Balotelli, La Maledizione Del 'bad Boy'
Ne senti parlare un giorno sì e l'altro pure. Un talento innato dalle potenzialità incredibili, quando si fa il nome di Mario Balotelli difficilmente se ne discute in termini calcistici. Ebbene sì, perchè l'attaccante del Manchester City è noto ai più per le sue malefatte fuori e dentro al campo e poco importa se SuperMario ha tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio campione del calcio giocato.
C'è da puntualizzare che il Mario nazionale, nemmeno fosse una calamita della carta stampata, sembra mettercela davvero tutta per attirare su di sè l'attenzione dei media. Dalle freccette lanciate da una finestra del centro sportivo di Carrington a dei ragazzi in allenamento, al fallo da censura sul giocatore della Dinamo Kiev Popov in un match di Europa League, fino a tornare indietro ai tempi dell'Inter di Mourinho, quando faticava - e non poco - a finire le gare senza averne prima combinata una delle sue.
Negli ultimi Europei - come ha giustamente ricordato Daniele De Rossi nel corso di una recente conferenza stampa - si è ormai affermata la massima secondo cui quando l'Italia vince allora vince il gruppo, quando perde è colpa di Balotelli. Una frase che suona quasi come una pesante accusa verso gli stessi giornali, additati di voler fomentare il mito del cattivo ragazzo. Ma poi accendi la tv e lo vedi polemizzare con il mondo intero appena pochi secondi dopo il gol qualificazione contro l'Irlanda del Trap e comprendi che la verità sta nel mezzo.
Perchè forse l'unica risposta a questo caso è che, in fondo, ci si trovi nella classica situazione di circolo vizioso destinato ad alimentarsi all'infinito, almeno fino a quando i giornalisti da una parte o Balotelli dall'altra decideranno che è finalmente giunto il tempo di rompere questo fastidioso circolo.
