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Il Piace Che Non Piace Più


17 febbraio 2012 ore 12:33   di mark29  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 282 persone  -  Visualizzazioni: 520

Piaccia o non piaccia, il Piacenza è arrivato fino a questo punto. Penultimo. Con giocatori ed ex coinvolti in truffe in odore di mafia ed una squadra penalizzata da ben quattro punti in un campionato semi disastroso ( cosa che non corrisponde al reale valore sportivo di questa città ). Si è parlato troppo spesso di cause e concause, di colpevoli e complici di questo declino che dura da alcuni anni. In tutti i fallimenti (sportivi ed economici) che hanno coinvolto squadre di calcio è semplice individuare l’inizio del declino, per il Piace possiamo dire che l’anno dopo la partenza di Iachini le cose hanno iniziato a puzzare di retrocessione e che la possibilità di tornare a competere per la serie A, che in quel periodo si era nuovamente materializzata, fosse solo un errore di percorso in quanto la dirigenza non avrebbe potuto sopportare costi di gestione così elevati a fronte dello scarso seguito della squadra.

Tutti pronti ad accusare la società, che non è stata capace ecc. Non è difficile individuare l’inizio della fine!
Ma la vigilia dell’inizio della fine? Quella sembrerebbe non esistere a dar retta ai grandi giornalisti sportivi che scrivono maree di articoli intrisi di politichese, di dati tecnici come se loro fossero in grado di interpretarli per giungere ad una conclusione.


Il fatto è che la favola Piacenza finì nel 2001 con Matuzalem. Non per colpa sua, ma per colpa di chi ha voluto spezzare la tradizione tutta piacentina di poter vantare una squadra italiana, composta da giovani italiani, e senza stranieri, spesso più abbordabili. Da lì siamo precipitati poi nella follia degli acquisti di serie B, dove per un periodo hanno soprannominato il Piace “l’Inter di serie B” per via della folta presenza in rosa di giocatori stranieri.

Sarebbe come costruire decine di alberghi e palazzi per ospitare turisti in un parco protetto: potenzialmente si migliorerebbero i servizi, si creerebbe lavoro, ma il territorio non sarebbe più lo stesso, quindi i turisti non verrebbero più. Come logica conseguenza c’è il fallimento. Ecco il Piace che non piace più, al di là delle politiche aziendali di cui non è possibile argomentare per il semplice fatto che quando la barca si riempie d’acqua, sono più quelli che fuggono, che quelli che si armano di pompe e secchi per tornare a galleggiare, e salvare la barca e l’onore.

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