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Mou E La Strategia Di Leonida


19 maggio 2010 ore 23:54   di rodido  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 195 persone  -  Visualizzazioni: 358

Fino a qualche settimana fa questo portoghese beffardo con l’aria di superiorità e i modi un po’ arroganti mi stava onestamente sulle scatole. Strapagato per, diciamolo onestamente, guidare undici ragazzotti anch’essi un po’ arroganti chiamati una o al massimo due volte a settimana a correre dietro un pallone. Passando il resto del tempo tra autosaloni porche, negozi di orologi pataccosi ma costosi, discoteche.

Spesso lo vedevo alla tv durante le interviste parlare di calcio come si stesse ragionando sui massimi sistemi. Insomma non lo sopportavo.
Poi la sera di Barcellona della semifinale di ritorno di CL quando l’ho visto correre in mezzo al campo con lo sguardo avvelenato solo contro tutti mi si è accesa la lampadina: solo contro tutti.


Mi sono passati davanti i flash dell’italia dell’82 di Bearzot, dell’italia del 2004 di Lippi, perché no di Leonida e i suoi 300 opliti contro i persiani. Ho capito la strategia delle manette, del modo di sottolineare gli episodi della partita, di comunicarlo alla squadra. Ho ricordato i commenti a bordo campo circa comunicazioni date alla squadra di torti arbitrali, di comportamenti scorretti di avversari.

Mou E La Strategia Di Leonida

Ecco come ha trasformato questo gruppetto di ragazzotti viziati e mercenari in una squadra compatta pronta a lanciarsi sull’avversario di turno soffocandolo nel pressing, pronto a lanciargli il veleno dopo averlo narcotizzato.
E’ la stessa strategia che consenti nell’82 agli uomini di Bearzot di trasformare il ritiro di Vigo in Forte Apache contro giornalisti, opinione pubblica trasformando Paolo Rossi da brutto anatroccolo in cigno in una cavalcata trionfale verso la finale di Madrid. La stessa di Lippi che nel 2004 portò una squadra nata sulle polemiche di calciopoli a trionfare a dispetto di tutto e di tutti con proprio i giocatori della Juve Cannavaro in testa a simbolo di quel gruppo compatto.

Per realizzare una grande impresa occorre la molla, non basta essere i più forti, lo dimostra la grigia stagione del Real Madrid di quest’anno, costruita sulla carta come per vincere. Senza una missione da compiere in grado di compattare un gruppo e tirargli fuori il massimo i mercenari del pallone restano fermi al loro compitino.
Il difficile viene quando cade il muro di isolamento, le nazionali di Lippi e Bearzot si sgonfiarono all’indomani dell’impresa impossibile. In bocca al lupo Mou!

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