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L' Anima Bella Del Rugby Italiano


13 febbraio 2011 ore 20:29   di MLudovigi  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 334 persone  -  Visualizzazioni: 616

Un'intrigante cappotto. Certo, chi poteva credere che dopo l'incoraggiante prova del Flaminio per la Nazionale Italiana arrivasse, al Sei Nazioni, una così sonora lezione dai maestri inglesi? 59-13 il risultato maturato sul campo a favore della Rosa, frutto di perfezione di gioco, ottimi calciatori, potenza fisica, velocità, strategia. La piccola Italia di Nick Mallett si è eclissata all'incalzare continuo del XV inglese. Una squadra allo sbando, in questo sabato londinese, pessima copia di quella che ha affrontato l'Irlanda, all'esordio del prestigioso torneo e capace solo di subire lo strapotere avversario. Una nazionale "pay", la nostra, che nessun italiano può vedere liberamente se non nella differita televisiva, proposta, alcune ore dopo, da La7 e La7.it, figlia di una Federazione miope alle necessità di un movimento, che continua a crescere grazie alla bellezza e gentilezza di questo sport magnifico, ma non certo grazie ad una politica di scarsissima visibilità mediatica.

L'orgoglio ed il cuore dei Leoni. Ci attendevamo tutti una sconfitta quest'oggi a Monigo, pur conoscendo l'orgoglio di questa squadra, l'orgoglio del nostro movimento rugbistico. I campioni irlandesi del Munster arrivavano a Treviso con una formazione rimaneggiata, ma con importanti nomi del calibro dell'All Black Howlett e del sudafricano Du Preez. Una delle più forti compagini europee, prima in classifica nella Magners League, attendeva oggi il XV del Benetton, con l'handicap delle importanti assenze dei nazionali impegnati nel Sei Nazioni. Nella conferenza stampa del pre-gara, l'allenatore Franco Smith aveva certo ricordato che i trevigiani non avevano nulla da perdere, ma con tutte le assenze, non coperte da rimpiazzi internazionali, rimaneva solo il cuore e l'orgoglio per sopravanzare l'orda di Limerick.


Una partita perfetta. I Leoni di Smith hanno iniziato la partita con veemenza, rintuzzando le folate dei rossi irlandesi del Munster, placcando tutto quel che si muoveva sopra il manto verde di Monigo. Dopo i primi due calci che portavano il risultato sul 3 pari il Benetton è riuscito, prima a passare in vantaggio con un calcio di De Waal, e poi, grazie ad una armoniosa compattezza di squadra, a bloccare il Munster nonostante l'inferiorità numerica dovuta ad un cartellino giallo comminato a Sbaraglini al 31'. Un vero e proprio muro quello trevigiano con scritto "non si passa". Il primo tempo si chiude sul 6 a 3 per i padroni di casa. La ripresa si apre con un'ulteriore trasformazione di De Waal che porta il punteggio sul 9 a 3 per Treviso. L'ottimo lavoro della mischia trevigiana unito alla fallosità della prima linea dei rossi irlandesi, hanno costretto l'arbitro a decretare due ammonizioni con il Benetton stavolta in vantaggio numerico sul terreno di gioco. Si comincia a respirare l'aria delle grandi vittorie, delle grandi giornate. Al 18 minuto del secondo tempo grazie ad una lunga e concitata azione di Pratichetti e Nitoglia i Leoni schiacciano in meta con Padrò. 16-3!! Apoteosi a Treviso, gli spalti incitano i Leoni nel momento decisivo. Non serviranno poi le 2 mete irlandesi di Howlett e Coughlan, intervallate dalla solita magnifica pedata di De Waal, a ribaltare una partita che finisce 19-18. Vittoria storica!!! Tutti in piedi ad applaudire questi ragazzi, meno baciati dagli onori e dalla mondanità, ma in grado di far vivere lo spirito vero, schietto, del rugby veneto e italiano.

L'isola felice. E' iniziata poi la festa, con tanta birra, tanto buon umore in attesa del terzo tempo. Il magico mondo del rugby fatto di rispetto, di valori, attira i giovani, i bambini, tanto quanto le famiglie ed i nonni. Tanti momenti di grande sportività raccolti in due episodi: il religioso silenzio che avvolge lo stadio quando un calciatore si accinge a centrare i pali e l'applauso sincero dei supporters irlandesi al Benetton Rugby dopo la vittoria. Questo è il rugby e questa è l'isola felice del rugby italiano che sa anche vincere con i più forti, con tanto impegno, passione, coraggio. Imparerà anche la "piccola" Italia di Nick Mallett? Mah...

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