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Milan, Ecco I 18 Scudetti Della Sua Storia


8 maggio 2011 ore 13:17   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 549 persone  -  Visualizzazioni: 891

Diciottesimo Scudetto conquistato dal Milan grazie al pareggio a reti bianche dell'Olimpico con la Roma che, alla terzultima giornata di campionato, ha assegnato ai rossoneri anzitempo il titolo tricolore. Ripercorriamo le tappe degli Scudetti milanisti partendo dal primo, datato 1901, esattamente 110 anni fa, appena due anni dopo (1899) la fondazione della società.

1° SCUDETTO: 1901 - Alla sua seconda partecipazione il Milan (terzo l'anno precedente) vinse subito il campionato, dopo i primi tre successi del Genoa. I rossoneri, dopo aver superato nelle eliminatorie la Mediolanum e in semifinale la Juventus, superarono in finale in trasferta proprio i campioni in carica del Genoa per 3 a 0. Tredici giocatori impiegati di cui 8 inglesi e solo cinque italiani nel Milan neo Campione d'Italia del primo presidente Alfred Edwards.


2° SCUDETTO: 1906 - Cinque anni più tardi il secondo titolo tricolore dopo una serie di vicissitudini. Al girone conclusivo nazionale a tre squadre approdarono, oltre al Milam, la Juventus Campione d'Italia in carica e il Genoa. Si arrivò ad uno spareggio decisivo tra Juventus e Milan a Torino ma finì a reti bianche. Si decise di scegliere una nuova sede per la ripetizione del match, si optò per Milano ma la Juventus non accettò e rinunciò consegnando il titolo a tavolino al Milan.

3° SCUDETTO: 1907 - Il Milan riuscì a ripetersi l'anno successivo. Al girone nazionale finale a tre squadre, con andata e ritorno, si qualificarono, oltre al Milan, il Torino e l'Andrea Doria. Il Milan con 6 punti (doppia vittoria con l'Andrea Doria e doppio pareggio con i piemontesi) precedette il Torino, a quota 5 punti e l'Andrea Doria con un punto.

4° SCUDETTO: 1950/1951 - Dovettero trascorrere ben 44 anni per rivedere il Milan del presidente Umberto Trabattoni, allenato dal tecnico ungherese Lajos Czeizler, trionfare in campionato al termine di una lotta serrata con la Juventus ma soprattutto con l'Inter. I rossoneri, con 60 punti, riuscirono ad avere la meglio nei confronti dei nerazzurri per un solo punto (59) mentre la Juventus concluse a quota 54. Era il Milan del famoso trio svedese "Gre-No-Li" (Gunnar Gren, Gunnar Nordahl, Nils Liedholm) ma anche, tra gli altri, del portiere Lorenzo Buffon e del centrocampista Carlo Annovazzi. Nordahl fu capocannoniere con 34 reti. del presidente Umberto Trabattoni.

5° SCUDETTO: 1954/1955 - Rossoneri in testa per tutto il campionato, con il migliore attacco e la migliore difesa e con 48 punti all'attivo contro i 44 dell'Udinese e i 41 della Roma. Sulla panchina rossonera Ettore Puricelli sostituì a metà campionato l'ungherese Bela Guttman a causa di un periodo di preoccupante flessione del Milan che, comunque, era in testa al campionato. Gunnar Nordahl vinse la classifica cannonieri con 27 reti mentre, accanto ai vari Liedholm e Buffon (vincitori del titolo quattro anni prima) la squadra del neo presidente Andrea Rizzoli si rinforzò con l'arrivo del fuoriclasse uruguaiano Juan Alberto Schiaffino. Tra i Campioni d'Italia anche Cesare Maldini, futuro allenatore della Nazionale e padre di Paolo, che diventerà una delle più grandi "bandiere" rossonere della storia.

