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La Coda Cavallina: Non E' Una Moda, Ma Un' Erba Purificatrice!


24 ottobre 2011 ore 11:22   di spaziovendita  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 980 persone  -  Visualizzazioni: 1834

Il nome di quest’erba viene spesso accostata al mondo della moda e dei capelli in particolare, in realtà la “coda cavallina” è una pianta medicinale che fa parte dei grandi purificatori del sangue. E’ così chiamata per il semplice fatto che il suo aspetto è simile alla coda del cavallo.
La coda cavallina, come i muschi e le felci, è un abitante molto arcaico della nostra terra. Si riproduce asessuatamente attraverso le spore e non porta fiori.
Vale la pena osservare e palpare con cura quest’erba perché ci rivela già attraverso la sua disposizione austera e la struttura rigida e dura le sue proprietà: la coda cavallina contiene più minerali della maggior parte delle piante ed è particolarmente ricca di silicio(acidi silicici) di cui il nostro corpo ha bisogno in una certa quantità per costruire osse sane, cartilagini, unghie , capelli. E’ importante anche per la pelle e per la guarigione di ferite.

Il gambo e le foglie di quest’erba consistono in numerosi denti corti, conficcati uno nell’altro, collegati da una specie di articolazione e da una stretta guaina ripiegata sopra. La foglia è in un certo senso ridotta alla nervatura di mezzo. Quest’erba caratteristica richiama visivamente l’elemento rigido e strutturale del corpo umano: lo scheletro.
E’ una riproduzione della colonna vertebrale, con i suoi numerosi ossicini collegati alle articolazioni. Suscita meraviglia come questa pianta medicinale possa agire anche sugli organi che sono in stretto collegamento con il sistema osseo: i reni? Quando le ossa e le articolazioni sono troppo deboli e si instaurano processi degeneratici, l’origine della malattia si trova in un deficit energetico dei reni. Reni deboli sono psichicamente connessi con la paura e la paura fa ‘cedere le gambe’.


Non è quindi errato trattare i dolori cronici degli apparati del movimento, come reumatismi, gotta, artrite e artrosi, con piante medicinali stimolanti delle funzioni renali, diuretiche e depurative.
Il tè di coda di cavallina è l’ideale per il drenaggio nei casi di malattie batteriche infiammatorie dei reni e delle vie urinarie e di renella. Anche per l’eliminazione di edemi, per esempio dopo le lacrime, è indicato il tè di coda cavallina.

La Coda Cavallina: Non E' Una Moda, Ma Un' Erba Purificatrice!

L’effetto salutare sui reni infiammati o soggetti ad infezioni può venire ancora accentuato se si pratica due volte alla settimana un semicupio con coda cavallina. Basta preparare le erbe in acqua fredda, lasciar infondere per qualche ora o per tutta la notte. Portare a bollitura e lasciar riposare coperto. Filtrare le erbe e versare il decotto nella vasca da bagno e riempire con acqua a temperatura corporea.
L’uso esterno del decotto di coda cavallina è anche apprezzato come trattamento di ferite di difficile guarigione. I bagni, i lavaggi o gli impacchi con coda cavallina hanno dato risultati eccellenti specialmente per danni all’epidermide estesi, in eczemi e ferite purulente ai piedi e alle gambe, delle quali spesso soffrono le persone anziane.
Si fa bollire un bel pugno di coda cavallina per 10 minuti in uno o due litri d’acqua. Poi si filtra il decotto e lo si lascia raffreddare fino a temperatura corporea. A seconda della parte del corpo dove si trova la ferita aperta, si fa col decotto un impacco umido, o un bagno (utile nell’ulcera della gamba) o un lavaggio di una ferita. Per farlo il paziente mette la gamba in una grande bacinella d’acqua o nel piatto della doccia e un aiutante versa molto lentamente sulla ferita il decotto da un contenitore con il beccuccio.
Quando tutto il liquido è stato usato, la ferita viene spalmata con crema alla calendula, specialmente ai bordi. E’ ancora meglio stendere un po’ di crema su una compressa di garza e coprire così la ferita. Viene poi applicata un’altra fasciatura.
Questo trattamento combinato della ferita con impacco umido o lavaggio della ferita ed uno strato finale con crema alla calendula ha già risolto molti casi complicati e disperati.

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