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La Strana Storia Di Marco Pantani: Fu Complotto?


9 luglio 2011 ore 10:59   di Montalbano  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 651 persone  -  Visualizzazioni: 1168

Sono stato un grande tifoso di Marco Pantani. Per chi ama il ciclismo, era impossibile non tifare per lui. Perché, appena la strada si impennava, fosse stato soltanto un cavalcavia, si poteva essere sicuri del suo scatto, che in pochi secondi avrebbe sbriciolato il gruppo. Uno spettacolo nello spettacolo. E poi, come si poteva non tifare per uno che la sfortuna ce l’aveva cucita addosso? E come me, tutti i miei amici, non c’era tappa di Giro o Tour, che non ci vedesse incollati di fronte al televisore, soprattutto quando arrivavano le tappe alpine o pirenaiche delle corse a tappe, quando si poteva essere certi che la bandana di Marco, ad un certo punto, si sarebbe portata davanti per poi mollare uno di quegli scatti assassini che avevano pochi precedenti nella storia del ciclismo.

Figurarsi, perciò, il dolore che provai, che provammo, perché i tifosi si Marco Pantani erano una vera famiglia, quando arrivò la notizia che il grimpeur romagnolo era stato trovato positivo nel corso di un controllo antidoping al Giro d’Italia 1999, che si apprestava a vincere, anzi, stravincere, per la seconda volta. Ancora ricordo le discussioni nei giorni successivi, con l’opinione pubblica divisa tra innocentisti e colpevolisti. E con l’intero ambiente del ciclismo sotto choc, per il danno di immagine che arrivava dall’evento. Perché un mondo come quello, che era stato colpito da innumerevoli episodi di doping e che era nell’occhio del ciclone ormai da anni, aveva un disperato bisogno di ritrovarsi intorno ad un simbolo pulito. Come era sembrato sino ad allora Pantani. Tanto che il presidente della Federazione ciclistica internazionale dell’epoca, Verbruggen, disse che era una catastrofe per il ciclismo.


Debbo confessare, che la mia reazione fu molto dura, all’epoca e per gli anni successivi. Ero stato talmente innamorato di quell’omino che divorava le montagne e che sfidava le leggi della fisica ad ogni mutamento di pendenza, da sentirmi tradito. E di conseguenza mi iscrissi subito nel partito dei colpevolisti, anche perché non riuscivo a capire quale complotto potesse esserci dietro un semplice prelievo di sangue e quali interesse ci potesse essere a trovare positivo Pantani. Nel corso degli anni, però, mi è venuto più di un dubbio. Perché, ancora lo ricordo perfettamente, un mio amico che era stato per anni nel giro delle scommesse clandestine del calcio, proprio in quei giorni mi aveva detto che bisognava stare attenti a tirare subito le conclusioni, proprio alla luce di quanto conosceva di quel mondo. All’epoca, io ed altri, non avevamo voluto sentire queste argomentazioni, poi però più il tempo passava e più il mondo delle scommesse andava ad intersecarsi con lo sport e questo mi aveva spinto a riconsiderare alcuni avvenimenti. A partire appunto da quella assurda squalifica di Pantani. Sulla quale, ci sono cose che, effettivamente non tornano. A partire dalle procedure che furono usate e che, non erano regolari, come fu appurato nel corso del processo sulla vicenda. Intanto il ritardo con cui fu fatto il controllo, un controllo che, è bene ricordarlo, non era a sorpresa, per cui bisognava essere veramente degli sprovveduti per risultare positivi (e infatti, solo Pantani fu preso). Poi, il fatto che a Pantani non fu concesso di scegliere la provetta da riempire, ma gli fu consegnata, cosa che avrebbe dovuto invalidare di per sé il controllo. Non solo, Nel corso del processo, fu chiesto all’ispettore dell’UCI, Coccioni, cosa contenesse la provetta consegnata a Pantani e la risposta fu: “Nulla”. Ma se la provetta non conteneva nulla, l’esame era invalidato in partenza, in quanto nelle stessa, doveva esserci l’anticoagulante. Perché un campione di sangue non trattato con l’anticoagulante, può risultare più concentrato di uno trattato con lo stesso.

Già a partire da questi fatti, si capisce che qualcosa, in effetti, non quadrava. Poi, arriva il vero carico da undici, rappresentato dalla lettera inviata da Renato Vallanzasca alla mamma di Pantani, datata 8 novembre 2007, nella quale lo scrivente, allora rinchiuso nel carcere di Opera afferma che nei giorni anteriori ai fatti, era stato avvicinato da una persona, notoriamente vicina al mondo delle scommesse clandestine, che gli aveva consigliato di puntare sugli avversari di Pantani, il quale non sarebbe mai arrivato a Milano (sede conclusiva del Giro). E di fronte alle eccezioni di Vallanzasca (“Bisogna sparargli per non farlo vincere”), il suo interlocutore aveva continuato a mostrare una sicurezza degna di miglior causa. Che infatti era stata confermata qualche giorno dopo.

