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Dieci Secondi Netti Per Diventare Leggenda


23 gennaio 2011 ore 22:52   di RiccardoProietti  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 264 persone  -  Visualizzazioni: 502

Armin Hary è stato un velocista tedesco formidabile, attivo nei cento e duecento metri nella prima parte degli anni Sessanta; di modesta estrazione, dopo aver giocato al calcio scelse l'atletica perché la sua società sportiva gli aveva offerto un posto di lavoro come meccanico in una ditta di strumenti di precisione. .

Gli addetti ai lavori notarono sin da subito una caratteristica particolare di Hary: al momento della partenza il tedesco lasciava i blocchi di partenza in netto anticipo, non perché volontariamente rubasse allo start, ma perché possedeva dei riflessi miracolosi: normalmente, un velocista medio reagisce a un qualsiasi impulso in tempi varianti tra i 25/100 e i 40/100 di secondo. Un buon velocista, che ha nel dna la rapidità delle sue percezioni nervose, impiega circa 15/100; Hary reagiva in 5/100 di secondo e per questo spesso veniva punito dagli starters che lo accusavano di partenza falsa anche quando lui partiva prima del colpo di pistola.


Hary si svelò al mondo ai campionati europei di Stoccolma del 1958: nella finale dei 100 metri da lui vinta corse in 10'' 30 precedendo Manfred Germar e Peter Radford. Due settimane dopo, a Friedrichshafen, vinse una gara regionale che fu considerata irregolare a causa della pendenza della pista (11 centimetri contro un massimo di 10); Hary chiese di ripetere la prova. E corse, sia pure ufficiosamente , in 10'' netti. I giudici lo incolparono subito di partenza volante ed Hary dovette attendere altri due anni per dimostrare cosa sapesse realmente fare. C' è da aggiungere che il tedesco non era certo un atleta simpatico: trasudava presunzione da tutti i pori considerandosi il migliore di tutti i tempi e ciò fu in parte dovuto anche al pressante corteggiamento di Hitler, che lo riteneva il prototipo ideale della superiorità della razza ariana.

Hary veniva sistematicamente bastonato dai giudici di gara, ultra sorveglianti sulle sue partenze; il fatto clamoroso avvenne il 21 luglio 1960, teatro il celebre Letzigrund di Zurigo, il gotha dei templi dell 'atletica. Nella finale dei 100 metri troviamo Hary e il connazionale Schuttler, l'elvetico Muller, i francesi Piquemal, Genevay e Seye, l' italiano Giannone. E' un monologo di Hary, che schizza davanti a tutti come una scheggia impazzita e infligge tre metri e mezzo a Seye e poco più di quattro a Piquemal, con gli altri notevomente distanti. Tempi: Hary dieci secondi netti e sarebbe la prima volta nella storia, Seye 10'' 30 Piquemal 10'' 40: perfino i bonari e indulgenti mossieri elvetici non accettano il blitz - start di Hary e ordinano la ripetizione della prova. La rabbia del tedesco si sfoga nella ripetizione e stavolta nessun dubbio offusca il risultato storico: per la prima volta un uomo ha corso in dieci secondi netti una gara ufficiale di centro metri.

Anni dopo, un team di attenti ricercatori dimostrerà che la differenza media tra il cronometraggio elettrico e quello manuale corrisponde a circa 27/100 di secondo e non a 24/100 come sanciva il protocollo della IAAF negli anni di Hary: quindi, assegnando dieci netti al tedesco e non 9'' 90, i cronometristi di Zurigo furono tutt'altro che prodighi verso Armin Hary. Si aggiunga inoltre che Muller, il secondo della ripetizione, avrà un tempo ufficiale di 10'' 30: dalle immagini dell'epoca si intuisce che il distacco inferto allo Svizzero fosse ben più cospicuo del divario naturale tra un 10'' e un 10'' 30. La carriera del tedesco proseguirà con tantissimi altri trionfi e meritate vittorie ma Hary non riuscì più a correre i centro metri nemmeno in 10'' 10; prima delle Olimpiadi di Roma corse soltanto una volta un 10'' 20 a Francoforte

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