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Frutti Di Mare: Possiamo Mangiarli Ancora Crudi?


29 settembre 2010 ore 18:28   di giuliano60  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 552 persone  -  Visualizzazioni: 1378

Nell’ambito di un’alimentazione corretta non dovrebbe mai mancare il pesce, per effetto delle proprietà nutritive che la carne di pesce è in grado di apportare al nostro benessere psicofisico.

Oggi la moderna dietologia annette al pesce quelle proprietà insite nell’alimento che risulta sano per effetto dello scarso contenuto di grassi animali, come di fatto avviene con la carne rossa, ma soprattutto, per via del fatto che la carne di pesce detiene un alto quantitativo di acidi grassi Omega-3, proteine e quasi tutte le vitamine di cui l’organismo ha bisogno.


Tale particolarità risulta quanto mai importante riguardo alla carne di pesce, tenuto conto che proprio agli acidi grassi Omega 3 si annette la funzione di contrastare il ruolo nocivo detenuto dai radicali liberi, ritenuti responsabili di invecchiamento precoce e di innescare nel tempo malattie anche gravi. Resta il fatto di capire come trarre il maggior quantitativo di tali sostanze dal pesce, atteso che gli Omega tre sono abbondantemente presenti anche in crostacei e molluschi.

Frutti Di Mare: Possiamo Mangiarli Ancora Crudi?

E’ sempre di più acclarato che per beneficiare per intero delle proprietà detenute dal pesce in generale, compreso quello meno pregiato definito “azzurro”, l’alimento dovrebbe essere consumato crudo, visto che proprio i maggiori costituenti verrebbero degradati in parte dalla cottura. Ma a questo punto il problema è un altro, possiamo fidarci, da un punto di vista igienico sanitario, del pesce consumato crudo, tal quale, semmai marinato, come avviene con le alici, ad esempio, oppure, evitando di sottoporre l’alimento a cottura il rischio è quello di andare incontro a temibili infezioni intestinali?

E, se qualche garanzia dall’ingestione di pesce crudo può venirci dalla preparazione del pesce che dovrà essere fresco e ben pulito, possiamo fidarci di quei crostacei e quei molluschi serviti crudi? Qui il problema si fa molto delicato. Perché se è possibile arginare l’ostacolo con quei frutti di mare come le cozze che una volta cotte non perdono il sapore ricercato dagli amanti di questi molluschi, il problema diviene insormontabile per quanti amano ad esempio le ostriche, che, ovviamente, non vanno mai cotte e semmai consumate nello stato in cui si trovano.

Poter affermare tranquillamente che ci si può fidare di un piatto di frutti di mare servito crudo è cosa molto rischiosa, perché a quel punto l’unica garanzia che potrebbe giungerci è data dal produttore quando afferma di aver certificato il prodotto e di averlo coltivato al riparo da contaminazioni di qualsiasi natura. Né serve, nella maniera più assoluta, immaginare di “sterilizzare” l’alimento con la sola spruzzata di limone al suo interno, perché se è vero che l’acidità del limone intorno ad un ph uguale a 2/2,5, contro la resistenza dei batteri fissata ad un ph più basso, vero è che con tale procedura avremmo semmai evitato la formazione di altre colonie in grado di infestare il prodotto, ma quelle che sono già presenti “galleggerebbero” tranquillamente sul succo di limone, aprendoci la strada a malattie quali la salmonellosi, la gastroenterite e via di seguito.

Dunque che fare? L’ideale sarebbe astersi dal consumo di pesce e frutti di mare crudi, anche se così dicendo rischiamo di scatenare l’ira funesta dei tanti cultori di questi piatti. E dunque che ci resta da fare? Sui frutti di mare crudi non resta molto da fare, al di là del fatto di poterci fidare del nostro fornitore abituale. Diverso è il caso di quei pesci che possono consumarsi anche crudi, perché in questo caso non possiamo non ricordare la probabilità, per nulla remota, di imbatterci in un parassita e, dunque, occhio ad un parassita che si sviluppa nella carne dell’animale acquatico, parliamo del verme anisakis le cui spore una volta nel nostro apparato digerente si schiudono aprendo le strade a importanti malattie. Se proprio non si può resistere dal consumare pesce crudo, dove vi sia maggiore probabilità di incorrere in questo verme parassita, gli esperti consigliano di mettere il pesce nel congelatore per almeno quattro giorni, in modo da eliminare col freddo le larve.

Dovrebbe bastare, ma siamo poi così certi che al ristorante dove ci sbandierano pesce appena pescato in modo da caricare abbastanza il conto finale, abbiano attuato tale procedura? Chi lo sa!

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