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Il Bilancio Della Serie A 2009 / 2010


18 maggio 2010 ore 17:46   di vmugione86  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 379 persone  -  Visualizzazioni: 635

Cala il sipario sul massimo campionato italiano, ed è tempo di verdetti e bilanci per tutti. La serie A non era tanto combattuta da tempo, con la lotta tra le contendenti che ha riguardato tutti gli obbiettivi fino alle ultimissime giornate: tricolore, Champions, Europa League e salvezza. Inter che si conferma campione d’Italia, conquistando il suo diciottesimo scudetto, con la Roma di Ranieri che si dimostra per l’ennesima volta unico e credibile avversario dei nerazzurri.

Proprio come due anni addietro, all’intervallo dell’ultima di campionato, giallorossi campioni e Inter a rincorrere. Era l’ultima stagione di Roberto Mancini alla Pinetina. Poi ci pensò un extraterrestre di nome Ibrahimovic a riportare a galla la barca nei secondi 45 minuti, e quella fu forse l’unica volta che lo svedese rispose “presente” in una partita decisiva. Troppo spesso inconcludente nei momenti clou, Ibra decise poi di volare alla volta di Barcellona, col desiderio di vincere la tanto agognata coppa dalle grande orecchie. Forse pensava che non sarebbe mai potuto accadere in maglia nerazzurra, fatto sta che il calcio spesso è un paradosso, per cui i suoi ex compagni l’avrebbero sbattuto fuori dalla Champions solo qualche mese più tardi, sbarcando a Madrid per giocarsi addirittura la finalissima.


Povero Ibra avrà pensato qualcuno. Ben gli sta, avranno invece pensato altri. Questa volta a scrivere la parola “fine” al campionato, nei secondi 45 minuti di Siena – Inter, è toccato ad un campione con la “C” maiuscola, soprattutto per quella sua infinita umiltà e quella sua faccia da bravo ragazzo unita ad una tecnica sopraffina: Diego Milito. Alla sua ventiduesima realizzazione stagionale, l’argentino ha firmato il definitivo 1-0 in terra toscana che permesso ai nerazzurri di cucirsi il diciottesimo tricolore sulla maglia. Vendere Ibra per Milito ed Eto’o : si gridò al sacrilegio. Provate a chiederlo oggi ai tifosi nerazzurri, probabilmente vi risponderanno che è stata la fortuna dell’Inter.

Seguono i nerazzurri in Champions la Roma e il Milan, reduce da un campionato alquanto altalenante. I rossoneri, partiti col freno a mano tirato, sono stati in grado di portarsi a poche lunghezze dai cugini nerazzurri tanto da permettersi un eventuale sorpasso solo poche giornate fa. Sorpasso che però non è mai avvenuto, con gli uomini di Leonardo (ormai ex tecnico rossonero) che nel momento fatidico invece di accelerare hanno frenato bruscamente, con una serie di prestazioni deludenti se non inattese, che hanno fatto si che la lotta per lo scudetto si riducesse al binomio Inter – Roma.

Il Bilancio Della Serie A 2009 / 2010

Ai preliminari di Champions approda invece la Sampdoria. Doriani che forse non sono la squadra tecnicamente più dotata tra quelle che si sono ritrovate in bagarre per un posto nell’Europa che conta, ma che sicuramente ha avuto il merito di essere la più costante, trascinata dalla coppia dei sogni Cassano – Pazzini. Un plauso dunque a mister Del Neri, anch’esso già con le valigie in mano, destinazione la Torino bianconera.

Lotta per il quarto posto che è stata più accesa che mai, ma che non ha visto protagoniste due delle formazioni più attese: Fiorentina e Genoa, tagliate fuori prima ben prima che la lotta entrasse nel vivo. Se l’è giocata fino all’ultimo minuto il Palermo di Delio Rossi, ma siciliani che hanno buttato alle ortiche il quarto posto con l’1-1 interno nello scontro diretto coi blucerchiati della penultima di campionato.

Lotta per il quarto posto che ha visto come partecipanti anche Napoli e Juventus, anche se i bianconeri non sono sembrati mai in grado di raggiungere davvero la zona Champions, mentre per i partenopei sono pesati come macigni due passi falsi al San Paolo nel finale di stagione: la sconfitta contro il Parma e il pareggio con il Cagliari. Ancor più da mangiarsi le mani per i ragazzi di Mazzarri se si pensa che sia i ducali che i sardi non avevano nulla più da chiedere al campionato.

In Europa League volano dunque l’ottimo Palermo di Zamparini e il Napoli di De Laurentiis. Per Entrambe un risultato inimmaginabile se si considera l’handicap con cui erano partite le due formazioni, costrette al cambio di panchina in corsa. Napoli che ha galleggiato a lungo persino al quarto posto della classifica, prima di pagare un piccolo calo dopo una rincorsa straordinaria.

Salutano invece la serie A il Livorno, il Siena e l’Atalanta. Lotta per non retrocedere che ha visto coinvolti anche Bologna, Lazio e Catania su tutte, ma che ha riguardato fino alla penultima giornata solo Atalanta e Bologna. Lazio che forse avrebbe meritato quantomeno di tremare fino all’ultimo secondo, considerando quanto accaduto all’Olimpico domenica 2 maggio nella sfida contro l’Inter in cui tutto il popolo biancoceleste ha paradossalmente tifato contro i propri colori pur di vedere la Roma abbandonare i sogni scudetto. Nota stonata in un campionato quanto mai bello e giocato da tutti senza regali di sorta.

Vincenzo Mugione

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