6° SCUDETTO: 1956/1957 - Il Milan, allenato da Giuseppe Viani, totalizzò al termine del campionato 48 punti precedendo nell'ordine la Fiorentina, a quota 42 e la Lazio con 41 punti. Nella prima parte del campionato fu l'Inter a cercare di tenere il passo dei rossoneri ma poi cedette di schianto. Privo di Nordahl, trasferitosi alla Roma, il Milan ebbe come miglior realizzatore della squadra, con 17 reti, Gastone Bean. Terzo scudetto in maglia rossonera per Liedholm e Buffon, secondo per Schiaffino e Maldini.

7° SCUDETTO: 1958/1959 - I rossoneri di mister Luigi Bonizzoni (Giuseppe Viani nel ruolo di direttore tecnico) conquistarono il settimo titolo tricolore della loro storia al termine di una lotta serrata con la Fiorentina. il Milan concluse a quota 52 punti, la Fiorentina a 49 mentre l'Inter si piazzò al terzo posto con 46 punti. Nella collaudata squadra rossonera dei vari Schiaffino, Liedholm, Maldini e Buffon fu determinante il bomber José Altafini che, con 28 gol, fu preceduto solo dall'interista Angelillo, a quota 33 reti.

8° SCUDETTO: 1961/1962 - L'ottavo scudetto milanista arrivò al termine di un campionato particolarmente combattuto, con il Milan che nel girone di ritorno riuscì a riagguantare e a scavalcare Inter e Fiorentina. I rossoneri, con alla guida il leggendario Nereo Rocco, con 53 punti precedettero l'Inter con 48 e la Fiorentina con 46 punti. Altafini con 22 gol vinse la classifica cannonieri a pari merito con il bomber della Fiorentina, Aurelio Milani. Per Cesare Maldini fu il quarto Scudetto a fianco di giocatori di grande livello come il portiere Giorgio Ghezzi, il futuro allenatore della Nazionale Giovanni Trapattoni, Gigi Radice e il giovanissimo Gianni Rivera, che nel Milan avrebbe giocato e vinto per un ventennio.

9° SCUDETTO: 1967/1968 - Il Milan di mister di Nereo Rocco e del presidente Franco Carraro dominò letteralmente il campionato precedendo, con 46 punti, il Napoli, fermo a quota 37. Del Milan, vincitore sei anni prima, erano presenti Rivera e Trapattoni mentre tra le fila rossonere spiccavano i nomi, tra gli altri, di Fabio Cudicini, Roberto Rosato, Giovanni Lodetti, Angelo Sormani, Kurt Hamrin e Pierino Prati, capocannoniere con 15 reti.

10° SCUDETTO: 1978/1979 - Per conquistare la sospirata decima stella il Milan, allenato da Nils Liedholm e con alla presidenza Felice Colombo, dovette attendere undici lunghi anni. I rossoneri si imposero con 44 punti, tre in più del sorprendente Perugia (nessuna sconfitta in tutto il campionato) e con la Juventus terza a quota 37 punti. Fu l'anno dell'addio al calcio di Gianni Rivera che giocò una dozzina di partite. Tra i nomi più famosi del decimo Scudetto milanista il portiere della Nazionale Enrico Albertosi, la "bandiera" Franco Baresi, il futuro campione del mondo Fulvio Collovati, Walter Novellino, Aldo Maldera, Albertino Bigon (miglior realizzatore della squadra con 12 reti) e un Fabio Capello a fine carriera.

11° SCUDETTO: 1987/1988 - Il Milan di mister Arrigo Sacchi e di Silvio Berlusconi vinse lo Scudetto con una prodigiosa rimonta finale nei confronti dei campioni in carica del Napoli di Maradona. I rossoneri chiusero a quota 45 punti davanti al Napoli a 42 e alla Roma a 38. Era il Milan degli olandesi Van Basten e Gullit, dell'esperto Franco Baresi, di Carlo Ancelotti e Roberto Donadoni, dei giovani Paolo Maldini e Alessandro Costacurta, del portiere Giovanni Galli e di Mauro Tassotti, di Daniele Massaro e di Pietro Paolo Virdis (miglior realizzatore della squadra con 11 reti).

