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Formula 1 - La Vettura Conta Troppo: è Inutile Negarlo


2 aprile 2011 ore 09:08   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 546 persone  -  Visualizzazioni: 798

Conta più il pilota o il mezzo meccanico ? Una domanda trita e ritrita nel mondo della Formula 1 e in generale nell'ambiente dei motori. La risposta è una sola: conta molto di più la vettura. E inutile negarlo campioni del recente passato o del presente come Lauda, Prost, Senna, Schumacher o Alonso (tanto per fare nomi illustri e senza voler togliere nulla alle loro grandi doti di guida e al loro straordinario valore) senza le Ferrari, le McLaren, le Renault o le Benetton vincenti o addirittura dominatrici non sarebbero diventati i campioni che tutti conosciamo e glorifichiamo. Viceversa le grandi scuderie, con altri piloti di un certo livello, avrebbero ottenuto più o meno gli stessi risultati. E' innegabile, anche se, ovviamente, non è dimostrabile.

Guardando al presente e facendo riferimento all'ultimo Gran Premio d' Australia, che ha aperto la stagione, il dominatore assoluto, il tedesco campione del mondo in carica Sebastian Vettel, al volante della Hispania del "povero" Vitantonio Liuzzi con ogni probabilità non si sarebbe qualificato in griglia esattamente come il pilota abruzzese e l'ex campione del mondo, l'inglese Lewis Hamilton, secondo al traguardo, alla guida della Lotus (non quella dei tempi d'oro dei Clark, dei Rindt e degli Andretti) del malcapitato e sottovalutato Jarno Trulli si sarebbe "beccato" a sua volta due giri di distacco o, nella migliore delle ipotesi, uno. A macchine invertite, i nostri due piloti, su Red Bull e McLaren, avrebbero come minimo lottato per il podio e probabilmente per la vittoria.


Chi vince in Formula 1 non è sempre il migliore e chi finisce nelle retrovie non è per forza un pilota di serie B. La Formula 1, come tutti gli sport del motore, non è assolutamente una disciplina equa, anzi. Spesso coloro che vincono i Gran Premi o che lottano ai vertici sono artefici di prestazioni inferiori a quelle di colleghi che lottano nella "bagarre" al centro del gruppo o nelle retrovie ma una gara eccezionale di un pilota non di primo piano finisce, ovviamente, nell'anonimato e quasi nessuno praticamente se ne accorge. C'è una sorta di tacito accordo tra media e addetti ai lavori per cui chi finisce nelle prime tre posizioni o domina la gara è il più forte e merita voti in pagella compresi tra l'otto e il dieci e lode e gli altri sono solamente comprimari di cui ogni tanto si può tessere qualche lode ma senza mai sbilanciarsi troppo. Queste sono le regole del gioco e i piloti lo sanno bene. Eppure si sono visti vincitori di Gran Premi che nel corso della gara hanno commesso molti errori ma non hanno potuto fare a meno, appunto di ... vincere, talmente era grande la superiorità della loro vettura.

Sorgono anche, ovviamente grossi dubbi sulle prestazioni dei compagni di scuderia e sul trattamento riservato all'interno dello stesso team: ci sono favoritismi, un pilota è privilegiato rispetto all'altro, le vetture sono veramente uguali ? Certo contano le doti di guida, la capacità di svuluppare la macchina e di adattarsi alle caratteristiche della vettura ma non è assolutamente tutto. In certi casi addirittura alcuni piloti hanno dimostrato di essere nettamemente superiori rispetto ai compagni di squadra ma il divario era così enorme come dimostrato dalle crude cifre ? Tanto per citare alcuni casi del presente e del recente passato: Alonso con Fisichella in Renault e con Massa in Ferrari, Schumacher con Barrichello in Ferrari e con Herbert in Benetton, Senna con Berger in McLaren, Piquet con Patrese in Brabham.

Ci sono poi casi di piloti che, dopo un'eccellente carriera sono "retrocessi" in scuderie decisamente inferiori a quelle del passato e, ovviamente, hanno smesso di vincere e in moti casi anche di salire sul podio. Degli esempi ? Alboreto, Coulthard, Barrichello, Fisichella, lo stesso Trulli. Il talento si era consumato al'improvviso ? Ovviamente no. Lo stesso Schumacher, sette volte campione del mondo, al suo rientro lo scorso anno con la Mercedes GP non solo non è più riuscito a vincere ma neanche a salire sul podio. Dov'è finita la classe del più titolato pilota della storia ? Semplicemente (al di là dei problemi legati al doversi riabituare alle gare) non aveva il mezzo abbastanza competitivo e i miracoli, oltre un certo limite, neanche il più grande di tutti è in grado di farli. Sta di fatto che se i vari Schumacher, Senna, Prost e Alonso (restando ai campioni più recenti e blasonati) avessero sempre corso su vetture di terza schiera, come le mitiche Osella e Minardi e attualmente la Hispania e la Virgin, adesso sarebbero solo nomi di piloti dispersi nei meandri delle menti degli appassionati e dimenticati dai più, quelli che non guardano o non vogliono guardare al di là del proprio naso mentre i vari Ghinzani, Martini e Caffi (se avessero potuto guidare le macchine vincenti degli illustri colleghi) probabilmente sarebbero osannati e glorificati e sarebbero defniti, a loro volta, inarrestabili, fuoriclasse del volante, leggendari. Così è se vi pare.

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Commenti

 

Sono d'accordo con te! Ma considera che Schumi quando ha vinto i mondiali in Ferrari non sempre aveva la macchina migliore, perchè la McLaren è sempre stata al passo della Ferrari, se non superiore. Se poi ricordiamo i giri sotto la pioggia, e certi sorpassi veloci fatti da Schumi, da farti saltare giù dalla poltrona, beh la classe non è acqua. Di Vettel finora abbiamo visto solo gare pulite e indisturbate, senza nessuno nei paragi.

Inserito 2 aprile 2011 ore 11:48
 

Certo. Non per niente Schumacher ha vinto sette titoli mondiali e 91 Gran Premi

Inserito 2 aprile 2011 ore 12:14
 
  • Aerozack
    #3 Aerozack

E' vero fintanto che si considera la carriera del pilota facendo partire il giudizio dal momento in cui è a bordo della monoposto vincente...Si ricordi che i campioni sono stati tali perchè prima di gareggiare per le grandi scuderie hanno imposto la loro legge con scuderie nettamente inferiori...Si ricordi a tal riferimento Senna negli anni '80 a bordo della Toleman in uno dei più citati gran Premi...quello di Monaco...La Toleman era una scuderia tutt'altro che vincente eppure in quella gara risalì la classifica fino a giungere al secondo posto e non fosse stato per l'anullamento della gara di parte di Prost avrebbe anche vinto...è vero..probabilmente il numero dei titoli vinti da un pilota è dovuto in parte alla scuderia vincente...ma solo in parte...la classe di un vero pilota la noti nel suo stile..unico è inimitabile...chi ha buon occhio in formula 1 non si sofferma sulle prime 3 piazze..

Inserito 2 aprile 2011 ore 14:57
 
  • nicovale
    #4 nicovale

Senna è sempre Senna. Non si discute. La Toleman era una vettura di terza fascia ma non era così poco competitiva come le Osella e le Minardi

Inserito 2 aprile 2011 ore 15:43
 

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