker non contengono colesterolo”. Anche stavolta è tutto vero. Nei cracker nessuna traccia di colesterolo.

Attenzione però. Appena messo in bocca, il cracker si scinde in molecole di zucchero, com’è abitudine di tutti i carboidrati. Poco dopo, una parte di queste dolci molecole si trasforma a sua volta in qualcos’altro. Indovinate in che cosa? Esatto: proprio il temuto colesterolo. Come vedete l’arte della comunicazione permette di ingannare in maniera sottile, spesso subdola. E purtroppo sono in molti a sottovalutare tali insidie, perché affinché possiamo dirci consumatori attenti, bisogna innanzitutto diventare consumatori informati.

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