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Lo Strano Caso Dell' Udinese: Tanti Ammiratori, Pochi Spettatori


21 febbraio 2012 ore 16:59   di grey_bellamy  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 371 persone  -  Visualizzazioni: 778

Se il 2011 per l'Udinese è stato un anno particolarmente fortunato (stilando una classifica virtuale con i risultati conseguiti dalle squadre di Serie A nell'anno solare, scopriamo che solo il Milan ha fatto meglio dei friulani), con la qualificazione in Champions League e il brillante in campionato ed Europa League, il 2012 sembra iniziato sotto un'altra luce. Dall'inizio dell'anno i risultati della squadra friulana sono peggiorati, e non è solo questo a preoccupare la famiglia Pozzo, proprietaria del club.

Gli stop a Di Natale ed Isla hanno privato la squadra di velocità e gol, e solo una ritrovata solidità difensiva (Benatia sembrava tornato dalla Coppa d'Africa piuttosto stanco e Handanovic aveva fornito prestazioni ben lontane dai suoi standard contro Genoa, Fiorentina e Milan) ha evitato alla squadra nuovi rovesci dopo quelli precedenti all'ultima settimana: il Friuli, infatti, non sembra più il fortino inespugnabile dell'andata: la squadra ha giocato tre gare consecutive nel proprio stadio in otto giorni, racimolando solo due 0-0 contro le non irresistibili Salonicco e Cagliari e cedendo a un Milan reduce, in quel momento, da alcune prestazioni opache.


Ma quello che più ha lasciato amarezza in Vittorio Pozzo è stato lo scarso numero afflusso di pubblico al Friuli. i mugugni della scorsa estate, successivi alle cessioni di Sanchez ed Inler e ai quali la prorietà aveva risposto con un comunicato sul sito ufficiale, si erano aggiunte alcuni mesi dopo le lamentele sulla gestione tecnica che avevano indispettito l'allenatore Guidolin. La settimana scorsa, poi, Pozzo è stato piuttosto crudo nel commentare i numeri relativi alle presenze degli spettatori di Udinese-Salonicco: seimila paganti di fede bianconera, tanti come i greci in trasferta.

Pozzo è stato chiaro: nel caso in cui il numero di spettatori non aumentasse, diventerebbe insostenibile mantenere l'Udinese ad alti livelli, e si andrebbe incontro ad un avvenire calcisticamente fosco, lo stesso che ha già inghiottito la vecchia Triestina. L'anno scorso la squadra, quarta al termine, fu tredicesima per numero di spettatori medi a partita; oggi, complici le retrocessioni di Bari e Sampdoria, la squadra ha guadagnato due posizioni, ma ha mantenuto pressoché invariata la media di spettatori a partita (circa 17.000).

Lo Strano Caso Dell' Udinese: Tanti Ammiratori, Pochi Spettatori

Eppure l'Udinese è stata recentemente autrice di un'impresa rara, che le è valsa gli applausi di tanti esperti e addetti ai lavori; infatti, scorrendo gli almanacchi, negli ultimi trent'anni possiamo ricordare giusto un paio di casi di squadre che, partendo dalla provincia, sono riuscite a stazionare nelle prime posizioni, contendendo lo scudetto alle grandi: quello del Parma di Nevio Scala, che poteva però contare sui capitali di un colosso industriale come la Parmalat, e quello del Verona di Osvaldo Bagnoli, piccolo miracolo sportivo costruito soprattutto attraverso gli ingaggi di giocatori frettolosamente scartati dalle grandi. L'Udinese ha invece percorso il suo cammino con pazienza, grazie ad un modello simile a quello del Barcellona; i diigenti friulani si sono dedicati sulla ricerca di giovani talenti di ogni nazionalità, li hanno saputi coltivare, aspettare e lanciare in prima squadra, rinnovandosi continuamente senza patire troppo le conseguenze delle cessioni.

Difficile credere che il pubblico friulano, che diede vita ad una delle proteste più originali della storia del tifo italiano mobilitandosi al grido di "Zico o Austria" quando la FIGC, negli anni '80, espresse delle riserve sul tesseramento del campione brasiliano, rimanga insensibile all'appello del presidente. Già nella gara contro il Cagliari i tifosi hanno sostenuto calorosamente la squadra per tutti i novanta minuti, dimostrandole il suo attaccamento e lasciando presagire, così, un lieto fine per l'intera vicenda.

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Commenti

 

Pozzo cosa si aspettava? Di intascare anche i soldi dei tifosi oltre a quelli dei giocatori? L'Udinese come società ha il grande merito di scoprire talenti a poco prezzo, rivendendoli poi a prezzi 10 o 50 volte superiori. Il problema è: dove finiscono questi soldi? Perchè non reinvestirli per creare una squadra di alto livello, soprattutto quest'anno che c'era l'occasione della Champions? Il vero miracolo lo sta facendo Guidolin, il tifoso può vedersi la partita anche comodamente da casa, senza "regalare" uleriori denari a chi ne ha già tanti, troppi direi.

Inserito 21 febbraio 2012 ore 19:35
 

Credo che Pozzo punti alla costruzione di un nuovo stadio, e forse teme di costruire la proverbiale cattedrale nel deserto (anche perchè seguendo l'attuale politica difficilmente l'Udinese otterrà risultati sportivi migliori di quest'anno). Non penso sia un caso che abbia citato Trieste, che oltre a una squadra da tanti anni in completa balia degli eventi, ha anche uno dei più moderni impianti d'Italia.

Inserito 21 febbraio 2012 ore 22:41
 

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