Ma, ancora sul complotto. Perché bisognava togliere di mezzo Marco Pantani? L’ipotesi più suggestiva è quella lanciata da John Kleeves, pseudonimo di Stefano Anelli, un saggista il quale pensa che ad avere tutto l’interesse a montare una operazione così complessa, fosse addirittura il Governo degli Stati Uniti. Fantascienza? Francamente non saprei, ma prima di tirare le somme, consiglio sempre di informarsi. Come ho fatto io, ad esempio, che ero convinto che la US Postal, la squadra di un certo Lance Armstrong, fosse una delle tante società private che sponsorizzano le squadre ciclistiche. Invece, non è così: il nome esatto e per esteso della squadra in effetti è ” United States Postal Service Cycling Team “, e cioè ”Squadra Ciclistica del Servizio Postale degli Stati Uniti “. Secondo Kleever, lo scopo dell’operazione US Postal, era quello di facilitare le pubbliche relazioni con l’Europa, al fine di promuovere un collegamento più stretto tra le due sponde dell’Oceano, cercando di dissolvere timori e diffidenza dell’opinione pubblica europea nei confronti degli USA. Fantapolitica o meno, bisogna in effetti rilevare alcune stranezze (ancora). La prima delle quali, realmente clamorosa per chi conosce la storia del ciclismo, è il bando vigente al Tour verso le squadre nazionali, come a questo punto poteva essere considerata la US Postal. E lo stesso Kleever, si pone la domanda e la pone insieme ad altre:
“Perché nel 1999, e anni seguenti, il signor Leblanc ha accettato senza fiatare l’iscrizione della squadra di Stato della US Postal, quando mai al Tour de France – né in altre manifestazioni, mi pare – si era visto una squadra nazionale scendere in campo contro squadre di club ? Perché dal 1999 in poi il Tour è stato disegnato in modo da favorire i campioni più forti nelle cronometro come Armstrong rispetto ai campioni più forti nelle salite come Pantani ?”

La domanda è intrigante e qualcuno prima o poi dovrebbe rispondere. Io, però, vorrei concludere ricordando la lettera che i genitori di Pantani, hanno mandato nell’ottobre del 2010 al Presidente dell’UCI, Pat Mc Quaid, spinti dalla visione della differenza di trattamento riservato ad Alberto Contador, dopo che il campione iberico era risultato positivo all’antidoping, di cui riporto un breve stralcio: “Ora ci chiediamo, se vi è sembrato strano il valore di clembuterolo cui è risultato positivo Contador, perché non vi sembrò strano che Marco Pantani, con il Giro già vinto, avesse l’ematocrito alto? E soprattutto, perché sei mesi dopo quel Giro d’Italia, introdotto nei controlli della salute il valore dell’emoglobina, nessuno disse che con il nuovo protocollo Marco non sarebbe stato fermato? Perché tanto accanimento? Perché il possibilismo di fronte a Contador e la certezza granitica di fronte a Pantani? Credete che Contador valga di più? Oppure credevate che Pantani fosse il diavolo da lasciar bruciare?”
Ecco, proprio perché all’epoca fui uno di quelli che credette che Pantani fosse il diavolo e che meritasse di bruciare all’inferno per aver distrutto il mio sogno di tifoso, credo che oggi andrebbe rivisitata tutta una faccenda che, ormai è lampante, ha molti punti oscuri.

Articolo scritto da Montalbano - Vota questo autore su Facebook:
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Commenti

 
  • antonino
    #1 antonino

Purtroppo pantani è stato colpevolizzato....con un carico che appartenesse anche ad altri. è stato messo al centro del banco degli inputati...poichè dava fastadio...per la sua bravura!!! l'invidia, la gelosia, la rabbia degli altri team, e tifosi in generale ....hanno scaturito purtroppo una depressione in marco incurabile. Era forte,e agli altri faceva un peso intollerabile......ma marco è stato sempre se stesso....unico!!! un grande scalatore....e ci manca tanto!!! La gente ha sbagliato....i giornalisti lo hanno pugnalato proprio come gesù.....quando è stato insultato e ingiurato invece di essere compreso e capito. Grande marco....sei il migliore

Inserito 25 luglio 2011 ore 20:32
 

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