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Mercato As Roma: Il Punto


10 giugno 2011 ore 11:27   di ale481  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 511 persone  -  Visualizzazioni: 810

Il passaggio di proprietà dell’AS Roma dalla famiglia Sensi alla cordata americana capeggiata da Di Benedetto è stata accolta dal popolo giallorosso come una liberazione. D'altronde non potrebbe essere il contrario, visti i grattacapi economici che il magnate americano ha risolto nella società capitolina. Tante le promesse fatte dalla nuova proprietà ai tifosi, promesse di serietà e di grande impegno nel creare una squadra forte e competitiva.

I tifosi dal canto loro hanno accolto con entusiasmo tali dichiarazioni, anche perché i tanti nomi che all’inizio sono stati associati alla squadra della capitale hanno fatto girare la testa ai fans giallorossi facendoli sognare di avere una squadra al top europeo, vedi i nomi di Pastore e Buffon. Ovviamente le chiacchiere di mercato a fine campionato sono un po’ il cibo di cui la stampa italiana si nutre per fare notizia e quindi rimangono così nell’oblio delle notizie incompiute e infondate. Non a caso infatti nessuno dei nomi fatti sembra essere seriamente associato alla Roma. Non solo, ma la società ha da poco ufficializzato il nuovo tecnico Luis Enrique, ex Barcellona B, che ha promesso di costruire una Roma grande e spettacolare, stile Barcellona. Viene da pensare però, sarà possibile creare quel tipo di gioco in un campionato così difficile come quello italiano, soprattutto con un mister così giovane ed inesperto? Il 4-3-3 che il tecnico vorrebbe attuare è un modulo difficile che richiede un impostazione tecnica e soprattutto una condizione fisica sempre ottimale, cose che la Roma la scorsa stagione ha fatto vedere raramente. Non solo, per effettuare questo modulo servono ovviamente anche gli elementi, quindi la società dovrà operare molto sul mercato.


Partiamo dalla difesa: Mexes se ne era già andato prima della fine del campionato, lasciando ai tifosi un po’ di rabbia dopo le tante dichiarazioni di amore e fedeltà nei loro confronti del francese, e lascia una difesa tra le peggiori del campionato ma che comunque vanta un duo centrale di tutto rispetto formato da Burdisso e Juan, che però non hanno un ricambio adeguato disponibile in panchina. Il problema sono come al solito gli esterni: a destra Cassetti ha ormai 34 anni e non può garantire un rendimento costante anche la prossima stagione, Cicinho ritorna dopo il prestito in Spagna dopo aver giocato l’ennesima stagione a basso livello e Rosi è considerato ancora troppo giovane per un ruolo da titolare e per garantire un rendimento di una certa caratura. A sinistra la situazione è ancora peggiore: Riise ha giocato una stagione sicuramente al di sotto del suo livello ed anche per lui l’età comincia ad avanzare, mentre il suo ricambio Castellini di certo non ha convinto. Ne consegue che servono almeno un centrale di alto livello e due esterni di valore, due titolari per intenderci.

In porta la situazione è ancora più critica, con Doni, Julio Sergio e Lobont che non garantiscono un rendimento ottimale e che non sono obiettivamente all’altezza di una grande squadra. Necessita quindi, e necessita da anni, un portiere di un certo livello.

A centrocampo la Roma può ancora stare relativamente tranquilla, con De Rossi, Pizarro, Brighi, Perrotta e Taddei che, nonostante la stagione passata sia stata deludente, assicurano un potenziale buon rendimento, rafforzato poi dalle buone impressioni fatte dai giovani Greco e Caprari. Certo un rinforzo sarebbe ben gradito dalla tifoseria.

Ed infine l’attacco. Tralasciando il discorso Totti, tutti i giocatori sembrano essere in bilico ed alcuni già con un piede fuori da Trigoria, vedi la trattativa di Menez con il Milan. Vucinic, uno di quelli che ha più deluso quest’anno, si guarda intorno e quasi sicuramente lascierà la squadra. L’unico che sembra resti quasi sicuramente sia Borriello, che nell’ultima parte di campionato ha fatto quasi solo panchina. Il dubbio allora sorge spontaneo: nel 4-3-3 servono tre attaccanti più qualche riserva e la Roma ne possiede di sicuro solo due. Infatti non a caso la società è attivissima sul mercato nel cercare più giocatori che possano ricoprire quel ruolo.

A questo punto, viste le promesse della società e dal ds Sabbatini, ci si aspetterebbe di leggere sui giornali nomi di prestigio, nomi da far girare la testa. Invece si insiste sulla ricerca di giovani promettenti provenienti da campionati minori e sudamericani. Non che questa sia una cattiva politica, vedi la scoperta di Kakà al Milan, ma dall’entusiasmo iniziale della tifoseria è subentrato un po’ di scetticismo. Il pericolo di prendere delle cantonate è alto quando si acquistano a peso d’oro dei giocatori che sono ancora delle sole “promesse” del grande calcio e che potrebbero rivelarsi non pronti o non all’altezza di un campionato difficile come quello italiano. Ai tifosi è richiesta solo un po’ di pazienza e soprattutto molta fiducia nelle scelte della società. Staremo a vedere se Di Benedetto sarà all’altezza di una piazza così esigente come lo è quella della Roma.

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