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Mma - Ufc 143 - Un Evento Decisamente Al Di Sotto Delle Aspettative


9 febbraio 2012 ore 17:55   di edoardo  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 575 persone  -  Visualizzazioni: 989

Gli appassionati di Mixed Martial Arts non devono essere rimasti molto soddisfatti al termine della visione dell’ultimo Evento targato “Zuffa”, la società che controlla l’attività targata UFC. Dopo una ascesa inarrestabile che sta portando la MMA a diventare uno dei primi sport al mondo per appassionati , l’evento di Las Vegas può essere considerato un piccolo passo falso.

Diaz batte Condit. O no? - Partiamo dalla fine, cioè dal Main Event della serata: l’incontro tra Nick Diaz e Carlos Condit, valido per cintura di campione dei pesi welter UFC ad interim, e che metteva in gioco la chance di affrontare per il titolo mondiale GSP, ovvero George Saint Pierre, attuale campione dei pesi Welter.
L’ottagono è stato ottimamente presidiato da Diaz, molto reattivo e alla continua caccia di un evasivo Condit, alle prese con un continuo colpi e fuggi, per eludere i tentativi dell’avversario di giocare nel proprio campo, ovvero lo striking.
La gara è andata avanti così per 5 round, e più volte Diaz ha vistosamente provocato Condit nel tentativo di istigarlo a combattere apertamente anziché sfuggire. Solo in alcuni frangenti Condit è parso prevalere sull’avversario, che ha invece meritato di vincere.


Certo, Diaz con i suoi modi da spaccone può non apparire simpatico, e di certo non lo è a chi scrive, che aveva approcciato l’incontro con una chiara preferenza per Condit. Sempre chi scrive ha vissuto l’atteggiamento di Carlos con non poca irritazione, che si è levata al cielo quando i 3 arbitri hanno ribaltato all’unanimità un risultato che pareva chiaro perfino nei volti dei due contendenti: Diaz incredulo per una sconfitta impensabile, Condit decisamente sorpreso dall’annuncio dello speaker.

Mma - Ufc 143 - Un Evento Decisamente Al Di Sotto Delle Aspettative

Durante le interviste di rito “octagon inside”, cioè nell’immediato dopo gara, davanti a tutti gli spettatori presenti, Condit si dichiara onorato di aver affrontato Diaz e di poter lottare per il titolo contro GSP, mentre Diaz si sfoga con dichiarazioni pesanti contro la UFC, che certamente non lasceranno immutati i già logori rapporti tra il lottatore e l’associazione, ma i cui contenuti sono certamente condivisibili dopo quanto visto.

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Fabricio Werdum facile su Roy Nelson – Nel Co-main Event della serata non c’è stata praticamente storia tra Werdum, già passato alla storia come il primo uomo a battere “The Last Emperor” Fedor Emelianenko, uno dei più grandi atleti che lo sport mondiale ricordi, e Roy Nelson, pittoresco combattente dotato di notevole pancetta (peraltro molto ridotta dall’ultima esibizione) e da un destro letale, che in passato si era abbattuto con efficacia sul volto di Mirko CroCop, altra icona di questo sport, da poco ritiratosi. Insomma, c’erano le premesse per assistere ad un incontro interessante. Invece Werdum ha da subito messo in chiaro come stavano le cose, facendo delle ginocchiate un ottimo strumento per far crollare la lucidità di Nelson, presto in difficoltà e spesso a vuoto con i suoi colpi. Il gioco di Werdum è stato produttivo: Nelson, più basso e con una apertura di braccia decisamente inferiore, non poteva fare altro se non avvicinarsi troppo aprendo il gioco all’avversario. Al termine dell’incontro, che ha avuto un paio di sussulti quando Nelson è riuscito ad andare a segno facendo barcollare l’avversario, gli arbitri non hanno avuto problemi a decretare la vittoria unanime a Fabricio Werdum.

Josh Koscheck e Ed Herman – tra gli altri incontri da sottolineare l’interessante battaglia tra Koscheck e Pierce, terminata con la vittoria del primo per “split decision”, ovvero 2-1 nei verdetti dei giudici, a testimonianza di un certo equilibrio durante la lotta. Interessante anche l’incontro, a dire il vero molto rapido (poco più di 3 minuti di lotta) tra Ed Herman e Clifford Starks, ovvero esperienza contro freschezza e fisicità.
Il “giovane” Starks (31 anni, ma solo 8 incontri targati UFC, peraltro tutti vinti), ha impressionato da subito per la facilità con cui riusciva ad andare a segno contro il “veterano” Herman (1 anno in più, ma con un bilancio di 20 vittorie e 7 sconfitte prima del match). Proprio mentre sembrava che la gara stesse volgendo chiaramente a favore di Starks è arrivato il colpo di magia di Herman che ha costretto l’avversario ad una resa anzitempo attraverso una magistrale rear-naked-choke.

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Resta il punto interrogativo sul primo incontro, che ha lasciato molte perplessità che speriamo vengano spazzate via da un management ottimo e lungimirante, che infatti ha già prospettato un “Diaz-Condit 2” a breve.

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Commenti

 

Bello l'articolo ma bello, soprattutto, che qualcun altro si interessi ai cosiddetti "sport minori". Io, che l'incontro Diaz/Condit me lo sono persa, l'ho "vissuto" grazie alla tua descrizione: complimenti e 5 stelle!

Inserito 16 febbraio 2012 ore 13:05
 

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