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Milan, 18° Scudetto: Allegri E Contenti


13 maggio 2011 ore 19:24   di 2tredici  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 300 persone  -  Visualizzazioni: 476

Quanto tempo è trascorso dalla seconda giornata dell'attuale campionato di Serie A, nel lontano settembre 2010, che vide il Milan sconfitto per due a zero a Cesena! All'epoca sembrava di avere davanti agli occhi la solita squadra degli ulimi anni: sterile predominio nel possesso palla, centrocampo lento, difesa in crisi se attaccata in velocità. Pensare di vincere il campionato in quelle condizioni era soltanto il sogno del più ottimista ed irriducibile dei tifosi. Adesso che, invece, il Milan il campionato l'ha vinto, e pure con largo anticipo, occorre fare ammenda, ricredersi e, soprattutto, cercare di capire in che modo quella squadra balbettante sia poi diventata, nel volgere di qualche mese, Campione d'Italia. Sembrerà banale ma va detto che ognuno degli elementi che compongono e sorreggono una squadra (Società, allenatore, giocatori) ha apportato il proprio contributo.

La Società, peraltro già attiva nel corso del mercato estivo (Ibrahimovic, Robinho e Boateng gli acquisti più significativi), è poi intervenuta con acquisti mirati nel corso del mercato invernale, innestando ulteriori giocatori che poi si sono rivelati molto importanti nella conquista dello Scudetto (Cassano ma soprattutto Van Bommel). Altro merito della Società è stato quello di lasciare lavorare tranquillo l'allenatore Allegri, rimasto sostanzialmente al riparo (almeno in pubblico) dalle consuete esternazioni calcistiche del Presidente Berlusconi.


Allegri, per parte sua, è stato molto abile anzitutto nel saper gestire senza creare frizioni o risentimenti una rosa di giocatori molto ampia. Ha sempre deciso secondo le proprie convinzioni, anche lasciando in panchina nomi illustri (ad esempio Seedorf) nei momenti di opacità, salvo poi recuperarli una volta riacquisita una migliore condizione. Suo il merito di avere posto fine all'esperienza di Ronaldinho al Milan, ormai diventato troppo lento per sostenere i ritmi dell'attuale calcio europeo. Di grande impatto (e decisive per le sorti del campionato) sono state alcune sue scelte tattiche: i tre mediani a centrocampo, Boateng trequartista, Van Bommel collocato davanti alla difesa. Bravo anche ad inventarsi uno schieramento d'attacco nelle partite nelle quali c'è stata la contemporanea assenza di Pato e di Ibrahimovic.

Quanto ai giocatori, è evidente che, in una stagione vittoriosa, tutti, chi più, chi meno, devono avere avuto un rendimento che ha contribuito al successo. Tuttavia alcuni si sono distinti in modo particolare. Sono i giocatori senza i quali la conquista dello Scudetto non sarebbe stata possibile. Proviamo ad elencarli:

Abbiati. Il portiere meno battuto del campionato ha disputato una stagione eccezionale, forse la migliore della sua carriera, dando enorme sicurezza alla squadra. Memorabile la sua parata sul colpo di testa di Thiago Motta nel derby del girone di ritorno. Fosse altrettanto bravo nei rilanci di piede, sarebbe perfetto;

Abate. Inventato terzino destro (per la verità già nella passata stagione da Leonardo), quast'anno si è calato perfettamente nel ruolo, unendo corsa e qualità. Indimenticabili le sue discese lungo l'out destro del campo ed alcune sue provvidenziali diagonali difensive. In molti prevedono una sua convocazione in Nazionale;

Van Bommel. La sorpresa del mercato invernale. Accolto con un certo scetticismo, quasi fosse un vecchietto del Nord Europa venuto a svernare in Italia, ha rapidamente fatto ricredere tutti. Appena arrivato ha subito giocato in Coppa Italia e da allora non è uscito più, se non per squalifiche o problemi fisici. Piazzato davanti alla difesa, ha contribuito a blindare il reparto difensivo del Milan (nel girone di ritorno, soltanto sei gol subiti in diciassette partite) . Abile anche nel rilancio e nel palleggio, ha ridato alla squadra quella velocità nel ripartire che, forse, si era un pò persa con Pirlo;

Robinho. Occorre superare qualche pregiudizio (peraltro fondato), perchè la quantità indistriale di palle-gol sciupate dall'attaccante brasiliano grida ancora vendetta. Però alcuni suoi gol sono stati decisivi (su tutti quello di Brescia) e in diverse occasioni, a causa delle assenze, ha dovuto sostenere da solo, sia pure supportato da Cassano e da Boateng, l'attacco della squadra;

Ibrahimovic. Può essere considerato il fattore che ha dato al Milan la consapevolezza della propria forza. Nell'attesa che maturasse questa convinzione, ha risolto diversi match con giocate straordinarie, frutto di classe mista ad energia fisica debordante, un vero e proprio inno al mito del fuoriclasse che da solo vince le partite. Bersagliato dagli arbitri, causa squalifiche non ha potuto dare il suo apporto nelle partite che hanno deciso l'ultima fase del campionato;

Thiago Silva. E' un giocatore di classe superiore. Da diversi anni non si vedeva in Europa un difensore così forte. Veloce, bravo di testa, abile e preciso di piede nei recuperi e nei rilanci, è il compagno di squadra che tutti i portieri vorrebbero. Con lui si rinnova la tradizione dei fuoriclasse che hanno giocato nella difesa del Milan (Baresi e Maldini, tralasciando Nesta che ancora è in attività). E' sulla difesa guidata da Thiago Silva che Allegri ed il Milan hanno costruito la vittoria in campionato.

In tanti, oltre a quelli appena elencati, hanno certamente dato un contributo forse inatteso (Yepes, Boateng, lo stesso Seedorf) ma forse senza risultare decisivi. Del resto una graduatoria di merito bisogna pur farla!

Sarà ora l'imminente nuovo mercato estivo, finalizzato alla stagione 2011/2012, a dire se il mix di Società/Allenatore/Giocatori metterà il Milan in condizione di competere proficuamente per raggungere il vero, grande obiettivo del prossimo anno: vincere la Champion's League.

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