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Morbo Di Parkinson: Nuove Terapie Per La Cura Dei Sintomi Gravi Associati


25 settembre 2010 ore 21:24   di giuliano60  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 654 persone  -  Visualizzazioni: 1392

Pensavamo di sapere tutto sul Morbo di Parkinson ed invece siamo ancora lontani dal poter mettere la parola fine a questa malattia con una terapia idonea a debellarla del tutto, anche se tale auspicata meta non sembra troppo lontana nel tempo. Ma c’è una cosa che forse, riguardo alla Malattia di Parkinson, prima sconoscevamo e oggi apprendiamo grazie ad nuova indagine sociologica pan-europea, annunciata dall'European Parkinson’s Disease Association (EPDA) che rileva il "lato oscuro" della malattia di Parkinson.

Secondo questa recente indagine è notorio che i malati di Morbo di Parkinson accusano al contempo anche importanti disturbi di tipo depressivo, fino a culminare in vere e proprie forme di depressione anche impegnative da trattare, eppure questi pazienti non ne parlano col medico.


A soffrire di depressione associata al Morbo di Parkinson sono ben 8 pazienti su dieci, un numero davvero elevato di malati che si vedono la propria qualità della vita minata non solo dal tremore e dall’incertezza della deambulazione, sintomi caratteristici del malattia di Parkinson, ma a questi si aggiungono anche i sintomi più gravi della depressione.

Morbo Di Parkinson: Nuove Terapie Per La Cura Dei Sintomi Gravi Associati

Lo studio è stato effettuato su 500 volontari in cura per il Morbo di Parkinson di forma lieve o moderata. I pazienti che si sono sottoposti allo studio erano residenti in Paesi quali Francia, Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna, seguiti da 500 medici specialisti della materia che hanno attentamente monitorato i malati nell’intervallo di tempo loro dedicato.

"Questa indagine ha confermato quello che ci viene riferito dai pazienti affetti dalla malattia di Parkinson e dalle persone che se ne prendono cura" ha commentato Mary Baker, Presidente dell'EPDA. "In molti casi non sono i sintomi generalmente associati alla malattia di Parkinson a causare la maggior sofferenza. Quando ad essere colpito è l'umore, può essere molto difficile mantenere una normale prospettiva di vita. Coloro che si prendono cura delle persone affette dalla malattia di Parkinson, spesso riportano che la depressione è uno degli aspetti più difficili da affrontare."

Parkinson e depressione, sintomi associati

Dallo studio si sarebbe anche osservato un fenomeno importante, caratteristico della malattia di Parkinson e che riguarda i sintomi. Spesso quelli che generalmente vengono riferiti al Morbo di Parkinson non sono per nulla avulsi da quei sintomi caratteristici della depressione, semmai associati e, addirittura, in qualche caso, precedenti alla malattia di Parkinson stessa. Eppure, per la scienza medica tali nuove acquisizioni non sono del tutto inedite per i medici che abbiano in cura un paziente parkinsoniano, stante l’evidenza che le due malattie possono associarsi con estrema facilità.

Semmai più difficile è distinguere i sintomi dell’una e dell’altra patologia che coesistono nello stesso paziente, a volte per gli stessi medici. Tanto è vera questa certezza da parte dei medici, che gli stessi ammettono in maniera quasi totale che i malati di Parkinson spesso sono essi stessi depressi, ancor prima di sviluppare la malattia. Dove i medici sembrano divisi è nell’ammissione di essere in grado di riconoscere la depressione in un paziente già affetto dal Morbo di Parkinson in maniera intuitiva, tant’è che solo un medico su due è in grado di poter asserire di aver fatto una diagnosi tanto precisa da comprendere entrambe le malattie insorte più o meno nello stesso momento. Tale difficoltà, in maniera involontaria, a causarla è proprio il paziente, che diventa reticente anche nei confronti del proprio medico quando di tratta di descrivergli i segni della malattia depressiva, visto che si aprono col curante solo quattro pazienti su dieci e visto anche che nell’indagine risulta che circa il 40% dei pazienti con la malattia di Parkinson, ha ammesso di soffrire di sintomi depressivi, ma confessa anche che ne discute con il proprio medico "solo occasionalmente", "raramente" o "mai".

Sminuire i sintomi da parte del paziente è sbagliato

Si tratta a questo punto di capire i motivi che inducono tanti pazienti a sottacere al medico i propri disturbi cui vanno incontro indipendentemente dalla malattia principale sofferta. Secondo i medici tale “leggerezza” è dovuta all’evidenza che gli stessi pazienti non riconoscono con facilità i segni delle depressione che appaiono sicuramente più sfumati rispetto a quelli del Parkinson, lo fanno nel tempo, quando questi sintomi divengono quasi intollerabili.

"Ciò che stiamo osservando è un'interruzione nella comunicazione tra i pazienti e i loro medici quando si tratta di affrontare questo importante aspetto della malattia. Da qualche tempo la ricerca ha indicato che nella malattia di Parkinson i sintomi depressivi sono altamente prevalenti ed hanno un notevole impatto, ma quando si passa alla relazione individuale paziente/medico sembra che questi sintomi non vengano sempre discussi o affrontati”, ha commentato Olivier Rascol Professore di Farmacologia clinica presso la Toulouse University in Francia.

Nuovi farmaci per la cura della depressione associata al Parkinson

Lo studio che è giunto alla conclusione di poter descrivere entrambe le malattie coesistenti nello stesso paziente, appare oltremodo importante, perché ha dato la possibilità ai medici di individuare, come sarebbe emerso dai dati afferenti ad una nuova sperimentazione clinica, pubblicata recentemente sul Journal of Neurology, il ruolo detenuto dagli agonisti della dopamina, come il pramipexolo, che potrebbero ottenere effetti terapeutici auspicati nella depressione associata al Parkinson, in luogo dei comuni farmaci antidepressivi, visto il duplice ruolo che tale molecola esercita sia sul Morbo di Parkinson che nella depressione associata.

"Vogliamo confermare che il pramipexolo è in grado di migliorare la sintomatologia depressiva della malattia di Parkinson, indipendentemente dai suoi effetti sui sintomi motori” ha spiegato il Professore Paolo Barone dell'Università Federico II di Napoli. "Per questo motivo abbiamo arruolato pazienti con la malattia di Parkinson e depressione maggiore senza storia di fluttuazioni motorie o discinesie. Abbiamo confrontato gli effetti di pramipexolo con quelli della sertralina, un antidepressivo selettivo per la serotonina, SSRI*, e abbiamo osservato che entrambi i farmaci erano efficaci sulla sintomatologia depressiva”.

Non ci resta che attendere le fasi conclusive dello studio in oggetto, ma sembrerebbe che tali nuovi farmaci possano essere a breve immessi nei protocolli terapeutici di questi pazienti, con grande ristoro per loro e per i familiari che si prendono cura di tali malati.

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