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La Pianta Medicinale ' Dente Di Leone ' E Le Sue Proprietà Diuretiche


22 ottobre 2011 ore 11:18   di spaziovendita  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 842 persone  -  Visualizzazioni: 1644

Molti conoscono questa pianta come spontanea e presente in natura in maniera selvatica, da bambini sicuramente l’avremo raccolta tantissime volte, anche per giocarci. Stiamo parlando del ‘Dente di Leone’ conosciuto anche come ‘Soffione’, e in quest’articolo voglio parlarvi dei benefici che questa erba può apportare alla nostra salute.
Già nell’antichità il dente di leone era tenuto in alta considerazione come pianta medicinale. Negli erbari del medioevo viene descritto dettagliatamente. Nel 13° e 14° secolo entrò negli annali come “erba urinaria”.

Oltre a contenere proprietà diuretiche, è un mezzo efficace nei disturbi della digestione, come senso di gonfiore e flatulenza. Alcuni erboristi gli attribuiscono particolare efficacia sul pancreas.
A fine aprile, inizio maggio, ancora prima che gli alberi cominciano a fiorire, i prati sono ricoperti da luminosi fiori gialli del dente di leone. La vista dei prati macchiettati di giallo è spettacolare.


Il dente di leone è di poco inferiore all’ortica nel suo effetto generale disintossicante. Anch’esso appartiene alle erbe di primavera, la cui forza curatrice viene sfruttata al meglio quando le si mangia fresche. L’abitudine di mangiare in insalata le foglie ha origine in Francia dove i buongustai hanno sempre apprezzato il gusto interessante e amarognolo di questa insalata selvatica. Ai Francesi era noto anche il suo effetto diuretico, ciò è testimoniato dal suo nome popolare francese “Pissenlit”.

La Pianta Medicinale ' Dente Di Leone ' E Le Sue Proprietà Diuretiche

Anche i vicini tedeschi della Saar lo chiamavano, con lo stesso significato, “Bettseicher” e in alcune zone d’Italia è detto piscialetto. Oggi si può trovare sul mercato il dente di leone da coltivazione perfino di due tipi. Quello selvatico ha un gusto comunque un po’ più forte e amaro.
E’ dimostrato tra l’altro che il dente di leone stimola la produzione dei succhi biliari ed elimina i disturbi del loro deflusso.

Quando il corpo viene disintossicato, attraverso una dieta o un digiuno, il fegato assume una posizione chiave, in quanto è la ghiandola più grossa; è il laboratorio metabolico del nostro corpo, dove viene deciso quali elementi debbano essere eliminati, immagazzinati, depositati, trasformati o costruiti ex novo.
Il nostro fegato si merita senza dubbio un’attenzione molto particolare quando intraprendiamo un digiuno curativo, perché in questo caso ha il compito di ripulire tutti gli angoli inquinati e trascurati dal nostro organismo.

Ha bisogno quindi, di un solido sostegno, ad esempio con un tè o infuso di erbe e radici della pianto dente di leone. Poiché il gusto di questo preparato non è proprio piacevole, si consiglia di mitigarlo con altre erbe e di completarlo in una miscela purificatrice del sangue e stimolante del fegato e della cistifellea.

Il dente di leone agisce generalmente come stimolatore e regolatore del metabolismo, perciò il tè viene oggi impiegato anche come terapia di accompagnamento in casi di ischialgia, colpo della strega, reumatismi e artrite.
Nella conoscenza popolare è diffusa l’opinione che il gambo e i fiori del dente di leone siano velenosi. Questo è falso, può però essere spiegato con il fatto che i gambi della pianta, quando vengono strappati, secernono un liquido biancastro, attaccaticcio, che lascia sui vestiti e sulle dita delle macchie marroni. In realtà tutte le parti di questa pianta (foglie, gambo, fiori e radici) sono curative e fanno molto bene alla nostre salute.

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