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Lo Zucchero E' Piu' Dannoso Di Altri Alimenti?


26 agosto 2010 ore 15:05   di Tiziana  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 313 persone  -  Visualizzazioni: 578

Lo troviamo in diverse forme: raffinato, integrale, in polvere, in zollette, addizionato ad altri cibi; il saccarosio, C12 H22 O11, comunemente conosciuto come zucchero (dall’arabo sukkar) , è un disaccaride appartenente alla famiglia dei carboidrati o glucidi (dal greco glykis, che significa, non a caso, dolce) e apporta 4 kcal al grammo, all’incirca 17 kJ. Noto ai Persiani sin dall’antichità, chiamato da Alessandro il Macedone “il miele che non aveva bisogno di api” ,esso era definito dai Genovesi e Veneziani crociati del decimo secolo d.C. “il sale arabo” ed era considerato alla stregua di una spezia rara che solo i ricchi potevano permettersi di possedere; dopo la scoperta dell’America la canna da zucchero venne importata a Cuba e in parte dell’America centrale dagli Spagnoli, in Brasile dai Portoghesi , che sono tutt’ora tra i maggiori produttori di zucchero, insieme a Stati Uniti, Romania e Ucraina. In seguito s’ipotizzò la possibilità di estrarlo dalle barbabietole (beta vulgaris), resa concreta e con successo da Napoleone Bonaparte.

Le due fasi fondamentali,tra le tante, della lavorazione dello zucchero sono l’estrazione, dalla quale si ottiene lo zucchero grezzo o integrale, e la raffinazione che, con sostanze come calce e solfiti di cui non rimane alcuna traccia nel prodotto finito (mentre ne rimangono in altri alimenti e bevande), ne conferiscono il caratteristico colore bianco. Un tempo, nelle raffinerie, era permesso l’utilizzo del blu d’idantrene, un derivato del catrame petrolifero noto come E130 ma dal 1977 l’uso è stato bandito per via dell’accertato potere cancerogeno. Da queste affermazioni una domanda legittima: lo zucchero raffinato è un veleno? Pur non essendo essenziale alla vita un moderato utilizzo non fa male: non dimentichiamo che per molto tempo (e ancora oggi) esso è stato utilizzato come conservante e non solo dolcificante per le marmellate. D’altra parte è vero che con lo sbiancamento vengono perse alcune sostanze nutritive come magnesio, rame, ferro, fibre alimentari (contenute comunque in tracce) e dal punto di vista organolettico si perde quel leggero retrogusto di liquirizia tipico del prodotto allo stato grezzo.


Un eccesso di saccarosio può portare, insieme ad altri fattori concorrenti, a carie dentale, obesità, diabete, ipertensione e alla produzione di glicogeno: in questo caso gli zuccheri non immediatamente bruciati si depositano nel fegato per essere ritrasformati in glucosio quando l’organismo deve attingere alle proprie riserve, con possibilità d’indesiderato sovraccarico dell’attività dell’organo. Chi non vuole rischiare può utilizzare in maniera contenuta miele, malto d’orzo (vietato ai celiaci), fruttosio cristallizzato (ormai presente in barattoli in tutti i supermercati), zucchero integrale; via libera all’aspartame, noto come E951 che, dopo essere stato oggetto di polemiche per sospetta cancerogenità, è stato assolto dalla Food and Drugs Administration, che ne consente il consumo addirittura in gravidanza e durante l’allattamento. Un capitolo a parte meriterebbe la stevia, pianta originaria dell’America Latina, molto resistente al calore, senza alcun valore nutrizionale e molto più dolce dello zucchero, della quale si utilizzano i principi attivi delle foglie solo come additivo alimentare in UE per le bibite gasate a ridotto contenuto calorico, in particolare per la Coca-Cola light.

Tenendo conto che gli zuccheri sono contenuti in tanti cibi ritenuti insospettabili, non solo il saccarosio ma anche lo sciroppo di glucosio, il maltosio (ottenuto da due molecole di glucosio), il destrosio (altro nome del glucosio), la parola raccomandata è moderazione, perché sappiamo tutti che “anche il veleno a piccole dosi non fa male”! Conclusione: lo zucchero è un alimento che non ha colpe più di altri nello scatenare disturbi e patologie, lo possiamo assolvere ma non dobbiamo abusarne.

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