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Federica Pellegrini E La Bandiera Tricolore Della Discordia


18 ottobre 2011 ore 18:42   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 370 persone  -  Visualizzazioni: 675

Il tormentone della bandiera tricolore "rifiutata" dalla più grande nuotratice italiana della storia, la campionessa olimpica e mondiale Federica Pellegrini, ha conosciuto un nuovo capitolo grazie alle "Iene", la popolare trasmissione televisiva satirica di Italia Uno che andrà in onda domani sera, mercoledì 19 ottobre. La nostra fuoriclasse, che si era detta contraria ad un eventuale ruolo di portabandiera azzurra alle Olimpiadi di Londra 2012, di fronte alle domande incalzanti degli inviati di Mediaset, ha corretto in parte il tiro, dopo le polemiche con i vertici del Coni e in particolare con il Presidente Gianni Petrucci che non aveva esitato a criticarla duramente per le sue parole giudicate inopportune e fuori luogo.

IL NO AD UN'EVENTUALE OFFERTA DI FARE LA PORTABANDIERA. Senza aver ricevuto nessuna offerta da parte del Coni la "Federica Nazionale", fuoriclasse assoluta che tutto il mondo ci invidia, si era dichiarata non disponibile ad assumere un ruolo di grande prestigio e onore ma decisamente troppo impegnativo, visto che un paio di giorni prima di entrare in gara (il nuoto è una disciplina che entra subito nel vivo alle Olimpiadi), avrebbe dovuto stare in piedi per diverse ore rischiando di rendere vani gli sforzi fatti per quattro anni. Pronta e secca la replica di Petrucci che aveva detto a chiare lettere che la cerimonia di apertura non è una "via crucis".


IL RITORNO PARZIALE SUI PROPRI PASSI. Federica, sotto le pressioni degli inviati di Italia Uno, è tornata in parte sui suoi passi dettando condizioni particolari. Sì al ruolo di portabandiera ma solo evitando di restare per ore in piedi e limitandosi al tradizionale giro di campo di presentazione della Nazionale. Una decisione che, per il momento, resta fine a se stessa in quanto i vertici del Coni non hanno ancora designato chi dovrà essere l'alfiere azzurro.

L'ESEMPIO DELLA TRILLINI. Certo il fatto di poter compromettere il rendimento agonistico restando lunghe ore in piedi può essere in parte condivisibile (soprattutto se si gareggia quasi subito come appunto la Pellegrini) ma d'altro canto, come ha detto in merito la campionessa olimpica di scherma Giovanna Trillini (prescelta come alfiere azzurro ad Atlanta 1996), "essere portabandiera vale come un'altra medaglia ed è un onore immenso e motivo di grande orgoglio".

I MERITI DI VEZZALI, IDEM E SENSINI. Indipendentemente dalla scelta del Coni e dalle possibili intenzioni della Pellegrini in molti grandi campioni farebbero la fila e, tra virgolette, andrebbero a piedi fino a Londra pur di fare l'alfiere azzurro, a cominciare, in campo femminile, da tre altre fenomenali campionesse del nostro sport, la schermidrice Valentina Vezzali, la canoista Josefa Idem e la fuoriclasse del windsurf Alessandra Sensini.

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