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Marquez 2. 0


14 luglio 2015 ore 15:43   di Madteo  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 735 persone  -  Visualizzazioni: 1012

Un Dottore che questa volta non ha la cura miracolosa per la sua M1, un "ragazzino" che smette di sorridere e mostra i denti di chi ha fame di vittoria. Questo potrebbe essere il rissunto del Sachsenring che domenica scorsa ha impegnato i piloti della MotoGP e ci consegna una seconda parte di campionato con pochi verdetti e molta incertezza.

Valentino non molla, Marquez non cede, Lorenzo ci crede. Per non parlare degli outsider, Ducati in testa, pronti a rubare punti decisivi per il mondiale nelle piste più adatte, quello dove il gas non si centellina ma si spalanca con il polso a martello.


E’ una gara che parte seguendo un vecchio copione, al semaforo verde Lorenzo è un fulmine, prima curva all’esterno ed eccolo lì, a cercare la vittoria per distacco che fa male il doppio quando l’avversario da umiliare è il proprio compagno di squadra.
E non uno qualunque, un Valentino Rossi che a 36 anni e 9 mondiali portati a casa, rialza la testa e coccola il dolce sogno di arrivare a 10, come la maglia di Maradona indossata per festeggiare il gradino più alto del podio nel gran premio d’Argentina.

Marquez non ci sta, oggi ha troppa voglia di vincere, la Honda mette in pista l’anacronistico obiettivo di guardare al futuro tornando al passato, riprendendo il telaio del 2014 che ha portato alla vittoria del mondiale dei record, seppur il meno combattuto della storia del motociclismo.
E le Honda volano. Ed è ancora più dolce parlare al plurale quando sul secondo gradino del Podio c’è un certo Daniel Pedrosa, pilota talentuoso ma incompiuto, quest’anno accarzzato dalla volgia di smettere, più avvezzo alla resa che al corpo a corpo.

E quando Rossi incalza e e ormai sembra scontato che il sorpasso sia solo questione di attimi, che il bistrattato Camomillo mollerà per lasciando sfilare il rivale, arriva la zampata dell'orgoglio, che in un solo passaggio fa salire di 8 decimi il distacco sull'inseguitore spegnando ogni ambizione del Dottore di allungare di qualche punto il distacco sull'ormai arreso Lorenzo.

Domenica in Germania si correva per il secondo posto, quello altrimenti condiserato il primo dei perdenti.
Questo è quello che ha deciso un ragazzo dalla faccia pulita salendo in moto e sfidando sorte e cronometro correndo con il diavolo alle spalle.
Domenica in Germania si correva per il proprio onore. Questo è quello che si è detto un ex ragazzo prodigio ora leggenda del motociclismo, infilandosi il variopinto casco e e cercando di cancellare l'onta dell'umiliazione patita in sella ad una moto forse mai capita appieno.

Ogni domenca all’interno dei caschi i pensieri rimbombano tra il cervello e la visiera chiusa, almeno fino a quando il semaforo si spegne e più i giri del motore salgono, più cala il silenzio su ogni paura e l'unica parte del corpo che ha il comando, è il polso.

Ci vediamo negli Stati Uniti.

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