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Il Calcio Dilettante Malato: La Situazione Del Nettuno Calcio


25 marzo 2011 ore 10:45   di is_on_fire88  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 310 persone  -  Visualizzazioni: 624

Ci si preoccupa sempre dei problemi che affliggono il calcio professionistico, ma sotto c'è un sottobosco di campionati dilettantistici in mano di persone e di dirigenti che usano, sfruttano e "violentano" le società che gestiscono. Un caso che portiamo all'attenzione è quello che sta succedendo in questi giorni in casa del Nettuno Calcio. Una situazione che ha origine alcuni mesi fa.

Si affaccia sul panorama calcistico del Nettuno, squadra che milita nel girone C di promozione laziale e che si trova a 60 km da Roma, due anni fa un imprenditore di Aprilia: Livio Lucchini. I suoi proclami fanno sperare la città. All'inizio della sua avventura promette di riportare in due stagioni il Nettuno in Eccellenza, cosa riuscita solo una volta nella storia della società. La prima annata fa ben sperare. La squadra gioca bene, diverte e chiude il campionato con un sorprendente terzo posto. Una base eccezionale per l'obiettivo fissato da Lucchini. A settembre 2010 inizia la nuova stagione, ma passano poche partite e il bluff è scoperto. Da ottobre iniziano i problemi. Iniziano ad arrivare avvisi di pagamento per le bollete, non vengono pagati i rimborsi spesa dei giocatori e Livio Lucchini diventa irraggiungibile. Nessuno sa che fine ha fatto, c'è che parla addirittura di una fuga all'estero. Fatto sta che la società viaggia sull'orlo del fallimento. A dicembre interviene per tamponare questa situazione il sindaco della città, e presidente onorario della squadra, Alessio Chiavetta. Il primo cittadino riesce a mettersi in contatto con Lucchini dopo mesi di silenzio. Paga i rimborsi spesa arretrati dei giocatori con l'aiuto di altri imprenditori locali e Lucchini rilascia anche un'intervista al settimanale d'informazione di Anzio e Nettuno Il Granchio, in cui ringrazia Chiavetta e espone i problemi economici che ha avuto, garantendo che è acqua passata è che il suo impegno è deciso e serio.


Niente da fare. Lucchini sparisce di nuovo. Per tre mesi nessuno sa che fine ha fatto. Il comune di Nettuno avvia una bando con il quale vengono rinnovate le convenzioni sportive per le società del territorio. Un bando in cui il Nettuno, a causa della "latitanza" del suo presidente non presenta alcun progetto per i campi da loro gestiti e il Nettuno rischia di non avere più campi su cui giocare. Arriva la decisione dell'Amministrazione di congelare la situazione in attesa del ritorno del presidente. Lucchini torna, incontra il sindaco e rinnova ancora il suo impegno e non mostra nessuna intenzione di lasciare la gestione della squadra.

Nella stessa settimana Lucchini decide di scrivere una lettera aperta a stampa, società e sindaco. E qui si scopre l'arcano. Lucchini parla di "promesse politiche non mantenute". Lucchini aveva chiesto la gestione del campo De Franceschini per il quale aveva presentao un progetto. Un impianto con piscian, bar, campo da calcio di ultima generazione, campo da calcetto e palestra. Un progetto che l'Amministrazione aveva rimandato al mittente, aspettando il rinnovo dell convenzioni (rinnovo in cui Lucchini non presentò il progetto).

Quel rimandare avvenuto la stagione passata ha fatto decidere a Lucchini di tenere sotto scacco un'intera società.

Comunque si torna a sorride. Forse i problemi economici che rischiano di far sparire la società sono finiti. Lucchini incontra i giocatori e garantisce loro il pagamento dei tre mesi arretratti di rimborsi spesa. I giocatori scendono in campo e ottengono una vittoria fondamentale sul campo del Ciampino che consente di respirare, almeno in classifica.

Ed eccoci arrivati ad oggi. I giocatori cercano Lucchini perché mantenga la sua promessa, ma il presidente indovinate un po'? è sparito di nuovo. A questo punto i giocatori lasciano il campo di allenamento e minacciano di non scendere in campo domenica nel decisivo scontro salvezza col Borgo Flora.

Per salvare la situazione si rimette in gioco Alessio Chiavetta che incontra i giocatori e li rassicura. Dichiara che entro dieci giorni la situazione verrà risolta. L'obiettivo è costringere Lucchini a rassegnare le dimissioni, impresa non certo facile, ma che i giocatori accettano e decidono di scendere in campo domenica

Ecco la malattia del calcio dilettante. Un calcio senza regole precise. Un terreno fertile per persone che intendono fare i loro comodi siano essi economici o politici e che per farlo mettono in ginocchio la passione per lo sport, la società di una città e i giocatori che la compongono.

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