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Giro D' Italia: I Fuoriclasse Italiani. Binda, Coppi, Bartali, Pantani E Gli Altri 'campionissimi'


4 maggio 2011 ore 11:00   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 360 persone  -  Visualizzazioni: 635

Cresce l'attesa per il 94° Giro d'Italia che prenderà il via sabato 7 maggio prossimo, con una cronometro a squadre, dalla Reggia di Venaria Reale (Torino) e si concluderà domenica 29 maggio a Milano con una cronometro individuale, all'insegna dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. In oltre 100 anni di storia chi sono stati i più grandi fuoriclasse italiani che hanno lasciato un segno indelebile nel firmamento della corsa a tappe rosa ?

Fu proprio un corridore di casa nostra, il lombardo Luigi Ganna, a vincere la prima edizione del Giro nel 1909, conquistando anche tre tappe. Fu l'inizio di un'egemonia da parte dei ciclisti italiani, anche perché i campioni stranieri partecipavano con il contagocce alla prestigiosa corsa a tappe rosa. Bisognerà attendere quarant'anni per vedere un corridore straniero sul più alto gradino del podio (lo svizzero Hugo Koblet nel 1950). Dopo il successo di Ganna, arrivò la prima doppietta, firmata da un altro campione lombardo, Carlo Galetti, vincitore nel 1910 e nel 1911.


Gli anni Venti videro la nascita del primo grande fuoriclasse del nostro ciclismo, Costante Girardengo, soprannominato il "campionissimo" (si impose, tra l'altro, per ben sei volte nella "classicissima" di primavera , la Milano-Sanremo), che vinse due volte la corsa rosa nel 1919 e nel 1923 dando vita insieme a Gaetano Belloni (l'"eterno secondo", vincitore però del Giro nel 1920), il suo grande rivale, a duelli epici. Gli italiani dominarono fino alla fine degli anni Quaranta e spiccarono le tre vittorie di Giovanni Brunero nel 1921,1922 e 1926 e soprattutto i cinque strepitosi trionfi del grande Alfredo Binda (1925,1927,1928,1929,1933). Nel 1930 gli organizzatori decisero addirittura di pagare una cifra corrispondente alla vittoria del Giro per non farlo partecipare. Binda, tre volte Campiondel Mondo, vinse 41 tappe (record battuto 70 anni più tardi da uno dei più grandi velocisti della storia, Mario Cipollini).

Per infiammare nuovamente le strade del Giro si dovette attendere la grande sfida tra Gino Bartali e Fausto Coppi: il toscano vinse tre volte (1936,1937 e 1946), il piemontese, soprannominato "il campionissimo" come Girardengo riuscì nell'impresa di eguagliare Binda con cinque successi (1940, 1947, 1949, 1952, 1953). Solo il "cannibale", il belga Eddy Merckx, riuscira a fare altrettanto negli anni Settanta. Tra Bartali e Coppi seppe ritagliarsi una grande fetta di gloria, Fiorenzo Magni, il "leone delle Fiandre" (tre vittorie consecutive al Giro delle Fiandre), che si impose in tre Giri (1948, 1951, 1955).

Per trovare un altro corridore italiano in grado di vincere per tre volte la corsa rosa bisognerà attendere Felice Gimondi (1967, 1969 e 1976), dopo i successi di corridori italiani di grande spessore come, tra gli altri, Gastone Nencini, Ercole Baldini, Franco Balmamion e Vittorio Adorni.

Un altro duello indimenticabile tra due grandi campioni di casa nostra tenne banco negli anni Ottanta e divise i tifosi, quello tra Giuseppe Saronni, vincitore nel 1979 e nel 1983 e Francesco Moser che trionfò finalmente, dopo diversi piazzamenti di rilievo, nel 1984. Un'altra sfida da leggenda che divise l'italia dellle due ruote fu quella tra Gianni Bugno e Claudio Chiappucci che, complice la presenza dell'inossidabile spagnolo Miguel Indurain, raccolsero molto meno di quanto avrebbero meritato. Bugno si impose, indossando la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa, nel 1990, Chiappucci si dovette accontentare di tre podi e numerosi piazzamenti mentre il "Coppino" Franco Chioccioli vinse nel 1991. Fu proprio un ex gregario del "diablo" Chiappucci, Marco Pantani a far riesplodere in tutta la Penisola l'amore per il ciclismo. Il "pirata" vinse solo una volta, nel 1998, centrando la fantastica doppietta con il Tour de France e, dopo lo stop forzato di Madonna di Campiglio per i valori dell'ematocrito mentre stava dominando il Giro del 1999, non seppe più tornare ai fasti de passato.

Negli ultimi quindici anni, infine, vanno senz'altro ricordate le doppiette rosa di Ivan Gotti (1997, 1999), Gilberto Simoni (2001, 2003), Paolo Savoldelli (2002, 2005) e le vittorie di Stefano Garzelli (2000), Damiano Cunego (2004) e Danilo Di Luca (2007). Discorso a parte per Ivan Basso, vincitore al Giro nel 2006 e nel 2010, ma fermato per due anni per il suo coinvolgimento nello scandalo doping dell'"Operacion Puerto". Il varesino è stato l'unico italiano, dopo Pantani, a salire per due volte sul podio (terzo nel 2004, secondo nel 2005) al Tour de France e quest'anno parte tra i grandi favoriti della prestigiosa corsa a tappe francese disertando il Giro, di cui è il campione uscente. Il futuro si chiama Vincenzo Nibali ma questa è un'altra storia che speriamo possa proseguire con i migliori auspici sabato prossimo da Venaria Reale, dopo il terzo posto dello scorso anno al Giro e la vittoria alla Vuelta a Espana.

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