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Napoli Sogna In Grande Vent' Anni Dopo Maradona


2 ottobre 2011 ore 10:49   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 274 persone  -  Visualizzazioni: 435

Il Napoli di Walter Mazzarri uscito dalla gloriosa notte di San Siro (netto 3 a 0 all'Inter, seppur condizionato in maniera determinante dall'arbitro) è una squadra sempre più conscia dei propri mezzi e con la certezza di poter giocare alla pari con tutte le altri grandi, non solo d'Italia. Il sogno azzurro, iniziato la scorsa stagione con un inatteso terzo posto finale in Campionato e l'entrata dalla porta principale in Champions League più di vent'anni dopo l'ultima partecipazione di "maradoniana" memoria alla Coppa dei Campioni, continua inffiamando un'intera città, legata alla passione calcistica forse come nessun'altra.

DALLA PANCHINA "CORTA" ALLA ROSA AMPIA E PRESTIGIOSA. Uno dei grandi limiti della scorsa stagione della squadra partenopea, impegnata nella prima parte anche nell'Europa League (eliminazione ai Sedicesimi nella doppia sfida con gli spagnoli del Villarreal), era stato senz'altra la mancanza di cambi in grado di garantire la continuità di rendimento dei titolari e dare fiato in particolare al trio delle meraviglie composto da Cavani, Hamsik e Lavezzi. Quest'anno le cose sono cambiate grazie ad un'eccellente e ampia campagna acquisti del presidentissimo De Laurentiis con innesti di valore assoluto come Inler, Britos, Dzemaili, Pandev, Fernandez, Chavez e Santana.


Dopo il match casalingo vincente con il Villarreal in Champions League, in vista del big match con l'Inter, non si è fatto altro che parlare delle scarsissime possibilità di scendere in campo dell'infortunato Cavani, uomo determinante per la squadra di Mazzarri, dopo la scorsa strepitosa stagione (26 gol in Campionato, 7 in Europa League) e un altrettanto grande avvio quest'anno (tripletta al Milan e due reti in altrettanti match in Champions come fantastici biglietti da visita). L'assenza di Cavani non ha, però, impedito agli azzurri di tornare all'ombra del Vesuvio con una vittoria prestigiosa che dimostra che il nuovo Napoli (trasferta con il Chievo a parte) è una squadra maturata rispetto allo scorso anno e con la possibilità di un turn over di alto livello come richiede il doppio fitto impegno proposto dal Campionato e dalla Champions.

QUARTA "PERLA" DI INIZIO STAGIONE. L'autoritaria vittoria casalinga con il Milan, l'eccellente pareggio esterno con il Manchester City, il successo al San Paolo con il Villarreal (che eliminiò lo scorso anno in Europa League proprio gli azzurri) e ora l'impresa di San Siro con l'Inter. Quattro "perle" che proiettano Mazzarri e compagni tra le favorite assolute per lo Scudetto (come nelle previsioni iniziali) e tra le possibili sorprese della Champions League. E dire che la stagione era iniziata con un poco promettente 5 a 0 a Barcellona, contro i fenomenali Campioni d'Europa, nell'amichevole di lusso di fine estate del prestigioso Trofeo Gamper.

SULLE ORME DI MARADONA PER TORNARE A TRIONFARE, RIPARTENDO DALLA SERIE C. La squadra partenopea, sprofondata in Serie C nel 2004 dopo il fallimento, è riuscita grazie al suo nuovo presidente Aurelio De Laurentiis a risalire la china alla grande e in soli sette anni a conquistare il terzo posto in serie A e il conseguente ritorno in Champions League, esattamente vent'anni dopo il Napoli del doppio Scudetto (1986-87 e 1989-90) dell'amatissimo Diego Armando Maradona. Un Napoli, quello del grande fuoriclasse argentino, ricco di campioni (da Careca a Giordano, da Bagni a Carnevale, da De Napoli a Ferrara) e capace di trionfare per la prima volta anche in Europa (Coppa Uefa 1988-89).

La società azzurra, negli anni della rinascita, è riuscita, dunque, a tornare in lotta per lo Scudetto, è tornata in Europa lo scorso anno, in Champions quest'anno e ha salutato il ritorno di suoi giocatori nella Nazionale Azzurra, dopo ben quindici anni di assenza (Paolo Cannavaro nel 2007 dopo Angelo Carbone nel 1992). Gli affezionati tifosi partenopei, dal canto loro, hanno adottatto altri due campioni sudamericani, dopo il grande fuoriclasse argentino Maradona, come idoli assoluti: il connazionale Lavezzi e l'uruguaiano Cavani tornando a sognare come ai tempi d'oro, quei magnifici anni Ottanta che fino a qualche tempo fa sembravano irripetibili.

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