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Formula 1 - I Grandi Miti: Da Fangio A Schumacher E A Senna, Da Clark A Villeneuve E A Hunt


22 marzo 2011 ore 13:01   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 324 persone  -  Visualizzazioni: 648

Il Mondiale è ormai alle porte ma mentre cominciano a rombare i motori (primo Gran Premio domenica prossima 27 marzo in Australia, a Melbourne) la memoria torna al passato e ai piloti leggendari che hanno fatto con le loro imprese la storia della Formula 1.

i piloti italiani entrati nel mito sono essenzialmente due: Nino Farina e Alberto Ascari. Entrambi correvano negli anni Cinquanta nella preistoria della Formula 1, entrambi si sono laureati campioni del mondo e entrambi guidavano auto italiane. Farina vinse il primo titolo iridato della storia nel 1950 su Alfa Romeo, Ascari conquistò il Mondiale due volte, nel 1952 e nel 1953, sempre su Ferrari. Il titolo mondiale non è mai più tornato in Italia anche se i campioni non sono mancati: da Fagioli a Taruffi, da Musso a Bandini, da Baghetti a Scarfiotti, da Alboreto a Patrese, da De Angelis a Nannini e, in tempi recenti, da Fisichella a Trulli. Non sono mancati i campioni ma spesso, troppo spesso, sono mancate le auto competitive.


Negli anni Cinquanta il grande dominatore fu l'argentino Juan Manuel Fangio che riuscì nella straordinaria impresa di aggiudicarsi 5 titoli (solo Schumacher con 7 farà meglio di lui ma cinquant'anni più tardi) di cui 4 consecutivi con 4 scuderie diverse. Negli anni Sessanta i campionissimi furono tre: l'australiano Jack Brabham che vinse il titolo 3 volte e gli inglesi Jim Clark e Graham Hill (padre del campione del mondo Damon) che centrarono il Mondiale due volte a testa e diedero vita in pista a battaglie memorabili.

Fu poi la volta delle grandi sfide tra altri due assi del volante, l'inglese Jackie Stewart, iridato tre volte e il brasiliano Emerson Fittipaldi, campione del mondo due volte, prima dell'avvento dell'austriaco Niki Lauda e del suo grande antagonista, il carismatico James Hunt. Lauda conquistò il Mondiale tre volte, Hunt si dovette accontentare di un solo titolo, ma abbastanza per farlo entrare nella leggenda. Negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta a dominare le scene furono tre piloti di grande classe: il brasiliano Nelson Piquet, vincitore del tiolo iridato per 3 volte, il francese Alain Prost che si impose per 4 volte e il leggendario Ayrton Senna che conquistò 3 Mondiali prima perdere la vita in gara nel 1994 a Imola. Proprio come un altro mito amatissimo (malgrado non sia mai riuscito a vincere un Mondiale), il canadese Gilles Villeveuve (padre del campione del mondo Jacques) che morì a Zolder nel corso delle prove nel 1982. Che traguardi avrebbero potuto raggiungere Senna e Villeneuve, piloti (tra i pochissimi) capaci di trascinare le folle? Una domanda che purtroppo resta senza risposta. Il resto è storia recente con il Re Michael Schumacher che con 7 titoli mondiali ha cancellato il record di Fangio e con, forse, per il momento solo un altro pilota in grado di entrare nella leggenda: lo spagnolo bicampione del mondo Fernando Alonso.

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