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Com' Era Bello Quando Correva Gianni Bugno


2 aprile 2011 ore 10:39   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 505 persone  -  Visualizzazioni: 816

Campioni della classe di Gianni Bugno in bicicletta se ne sono visti pochi ma putroppo non sempre il suo enorme talento e le sue grandi potenzialità sono coincise con un atteggiamento mentale vincente e questa è stata, probabilmente, la ragione per cui il campione monzese, capace di vincere due Mondiali consecutivi e un Giro d'Italia dominato in maglia rosa sin dalla prima tappa (come Girardengo, Binda e Merckx prima di lui), non è riuscito a vincere quanto le sue doti gli avrebbero, invece, permesso.

Schivo, pacato, spesso enigmatico e poco amante delle polemiche gratuite, malgrado la sua proverbiale rivalità con "El diablo" Claudio Chiappucci, Bugno, sempre regale in bicicletta, avrebbe potuto dominare e, invece, si è dovuto "accontentare" di surclassare gli avversari solo nelle giornate di grazia, quando tutto andava per il verso giusto, soprattutto nella sua testa, e quando la sua forma era talmente smagliante che gli avversari non erano assolutamente in grado di tenergli testa. Il contrario di Chiappucci, meno dotato di Bugno dal punto di vista tecnico, ma con una grinta e uno spirito battagliero straordinari. Se si fossero unite le doti dei due campioni di casa nostra in un unico corridore, probabilmente, anche il grande Miguel Indurain avrebbe dovuto arrendersi senza chance.


Eh ... già, Indurain, il campionissimo navarro, che con la sua mole imperiosa ha rappresentato il vero e proprio incubo agonistico di Gianni Bugno che avrebbe sognato il Tour de France, dopo aver dominato il Giro del 1990, ma che, a causa dello strapotere dello spagnolo, dovette abbandonare i sogni di gloria in maglia gialla. Così l'agognato Tour (arrivò secondo nel 1991, terzo nel 1992) ben presto divenne una chimera, irraggiungibile, tra delusioni e rimpianti, occasioni sprecate, grandi imprese (la doppietta all'Alpe d'Huez nel 1990 e nel 1991) e una consapevolezza: Indurain nelle grandi corse a tappe era diventato praticamente imbattibile.

Ad aiutare Gianni a farsi una ragione di non poter più competere nel Giro e nel Tour ci pensarano due fantastiche maglie iridate, conquistate da un Bugno in stato di grazia a Stoccarda nel 1991 e a Benidorm nel 1992 con due volate da urlo, dopo un terzo posto discusso nel 1990 che avrebbe potuto anche essere una vittoria se i compagni di squadra lo avessero aiutato nella giusta maniera. Poi tante speranze, la consapevolezza di doversi concentrare sulle corse di un giorno (il suo primo grande successo fu alla Milano-Sanremo del 1990, anno in cui si aggiudicò anche la Coppa del Mondo) ma pochi spunti della sua straordinaria classe, rispolverata ogni tanto dimostrando che, se in giornata e convinto dei propri mezzi, non ce n'era per nessuno. Come nella primavera del 1994 sulle strade del leggendario Giro delle Fiandre quando alzò troppo presto le braccia sul traguardo ma riuscì a bruciare al fotofinish il campione di casa Johan Museeuw, uno che considerava Gianni il proprio idolo. Grande campione il monzese, indimenticabile, anche quando avviato verso la fine di una gloriosa carriera dimostrava tutta la sua umiltà mettendosi costantemente al completo servizio della squadra, da grande professionista, senza remore, senza rimpianti, sottovoce, alla Gianni Bugno appunto.

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nicovale, autore dell'articolo Com' Era Bello Quando Correva Gianni Bugno
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Commenti

 

E si era un grande Gianni Bugno.Poi voglio farti, i complimenti a te,nicovale per gli articoli interessanti che scrivi!!

Inserito 2 aprile 2011 ore 15:24
 
  • nicovale
    #2 nicovale

Complimenti ricambiati.Anche i tuoi articoli sono molto interessanti

Inserito 2 aprile 2011 ore 15:48
 

Nicovale ormai pubblichiamo i suoi articoli senza nemmeno più guardare cosa c'è scritto dentro. Questa è una cosa che facciamo davvero con pochissimi utenti. Complimenti davvero.

Inserito 3 aprile 2011 ore 21:24
 
  • nicovale
    #4 nicovale

grazie per la fiducia e per i complimenti. Buon lavoro

Inserito 3 aprile 2011 ore 22:21
 

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