Più Auto-ironia, Più Autostima
Ma come è possibile….piu’ ridiamo di noi e piu’ aumentiamo la stima di noi stessi?
La capacità di ridere e di far sorridere puo’ solo far bene.
Riuscire a sdrammatizzare certe realtà un po’ scomode, gli intoppi e i piccoli problemi quotidiani è una risorsa veramente invidiabile.
La risata è una compagna straordinaria nella vita di coppia, nella famiglia e nel lavoro.
Saper ridere dei nostri difetti ci rende piu’ sopportabili agli occhi di chi ci circonda e aiuta a tollerare meglio anche i difetti degli altri.
Gli psicologi sostengono che acquisire questa capacità di trovare il lato buffo della vita ed in particolare di quello che ci riserva la realtà di ogni giorno è un infallibile sistema per acquisire la propria autostima.
E si sa, l’autostima ci consente di vivere piu’ serenamente, almeno in pace con noi stessi.
Si è sempre creduto che fosse quella marcia in piu’ per farsi strada nella vita, ma per la verità uno studio condotto su un gruppo di bambini ha sfatato questo dogma. Pur avendo una elevata autostima alcuni bambini non hanno successivamente conseguito risultati migliori dei loro colleghi con autostima piu’ bassa.
Ma sopporteranno meglio le sconfitte!
Il senso dello humor ha un’importanza fondamentale nello sviluppo psicologico di ciascun bambino perché prima si comincia a fare ironia e piu’ si cresce corazzati.
Un esempio molto semplice: se un bimbo cade (ovviamente senza farsi male!) e ha intorno degli adulti che si mettono a ridere, molto probabilmente farà lo stesso, riuscirà subito a ridimensionare quanto successo e nello stesso tempo non si sentirà psicologicamente penalizzato. E tutti ne gioveranno!
L’auto-ironia non si impara da soli e non sempre è innata.
I genitori devono saper usare il sorriso al momento giusto.
La mamma che mette per sbaglio il sale nel caffè e, pur essendo di corsa perché deve rientrare al lavoro, si fa una bella risata, lancia un bel messaggio al figlio. E entrambi “godranno” della sbadataggine! L’arrabbiatura non cambia la situazione, non serve a riparare il danno o a risparmiare tempo, ma solo a rovinare la giornata per una sciocchezza!
Al contrario i genitori che fanno una tragedia per qualsiasi inezia, di certo non trasmettono il senso dell’ironia, ma contribuiscono ad aumentare l’insicurezza.
Non intendo dire che i genitori devono sempre essere “morbidi” e tolleranti, al momento giusto devono rivestire il loro ruolo di severi educatori. E non è detto che certi insegnamenti non vengano anche recepiti meglio.
Con alcuni bambini, piu’ introversi e timidi, a volte “educarli a ridere” di se o dello scherzo di un amico risulta piu’ difficile. In questo caso bisogna procedere con cautela e armarsi di pazienza per cercare di indirizzare bene le loro emozioni.
Anche con un adolescente il lavoro diventa piu’ impegnativo. A questa età i ragazzi sono estremamente permalosi. Bisogna prestare attenzione a ironizzare, seppur bonariamente, sul loro abbigliamento o peggio ancora sulla capigliatura. Si toccano aspetti di importanza vitale (quello esteriore) e quindi viene colpito in profondità il loro “io” non ancora ben definito. Accettano la presa in giro dei coetanei, ma non dei genitori.
In questo momento delicato della crescita meglio che i genitori evitino di fare humor con i figli, meglio che ironizzino su se stessi, dimostrando al figlio che l’identità personale non ne viene scalfita, anzi si rafforza.
E poi, chi non se la sente di affermare che una risata è una specie di ricostituente quotidiano ?
Mai sentito parlare della terapia del sorriso o clownterapia del dr. Patch Adams ?
Addirittura, secondo la medicina psicosomatica, è utile persino a curare un banale raffreddore!
La risata stimola le endorfine, le molecole del piacere che sciolgono la tensione e provocano benessere psicofisico.
Scommetto che stai già sorridendo!
