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Qualcosa Da Sapere Sul Pesce


28 agosto 2010 ore 07:29   di Tiziana  
Categoria Moda Salute e Bellezza  -  Letto da 295 persone  -  Visualizzazioni: 497

L’abito fa il monaco… fino ad un certo punto! Esistono dei punti imprescindibili per riconoscere se un pesce è fresco: deve avere le branchie di un bel rosso vivo, l’occhio brillante, avere un aspetto compatto e le squame aderenti al corpo, ma non basta fidarsi solo della vista, bisogna farsi aiutare anche all’olfatto per superare l’illusione ottica degli eventuali trattamenti cosmetici effettuati sul prodotto: se esso è in decomposizione (processo che avviene molto rapidamente), avrà odore di ammoniaca e non di mare.

Da sempre è raccomandato dai nutrizionisti il consumo di pesce, in particolare quello azzurro: lanzardi, alici, sardine, sgombri, tanto per fare qualche nome… Le cotture ideali, valide per pesce fresco, surgelato o d’allevamento sono quella al forno, la bollitura, il cartoccio (per pesci di medie dimensioni ed opportunamente sfilettati), l’impanatura, la frittura per pesci di piccola taglia (gli acidi grassi omega tre vengono conservati); anche preparare zuppe e brodini con testa e lische è un ottimo metodo per conservare tutti i principi nutritivi: zinco, ferro, calcio, selenio (tanto basta filtrare!), mentre è sconsigliato cuocere gli alimenti alla brace(quindi non solo il pesce): in questo caso eliminare le parti bruciate, nelle quali sono presenti in quantità considerevole composti aromatici, altamente cancerogeni. Una postilla sul pesce surgelato: si consiglia di tenerlo in frigorifero per uno scongelamento graduale, anche se lento; se ha odore di ammoniaca evitare di consumarlo e cambiare marca. I condimenti sono svariati: olio, meglio se extravergine d’oliva, aglio, origano, prezzemolo, limone, pomodoro, olive, capperi, maionese (attenzione a non esagerare) danno sapore ai nostri piatti a base di pesce.


Oltre a contenere i sali minerali indicati il pesce ha una percentuale di grassi che varia dal 0,5% del merluzzo al 20% dell’anguilla, di cui una percentuale vicina al 80% è costituita da grassi insaturi,tra cui gli omega tre che possiedono proprietà antinfiammatorie, innalzano le difese immunitarie, motivo per cui si è meno soggetti alle influenze invernali e riducono il livello di trigliceridi nel sangue: sono i grassi saturi, presenti maggiormente nella carne e nei latticini, a depositarsi nei vasi sanguigni con conseguenze su cuore e pressione, per questo è importante limitarne il consumo a vantaggio di quello di pesce, le cui proprietà ne fanno un alimento altamente digeribile.

E’ giusto chiedersi se sia meglio il pesce pescato o quello d’allevamento: il primo è più ricco di omega tre ma il rischio per la nostra salute è dato dall’accumulo del mercurio e dai metalli pesanti presenti ormai nell’habitat marino; anche nel secondo caso bisogna usare le dovute precauzioni: a parte il fatto di essere meno ricchi di principi nutritivi, i pesci d’allevamento possono essere contaminati da mangimi e trattamenti farmacologici, con aumentati rischi per il loro ridotto spazio vitale e per un possibile inadeguato ricambio d’acqua. Inoltre essi hanno un più alto tenore di acidi grassi omega sei, presenti anche nei semi oleosi, che hanno azione infiammatoria al contrario degli omega tre. Quindi via libera al consumo di pesce ma con le dovute cautele e ricordare di leggere attentamente le etichette del pescivendolo o del prodotto confezionato.

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