Italiani In Crisi Non Solo Economica: Peggiora L' Alimentazione, Aumentano Gli Antidepressivi
La crisi economica non si vede soltanto dagli estratti conti bancari sempre più miseri, ma anche dagli scontrini della spesa di ogni giorno: aumenta la spesa per i farmaci, soprattutto antidepressivi, mentre diminuisce quella per l’acquisto di cibi sani come frutta e verdura. E’ questo quanto emerge dal Rapporto Osservasalute 2011 presentato al Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" di Roma e dedicato allo "stato di salute e qualità dell’assistenza nelle Regioni italiane".
In Italia si mangia e anche tanto, ma lo si fa sempre peggio, scegliendo cibi a basso costo e dall’irrisorio valore nutrizionale ed arrivando così al paradosso di una società sovralimentata ma sottonutrita. Impera il cosiddetto junk food, il cibo spazzatura importato dagli USA, con fritti, grassi e zuccheri che soddisfano il palato a basso costo ma non assicurano gli elementi nutritivi indispensabili per il nostro benessere, a cominciare da vitamine e sali minerali; questi elementi si trovano in grandi quantità nella frutta e nella verdura – di cui, secondo il Ministero della Salute, dovremmo assumere ben 5 porzioni al giorno – ma clima impazzito e speculazioni ne hanno fatto impennare i costi, mentre le entrate familiari si sono sempre più assottigliate. Il risultato? Per la prima volta dal 2005 si è registrato un calo nel consumo di ortaggi e frutta, passato dal 5,7% dello scorso anno al 4,8%.
La Coldiretti stima che, negli ultimi 10 anni, il consumo di ortaggi, frutta e verdura sia diminuito di 10 chili all'anno in ogni famiglia italiana, con una decrescita preoccupante proprio a ridosso di questa crisi economica. E la carenza d'informazione non c'entra: si sa che questi alimenti fanno bene; semplicemente, sempre meno italiani sembra che possano permetterseli. Concorde il risultato pubblicato nel rapporto annuale "Osservasalute" che evidenzia come "gli italiani, pressati dalle restrizioni economiche, comincino a risparmiare su azioni preventive di base quali una sana alimentazione e lo sport. Si rinuncia per esempio a frutta e verdura, che diventa un lusso per pochi".
L’incertezza e la paura del futuro ha portato poi ad un autentico boom nel consumo dei farmaci antidepressivi, quadruplicato nel volgere degli ultimi 10 anni e passato dalle 8,18 dosi giornaliere per mille abitanti del 2000 alle 35,72 dosi del 2010. "Gli italiani - spiegano i ricercatori - se costretti a fare economia, tagliano dove possono e cercano risposte rapide al moltiplicarsi dei piccoli disturbi, in aumento anche in funzione del carico psicologico legato all'incertezza; sempre più spesso lo fanno a spese proprie, per continuare a svolgere le funzioni quotidiane in famiglia e al lavoro e a tener testa a tutti gli impegni sempre più stringenti. Risulta così aumentato il consumo di farmaci antidepressivi, come effetto anche di un disagio diffuso dilagante, scatenato dalle difficoltà socio-economiche".
Apatici e timorosi, non facciamo neppure più attività fisica, con il risultato che gli italiani sono sempre più grassi (quasi un italiano su due è sovrappeso, con il 45,9% della popolazione interessato da questo problema), cerchiamo conforto nel cibo spazzatura e ci isoliamo guardano la tv, giocando in solitaria con videogames o tentando la sorte con pocker e scommesse online, divenendo così sempre più sedentari ed ingenerando un autentico circolo vizioso.

