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Pallanuoto - Il Bilancio Di Questi Europei E Di Questi 40 Anni


2 febbraio 2012 ore 22:04   di edoardo  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 1094 persone  -  Visualizzazioni: 1740

Quale momento più difficile dell'anno olimpico per analizzare l'andamento di uno sport, che fa del mega appuntamento quadriennale il periodo più importante della propria vita? Siamo sportivi, e certe sfide non ci fanno paura! Cominceremo quindi con il parlare di questi Europei, vissuti nel segno del Setterosa neo campione continentale.

Un Setterosa cresciuto tantissimo nelle due settimane di Eindhoven, segno che la base tecnica c'era, e la predisposizione psicologica pure. Il lavoro certosino che Roberto Fiori, ex CT della Nazionale Giovanile prima e del Setterosa poi, ha costruito negli anni, è stato sublimato dell'operato intelligente di Fabio Conti, suo successore, che dopo due 4° posti ai precedenti Europei e Mondiali, ha saputo stimolare ancora di più questo gruppo, portandolo al titolo di pochi giorni fa. Ricordare l'innesto di Tania Di Mario, miglior giocatrice dell'Europeo e trait d'union con il Setterosa di Formiconi, è certamente inevitabile quanto riduttivo del lavoro svolto da Fabio, che merita tutti i complimenti di questo mondo per il risultato ottenuto in una manifestazione che contava almeno 4 pretendenti al titolo Olimpico: Russia, Olanda, Grecia e Ungheria.


Il Settebello di Alessandro Campagna non ha ripetuto l'impresa dello scorso anno a Shanghai, ove si laureò Campione del Mondo: probabilmente anche questa pressione non indifferente deve aver pesato, in qualche modo. E' facile giocare da outsider, in tutti gli sport. Più difficile è entrare in campo da favoriti: si rischia certamente di più, è vero, ma giocare con questa zavorra è anche un percorso che porta ad una crescita riservata a pochi e proprio per questo motivo gli Europei 2012, per come si sono svolti, saranno utilissimi proprio per gli azzurri.

Pallanuoto - Il Bilancio Di Questi Europei E Di Questi 40 Anni

Faccio una premessa: lo scorso anno mi chiesi come mai della convocazione di Perez, statuario italo-cubano abbastanza avanti con gli anni. Credo che come me moltissimi si fossero posti la domanda, rispondendosi da soli che si trattava di un errore. Invece, possiamo dirlo, fu una mossa strategica eccezionale di Alessandro Campagna, che si trovò a disposizione un giocatore di peso, capace di ricoprire per qualche minuto più ruoli andando così a sopperire alcune mancanze croniche per il movimento italiano.

Forte di questa esperienza ho preferito tacere quando ho letto della convocazione di Volarevic, un portiere dalle origini croate, che ai mondiali juniores di diversi anni fa fu nominato miglior portiere del mondo di categoria, mantenendo più o meo queste promesse nell'arco della sua carriera da senior. Molti si saranno chiesti: non era meglio portare Negri, oppure un altro portiere giovane, da affiancare a Pastorino? Per come sono andate le cose mi sento di concludere con due affermazioni, una consecutiva all'altra.

Innanzitutto Campagna deve aver pensato che così facendo avrebbe alleviato il peso della importante assenza di Tempesti, assolutamente il numero 1 al mondo, dalle spalle di Pastorino, suo secondo, che in caso di eventuale "partita no" sapeva di poter essere sostituito da un collega molto esperto, senza quindi aggiungere una variabile sconosciuta al già difficile teorema di un Europeo che vedeva squadre agguerrite, in vista del rush finale olimpico di luglio. Non me ne vogliano gli altri candidati, ma a meno di 6 mesi da Londra non è bene fare esperimenti.

