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Ciclismo - Bilancio 2011: Italiani A Mani Vuote. Evans, Gilbert E Cavendish I Mattatori


17 ottobre 2011 ore 11:32   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 395 persone  -  Visualizzazioni: 659

Con la vittoria a sopresa del carneade svizzero Oliver Zaugg nella grande classica "Monumento" Giro di Lombardia si è conclusa l'intensa stagione agonistica del grande ciclismo che è stata decisamente avara di soddisfazioni per i colori azzurri e che ha visto tre fuoriclasse emergere su tutti: l'ustraliano Cadel Evans, vincitore del Tour de France, il belga Philippe Gilbert, re assoluto delle classiche in linea e il neo Campione del Mondo, il velocista britannico Mark Cavendish.

ITALIANI COMPLETAMENTE A SECCO. I nostri corridori sono praticamente rimasti a mani vuote non riuscendo a vincere nessuna delle gare più importanti: le tre grandi corse a tappe (Tour, Giro e Vuelta), i cinque "Monumenti" (Milano- Sanremo, Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi, Lombardia) e il Campionato del Mondo in linea. Una mancanza di risultati di prestigio che negli ultimi anni sta diventando una preoccupante costante. Nelle ultime tre stagioni, se si escludono le vittorie di Ivan Basso e Vincenzo Nibali rispettivamente al Giro e alla Vuelta dello scorso anno, gli italiani non si sono imposti in nessuno dei quindici "Monumenti" disputati (ultimo successo nel Lombardia del 2008 con Damiano Cunego), non hanno vestito la maglia iridata (l'ultimo campione del mondo nel 2008 Alessandro Ballan) e non sono stati assolutamente protagonisti nella corsa più importante del mondo, il Tour de France (ultima vittoria del grande Marco Pantani nel 1998, ultimo podio di Ivan Basso, secondo, nel 2005).


Quest'anno i nostri portacolori al Giro d'Italia, l'unica corsa importante dove sono stati protagonisti, hanno dovuto arrendersi con l'onore delle armi ad un inarrestabile Alberto Contador riuscendo, comunque, a salire sul podio con Michele Scarponi (secondo) e con Vincenzo Nibali (terzo). Poca gloria al Tour de France, vinto dall'australiano Cadel Evans, con un buon Damiano Cunego, settimo, davanti ad un Ivan Basso decisamente sottotono. Alla Vuelta di Spagna, vinta dal sorprendente padrone di casa Juan José Cobo, Vincenzo Nibali era il campione uscente e partiva con l'obiettivo di centrare il bis ma, purtroppo, forse non avendo ancora smaltito completamente le fatiche del Giro, non è riuscito ad andare al di là di un modesto settimo posto. Nelle grandi classiche in linea le cose sono andate ancora peggio e nessun italiano è riuscito a salire sul podio in uno dei cinque "Monumenti". Nella Milano-Sanremo di apertura, vinta in volata a sorpresa dall'australiano Matthew Goss, Alessandro Ballan, quarto ha preceduto i connazionali Filippo Pozzato e Michele Scarponi. Senza scampo la successiva Campagna del Nord dominata dai corridori belgi (Nick Nuyens vincitore del Fiandre, Johan Van Summeren della Roubaix e Philippe Gilbert a Liegi). Solo due modesti piazzamenti nei dieci per i nostri colori: Ballan sesto nella Roubaix, Nibali ottavo nella Liegi-Bastogne-Liegi. Dopo un Mondiale decisamente deficitario, con Daniele Bennati, primo dei nostri, appena quattordicesimo nella gara iridata vinta da Mark Cavendish, anche l'ultima grande classica, il Lombardia, dopo l'illusione di uno splendido tentativo di fuga da lontano di Nibali, si è rivelata amara e Ivan Basso, quarto, è stato il migliore dei nostri.

2011 NEL SEGNO DI EVANS, GILBERT E CAVENDISH. Il 2011 è stato, come già detto, l'anno di grazia di tre fuoriclasse: l'australiano Evans, il belga Gilbert e il britannico Cavendish, mentre il re delle corse a tappe, lo spagnolo Alberto Contador, dopo la splendida vittoria al Giro, ha dovuto alzare bandiera bianca nella corsa più importante, il Tour.

Cadel Evans, a 34 anni e dopo sette tentativi e due secondi posti, è riuscito finalmente ad imporsi alla grande nel Tour de France, dopo che nel 2011 aveva vestito la maglia di Campione del Mondo sul circuito di Mendrisio. Il campione australiano sul podio dei Campi Elisi parigini è stato affiancato dai terribili fratelli Schleck: Andy al suo terzo secondo posto consecutivo e Frank. Evans si era presentato al Tour forte di due successi in due prestigiose brevi corse a tappe come la Tirreno-Adriatico e il Giro di Romandia.

Philippe Gilbert, già messosi in grande evidenza nelle ultime stagioni (2 Lombardia, 2 Parigi-Tours e una Amstel Gold Race), è letteralmente esploso, a 29 anni, nelle classiche in linea dominando al Nord in primavera (Amstel, Vallone e soprattutto Liegi) e proseguendo in estate (Classica di San Sebastian e Grand Prix de Quebec).

Mark Cavendish, dopo aver vinto in volata due tappe al Giro e cinque al Tour, si è confermato sul facile tracciato di Copenaghen il re assoluto degli sprinter conquistando la sua prima maglia di Campione del Mondo in linea davanti all'australiano Goss (il vincitore ad inizio stagione della Sanremo), in attesa delle Olimpiadi casalinghe del prossimo anno a Londra, dove il circuito sarà molto simile a quello danese.

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