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Obesità : La Pandemia Del Benessere


31 agosto 2010 ore 19:40   di Tiziana  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 402 persone  -  Visualizzazioni: 702

I grassi apportano 9 kcal per ogni grammo: servono per l’assimilazione di alcune vitamine come la A, la D, la E e la K dette liposolubili e necessarie alle vita come molte altre sostanze; tuttavia l’eccessivo accumulo di grasso nei tessuti e negli organi interni può rappresentare un pericolo per la salute, conosciuto da tutti con il termine obesità e ormai considerato un’epidemia della nostra epoca. Imputati in particolare i cosiddetti grassi LDL, colpevoli di depositarsi nei vasi sanguigni, sui tessuti e sugli organi interni con le conseguenze che tutti conosciamo: sappiamo che lipidi, conservanti e zuccheri, contenuti nella stragrande maggioranza dei cibi confezionati e di cui facciamo sempre più uso, rallentano e rendono più difficile la digestione, ma anche una certa predisposizione familiare e alcuni comportamenti tipici della società attuale come stare tante ore davanti alla tv, al computer o alla play-station non aiutano a smaltire i chili di troppo.

Disturbi della tiroide, ipertensione, diabete possono essere all’origine dell’obesità o esserne una conseguenza, mentre ictus, osteoartiti, difficoltà respiratorie, asma, infarto, apnea, irregolarità mestruali, digestive, circolatorie, alcune forme tumorali all’endometrio, alla mammella, al colon-retto e alla cistifellea possono essere il risultato dell’eccessivo sovrappeso; inoltre non è inusuale che una persona obesa abbia deficit nutrizionali e valori sballati nel sangue e nelle urine: il suo stato dipende fondamentalmente da un’alimentazione sbagliata qualora l’obesità non sia conseguenza di qualche altra patologia.


Non sono solo i ricchi a soffrire di obesità, chi ha un reddito basso tende ad esagerare nel consumo di carboidrati, grassi e proteine a discapito di quello di frutta, verdura e pesce, a curare meno il proprio aspetto e a non praticare attività fisica, senza tener conto delle importantissime conseguenze psicologico-comportamentali perché chi è obeso difficilmente ha un sereno rapporto con il cibo e con lo specchio, ha scarsa autostima e tende ad isolarsi, ha difficoltà a relazionarsi con il prossimo e con l’altro sesso, tutti problemi che lo portano a trascurarsi ancora di più. Dando rilievo a tutto ciò e precisando che anziani e donne tendono ad avere più adipe rispetto a giovani e uomini, la prevenzione consiste nel seguire un’alimentazione corretta, evitare uno stile di vita sedentario e fare dei controlli quando è necessario; può essere utile monitorare periodicamente un parametro di primo orientamento per accertare lo stato di obesità, l’indice di massa corporea (BMI, acronimo che sta per body mass index), dato dalla seguente formula:

BMI=massa[Kg]/altezza*altezza[mq].

Si confronta poi il valore ottenuto con gli intervalli sotto indicati:
BMI<18,5: SOTTOPESO                                                                                                                                                     18,5<25:NORMOPESO                                                                                                                                                    25<30:SOVRAPPESO                                                                                                                                                                BMI>30:OBESITA’.

Quando ormai il problema è presente e non basta più correggere le abitudini sbagliate bisogna attenersi ad un regime alimentare controllato sotto stretta osservanza medica (sarà cura dello specialista assegnare delle diete personalizzate), esercizio fisico, psicoterapia di supporto, se necessari integratori per drenare; i farmaci anti-obesità vanno presi solo se prescritti da un medico competente in materia per un periodo che va dai sei mesi ad un anno, a base di fenfluramina associata a ferntermina, sibutramina, dexfenfluramina.

L’intervento chirurgico si considera in quei casi in cui l’obesità non risponde agli altri trattamenti o quando il paziente sia in pericolo di vita, in ogni caso il BMI deve essere di molto superiore al valore 30; tra questi si ricordino il bendaggio gastrico (inserimento di un anello siliconato intorno alla parte superiore dello stomaco: il restringimento provoca il senso di sazietà), la gastrectomia verticale (con un taglio verticale si asporta il 70-80% dello stomaco ottenendo una struttura a tubo collegata superiormente all’ esofago ed inferiormente al duodeno), il by-pass gastrico (s’isola con un taglio la sacca gastrica, cioè la parte prossima all’inizio dello stomaco, e si collega all’ansa alimentare, tratto dell' intestino tenue, permettendo il passaggio del cibo; lo stomaco residuo rimane funzionante continuando a produrre succhi gastrici e ormoni) e l’inserimento del palloncino intragastrico, propedeutico all’intervento chirurgico (s’inserisce un palloncino di silicone sgonfio attraverso un gastroscopio per bocca del paziente parzialmente anestetizzato; da tenere fino a sei mesi). Vale la pena arrivare a questo punto? Secondo me no, quindi vediamo di agire prima di ricorrere a queste estreme soluzioni. E dato che il problema riguarda sempre di più i bambini, facciamo in modo che giochino di più all’aria aperta e riscopriamo insieme a loro il sapore dei cibi genuini: potremmo avere delle magnifiche sorprese…

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Tiziana, autore dell'articolo Obesità : La Pandemia Del Benessere
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