Ed eccoci alla seconda affermazione: per deduzione logica, dettata dal titolo mondiale che portiamo sulla calotta e dalle scelte di cui sopra, mi pare chiaro che l'Europeo di quest'anno sia stato un appuntamento importante non per le medaglie in palio, quanto per il fatto di essere l'anticamera delle Olimpiadi, e per questo si rendeva necessario fare un'esperienza di alto livello, senza tanti esperimenti: giocato come se fosse già l'Olimpiade.

E' arrivato un quarto posto di difficile interpretazione, che solo gli occhi esperti di chi pensa ogni giorno (e ogni notte , a giudicare dalle scelte strategiche di Perez e di Volarevic) a questo Settebello, saprà leggere al meglio. Io mi fido.

Diverso il discorso se si analizza non le squadre, ma il movimento della Pallanuoto: negli ultimi 2 anni abbiamo collezionato una medaglia d'argento agli Europei maschili del 2010, una medaglia d'oro ai Mondiali maschili del 2011, una medaglia d'oro agli Europei femminili del 2012. Insomma, chi va in acqua o in panchina fa bene il proprio dovere. Chi non lo fa, invece è chi dovrebbe promuovere queste vittorie, che, per chi non lo sapesse, arrivano ciclicamente da circa 40 anni.

Campioni del Mondo nel 1978, vice Campioni del Mondo nel 1986 al termine di una maratona di 4 tempi regolamentari 8 (otto!) tempi supplementari. Campioni Olimpici nel 1992, Europei nel 1993 e 1995, Mondiali nel 1996. medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1996, medaglia di bronzo agli Europei del 1999, medaglia d'argento agli Europei del 2001, medaglia d'argento ai Mondiali del 2003, fino ad arrivare alle affermazioni di cui sopra, e fin qui ho parlato solo della maschile.

Tra il 1993 e il 2006 il Setterosa ha invece vinto praticamente tutto, e l'elenco diventerebbe tedioso. Insomma, ogni anno c'è la possibilità di vincere qualcosa (se si esclude, per gli uomini, un periodo di black-out tra il 2003 e il 2010). Quindi, se ci fosse (ma a questo punto è chiaro che non c'è) una squadra preposta alla diffusione di uno sport vincente, bè, in 40 anni di lavoro non ne ha centrata proprio una.

Pallanuoto - Il Bilancio Di Questi Europei E Di Questi 40 Anni

E' veramente così difficile spingere uno sport vincente? Non parlo di comparsate alla Domenica Sportiva o ai "Soliti Ignoti" (sebbene trovi perfetto questo nome per noi). Parlo di pubblicità. C'è un tormentone che da anni, ormai, ci perseguita ed è rappresentato dagli spot della Kinder, che propone atleti di Volley, Scherma, Canoa e Atletica. Sport che hanno caratteristiche simili alle nostre: hanno una storia vincente e vivono ogni quattro anni, nel mese olimpico, una rinascita modello "Araba fenice".

Simili a noi in tutto e per tutto. Perchè loro si e noi no? Perchè Fiona May, Josefa Idem, Valentina Vezzali, Andrew Howe si e Tania di Mario, Maurizio Felugo, Teresa Frassinetti o Stefano Tempesti no?

Pallanuoto - Il Bilancio Di Questi Europei E Di Questi 40 Anni

Stiamo attraversando un percorso che ci porta alle Olimpiadi, attraverso un titolo mondiale maschile e uno europeo femminile: cosa ancora dobbiamo aspettare per vedere anche i nostri volti più importanti diventare indelebilmente impressi nella memoria collettiva attraverso quel meccanismo che penetra nelle nostre menti così come dall'alba dei tempi l'acqua, con il suo continuo, instancabile e gocciolio erode la roccia?

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Commenti

 
  • giacomo
    #1 giacomo

Sono d'accordo con te osti lo statuario italo-cubano avanti si con gli anni ma come ebbe a dire barrelli che ne da birra da bere a tutti è stata la gradita sorpresa dei mondiali perchè come si è visto nella finale ha ricoperto quasi tutti i ruoli che ne vengano come il sig. perez complimenti

Inserito 8 febbraio 2012 ore 22:29
 

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