12° SCUDETTO: 1991/1992 - I rossoneri di Fabio Capello diedero vita ad un appassionante duello con la Juventus ma al'inizio del girone di ritorno presero il largo e conclusero il campionato con 56 punti, otto in più della Juventus e tredici in più del Torino. Alla collaudata coppia olandese Gullit e Van Basten (capocannoniere con 25 reti) si aggiunse il connazionale Frank Rijkard in una squadra che poteva contare, oltre che sui vari Baresi, Donadoni, Ancelotti, Tassotti, Massaro, Maldini e Costacurta anche sul giovane Demetrio Albertini.

13° SCUDETTO: 1992/1993 - Nuovo dominio e bis del Milan di Fabio Capello che, malgrado un brusco calo nelle ultime dieci giornate del campionato, si impose con 50 punti davanti all'Inter con 46 e al Parma con 41. Ai nomi dell'anno precedente si aggiunsero quelli internazionali di campioni di razza come il francese Jean-Pierre Papin (miglior realizzatore della squadra, insieme a Van Basten, con 13 reti), il croato Zvonimir Boban e il montenegrino Dejan Savicevic.

14° SCUDETTO: 1993/1994 - Terzo titolo consecutivo per Fabio Capello e per la sua corazzata rossonera che, con una fuga iniziale, condizionarono tutto il campionato rendendo vani i tentativi di rimonta della Juventus. Alla fine il Milan, con 50 punti, precedette di tre lunghezze i bianconeri e di sei Sampdoria e Lazio. Grande protagonista il portiere Sebastiano Rossi, imbattutto per quasi mille minuti (undici giornate). Senza più il trio olandese, ma con gli altri protagonisti dell'anno precedente, i rossoneri centrarono il loro quattordicesimo titolo tricolore.

15° SCUDETTO: 1995/1996 - Ultimo anno sulla panchina rossonera per Fabio Capello e quarto titolo con lui alla guida della squadra. La fuga iniziale del Milan spense le velleità delle sue principali avversarie, a cominciare dalla Juventus che non riuscì a tenere il passo dei rossoneri. Il Milan totalizzò 73 punti precedendo la Juventus, a quota 65, e Lazio e Fiorentina con 59 punti. Oltre agli inossidabili Baresi, Maldini, Costacurta e Albertini, il Milan contò su fuoriclasse del calbro di Roberto Baggio e del liberiano George Weah, oltre che sul francese Marcel Desailly e su Christian Panucci, entrambi tra i protagonisti anche del precedente Scudetto.

16° SCUDETTO: 1998/1999 - Con una rimonta prodigiosa il Milan, allenato da Alberto Zaccheroni, riacciuffò la Lazio nel finale del campionato e andò a conquistare il suo sedicesimo Scudetto. Alla fine i rossoneri chiusero a 70 punti, uno solo in più della Lazio e ben quattordici in più della Fiorentina. Il Milan di Maldini, Costacurta, Albertini, Weah e Boban si avvalse anche dei gol del tedesco Oliver Bierhoff (miglior realizzatore della squadra con 19 reti) e del brasiliano Leonardo (secondo realizzatore con 12 reti).

17° SCUDETTO: 2003/2004 - Un girone di ritorno a pieno ritmo permise al Milan di Carlo Ancelotti di rimontare la Roma in fuga e conquistare il titolo tricolore. I rossoneri totalizzarono 82 punti precedendo i giallorossi, a quota 71 e la Juventus a 69 punti. Un Milan di grandi firme con, tra gli altri, oltre ai soliti Maldini e Costacurta, campioni come Alessandro Nesta, Gennaro Gattuso, Filippo Inzaghi, Andrea Pirlo, il portiere brasiliano Dida, i connazionali Cafu e Kakà, l'olandese Seedorf, il portoghese Rui Costa e il bomber ucraino Andriy Shevchenko, capocannoniere con 24 reti.

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