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Giro D' Italia: I 'mostri Sacri' Stranieri. Merckx, Hinault, Indurain E Gli Altri Grandi Fuoriclasse


4 maggio 2011 ore 13:24   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 341 persone  -  Visualizzazioni: 651

Il 94° Giro d'Italia sta per prendere il via (sabato prossimo 7 maggio da Venaria Reale, Torino, con una cronosquadre) e, dopo avere dedicato un precedente articolo ai grandi campioni italiani che nel corso di 100 anni di storia hanno caratterizzato con le loro imprese la prestigiosa corsa rosa, concentriamo l'attenzione sui grandi fuoriclasse stranieri.

Bisogna subito premettere che pochi grandi campioni stranieri del pedale e in maniera molto ridotta partecipavano nei primi trent'anni al Giro d'Italia, nato nel 1909, preferendo, è il caso soprattutto dei belgi e ovviamente dei padroni di casa francesi, il Tour, nato sei anni prima, nel 1903. Detto questo bisognerà attendere addirittura quarant'anni (lo svizzero Hugo Koblet) per vedere trionfare nella prestigiosa corsa a tappe rosa un corridore non italiano. il primo podio straniero, comunque, se si esclude il secondo posto del 1912 della francese Peugeot-Wolber alle spalle dell'italiana Atala nell'unico Giro disputato con classifica a squadre, fu conquistato dal belga Marcel Buysse (vincitore di un Giro delle Fiandre e di sei tappe al Tour) nel 1919, terzo alle spalle del vincitore, il "campionissimo" Costante Girardengo e dell'"eterno secondo" Gaetano Belloni. L'anno successivo fu il francese Jean Alavoine (vincitore di 17 tappe al Tour) a concludere al terzo posto dietro al trionfatore Belloni e a Angelo Gremo.


Poi più nulla fino all'inizio degli anni Trenta, quando il belga Jef Demuysère (che avrebbe poi vinto la Sanremo nel 1934) nel 1932 e nel 1933 raccolse due prestigiosi secondi posti alle spalle rispettivamente di Antonio Pesenti e del grande Alfredo Binda. La situazione non migliorò per i corridori stranieri fino al Dopoguerra, quando, come già detto, lo svizzero Hugo Koblet vinse l'edizione del 1950 davanti al grande Gino Bartali e al futuro storico commissario tecnico della Nazionale azzurra, Alfredo Martini. I corridori elvetici diventarono in quegli anni i grandi avversari dei campioni di casa nostra, il già citato Bartali, il "campionissimo" Fausto Coppi e Fiorenzo Magni: lo stesso Koblet conquistò altri due secondi posti, Ferdi Kubler si piazzò per due volte in terza posizione e soprattutto Carlo Clerici vinse il Giro del 1954.

Successivamente il lussemburghese Charly Gaul, uno dei più grandi scalatori della storia del ciclismo, trionfò per due volte (1956, 1959) . Negli anni Sessanta a dettare legge fu, invece, il raffinato ed elegante corridore francese Jacques Anquetil (vincitore nel 1960 e nel 1964, due volte secondo e altrettante terzo) prima dell'avvento del "cannibale", il belga Eddy Merckx che eguagliò il tre volte Campione del Mondo, Alfredo Binda e il "campionissimo" Fausto Coppi con cinque successi (1968, 1970, 1972, 1973, 1974).

Dopo il ciclone Merckx (negli anni dei suoi trionfi si impose anche nel 1971 lo svedese Gosta Pettersson), altri due ciclisti belgi riuscirono a vincere il Giro: Michel Pollentier nel 1977 e Johan De Muynck nel 1978. Gli anni Ottanta furono, invece, caratterizzati dallo strapotere del fuoriclasse francese Bernard Hinault che, negli anni dell'accesa rivalità tra gli italiani Francesco Moser e Giuseppe Saronni, si impose per tre volte (1980, 1982, 1985). Dopo i tre successi stranieri consecutivi dal 1987 al 1989, rispettivamente dell'irlandese Stephen Roche (fece una tripletta clamorosa con Tour e Mondiale), dello statunitense Andrew Hampsten e del talentuoso francese Laurent Fignon, fu il campione spagnolo Miguel Indurain a dettare legge, con le vittorie nel 1992 e nel 1993, proprio nel bel mezzo dell'infuocata sfida tra gli idoli di casa, Gianni Bugno e Claudio Chiappucci.

I due successi del campione iberico furono seguiti da altre tre successi stranieri: il russo Evgenij Berzin nel 1994, lo svizzero Tony Rominger nel 1995 e l'altro russo Pavel Tonkov nel 1996. Quest'ultimo darà vita con il grande Marco Pantani ad una sfida epica nel corso del Giro del 1998, poi vinto in maniera trionfale dal "pirata". Dal 1997 al 2007 i ciclisti italiani hanno sempre vinto il Giro e nulla hanno potuto i vari Olano, Gonthcar, Popovich, Osa, Rujano, Gutierrez, Hamilton e Andy Schleck che hanno dovuto accontentarsi di piazzamenti sul podio. Nel 2008 è stato il nuovo grande dominatore delle corse a tappe, lo spagnolo Alberto Contador, vincitore anche di 3 Tour e una Vuelta, a rompere l'egemonia italiana e a conquistare il successo.

Il fuoriclasse iberico è il grande favorito dell'edizione di quest'anno che vedrà tra i protagonisti, tra gli altri, anche il vincitore del Giro del 2009, il russo Denis Menchov, l'ultimo straniero ad aver vinto la corsa rosa, visto che lo scarso anno si è imposto il campione italiano Ivan Basso, quest'anno assente per prepararsi al meglio in vista del sospirato Tour de France.

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