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Il Solito Calcio Opportunista E Senza Vergogna: Il Caso Morosini


17 aprile 2012 ore 15:06   di Ciuffo79  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 340 persone  -  Visualizzazioni: 733

Un calcio malato lo si riconosce da tante cose, alcune grandi, vistose, evidenti. Altre più subdole, più nascoste. Ma stavolta il ciclone di vergogna che ha colpito il calcio italiano è realmente senza fine.

Non si tratta di retorica e nemmeno della solita abusata espressione "the show must go on" che giustifica sempre tutto e tutti, bensì di una situazione incredibile che è venuta creandosi a seguito della necessità di fermare il campionato di calcio per la morte del calciatore PierMario Morosini, accasciatosi in campo durante il match Pescara-Livorno, nel campionato cadetto.


Dopo i momenti di dolore, la commozione, la tristezza di un popolo, quello italiano, che fa del calcio la propria passione principale, è scattata nelle stanze del governo del pallone una guerra sanguinosa su quale fosse la data migliore per recuperare la gara di campionato sospesa. Slittare o rimandare? Ossia, spostare le giornate di campionato in avanti sfruttando il 25 Aprile come data utile, oppure far recuperare la giornata di campionato persa direttamente in quello stesso giorno?

Il Solito Calcio Opportunista E Senza Vergogna: Il Caso Morosini

Un dubbio amletico che ha portato il mondo del calcio e la Lega in particolare ad indire un'assemblea straordinaria che consentisse di trovare una soluzione in grado di accontentare i soliti noti.

La previsione iniziale era quella di slittare il campionato, mantenendo il medesimo ordine nelle gare in programmazione. Una scelta semplice, saggia che non alterava la programmazione delle gare.
Insomma, una decisione da prendere in due minuti.

Invece no. Interviene l'Inter con l'amministratore delegato Paolillo che, facendo vergognare lo stesso Moratti, richiama tutti all'ordine mettendosi di traverso e spingendo affinché la gara saltata venisse recuperata direttamente il 25 Aprile, senza slittamenti.

Bagarre. Guardando il calendario si evince subito che qualcuno aveva di che guadagnarci. Squadre che avrebbero affrontato partite semplici subito (magari togliendosi imbarazzi di classifica) hanno iniziato a spingere affinché non si slittasse niente. Altre hanno invece urlato alla vergogna e al complotto rifiutandosi di rimandare, ma volendo slittare perché era più conveniente per le sorti della propria classifica.

Un turbinio di voci e starnazzi da brividi che hanno fatto vergognare anche Galliani, che ha ammesso che il calcio non c'è passato poi tanto bene.
Qualcuno si domanderà leggendo il perché. In fondo che c'è di male se le società discutono del calendario di calcio?

Ebbene, mentre le società di calcio si squartavano a vicenda per decidere a chi convenisse che cosa e a chi no, un ragazzo di 26 anni, PierMario Morosini veniva sottoposto ad autopsia proprio in quelle ore. Una procedura affatto di prassi in questo caso che doveva servire per comprendere la causa della morte del ragazzo, per molti versi incomprensibile.

Non solo. Nel frattempo una ragazza di nome Anna piangeva il suo fidanzato scomparso senza capire perché non fosse più in vita, dato che i medici alla fine dell'autopsia hanno escluso che l'infarto e l'aneurisma fossero al causa della morte.

Tutto qui? No, perché in quegli stessi momenti un'altra ragazza di cognome Morosini, portatrice di handicap, rimaneva da sola in questa vita senza genitori e senza più fratelli, morti entrambi.

Nessuno che abbia rispettato il dolore in quel grande carrozzone orrendo del calcio. Nessuno che abbia preferito tacere per una volta rispettando eventuali decisioni governative circa la gestione delle gare di campionato. Tutti a bisticciare, tutti a trattare, tutti a cogliere l'occasione.

Nessuno che abbia evitato di violentare a suon di interessi la memoria di un calciatore ma soprattutto di un ragazzo sfortunato che aveva fatto del calcio l'unica arma della speranza, l'unico modo di sperare ancora in un futuro sereno.

Il calcio è senza vergogna.

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