Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

Piaga Doping: Ridateci Il Ciclismo A Pane E Acqua (o Quasi)


16 aprile 2011 ore 10:47   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 362 persone  -  Visualizzazioni: 632

Positività, emotrasfusioni, ematocrito, EPO, clenbuterolo. Termini che negli ultimi anni stanno sempre più caratterizzando e, purtroppo, stravolgendo il dilaniato mondo del ciclismo. I tifosi e gli appassionati hanno superato il limite e sono stufi di sentir parlare della loro disciplina più per i controlli anti-doping e le scriteriate scorciatoie chimiche di corridori sempre meno eroici e sempre più tentati dall'inganno, per stare al passo con gli avversari, che per le imprese e le vittorie nelle grandi corse a tappe e nelle classiche in linea.

Il limite, anzi, è stato superato e anche abbondantemente se anche il Presidente del Coni, Gianni Petrucci, nei giorni scorsi ha chiesto un'azione forte da parte della Federazione Ciclistica Italiana nei confronti di una piaga che si allarga inesorabilmente a macchia d'olio. Certo i controversi casi di Alberto Contador, lo spagnolo numero uno assoluto negli ultimi anni nelle corse a tappe, di Riccardo Riccò e recentemente dell'ex campione del mondo, Alessandro Ballan e di Damiano Cunego, per quanto tutti da vericare, continuano ad alimentare sospetti e polemiche verso il mondo delle due ruote, sempre più demonizzato, sempre meno amato.


Sta di fatto che seguire una disciplina dove non si sa, se non dopo diverso tempo, chi barava e chi no e dove gli ordini di arrivo vengono stravolti anche a distanza di mesi, diventa sempre più difficile nel nome di una credibilità dispersa nei laboratori di analisi di mezzo mondo. Gli appassionati delll'Epico, Grande ciclismo, del Giro e del Tour, delle Salite della leggenda, della Roubaix e della Sanremo, delle grandi sfide tra campionissimi delle due ruote, non mollano sperando, forse ingenuamente, che tutto torni alla normalità, a pane e acqua, gambe e polmoni, sudore e fatica.

Certo, negli ultimi quindici anni se ne sono viste di tutti i colori e il Tour de France, la più grande corsa a tappe del mondo, nonché uno dei più famosi e celebrati eventi sportivi in assoluto, ne è la dimostrazione. La grande kermesse francese è stata letteralmente dilaniata dal doping colpendo anche i protagonisti assoluti della corsa. Nel 1996 il danese Byarne Riis vinse il Tour ma undici anni più tardi ammise di avere fatto uso di EPO mantenendo, però, il proprio nome nel prestigioso Albo d'oro. Due anni più tardi nel 1998, nell'edizione della "Grande Boucle" vinta alla grande da uno straordinario Marco Pantani, scoppiò lo "Scandalo Festina" che coinvolse una delle squadre più competitive del Tour con corridori di grande livello come Alex Zulle e Richard Virenque. Dal 1999 al 2005 la corsa a tappe francese ha celebrato i sette strepitosi successi del fenomeno statunitense Lance Armstrong ma i sospetti sul corridore a stelle e e strisce sono sempre stati all'ordine del giorno e sono tornati alla ribalta proprio recentemente.

L'anno successivo, il 2006, fu caratterizzato dalla squalifica del vincitore del Tour, lo statunitense Floyd Landis, risultato positivo ad un controllo anti-doping effettuato durante la corsa stessa. Il successo andò a sorpresa allo spagnolo Oscar Pereiro Sio. L'edizione del 2007 fu ancora peggiore in quanto a doping: caddero nella rete uno dopo l'altro il kazako Alexandre Vinokourov, lo spagnolo Iban Mayo e soprattutto la maglia gialla, il danese Michael Rasmussen che stava dominando la corsa e che diede il via libera al primo successo dello spagnolo Alberto Contador. Appunto, Contador, colui che vinse altri du Tour nel 2008 e nel 2010 e che attualmente aspetta il verdetto del Tribunale Arbitrale Sportivo di Losanna in merito al ricorso dell'Uci e della Wada nei confronti dell'assoluzione del corridore, accusato di positività al clenbuterolo, da parte della Federciclismo Spagnola. Una vera e propria ecatombe proprio nell'appuntamento più prestigioso e celebrato sulle leggendarie strade francesi.

Quasi tutte le situazioni di doping che hanno coinvolto corridori più o meno blasonati sono, comunque, state caratterizzate da sospetti e incoerenze e molti atleti hanno pagato in maniera eccessiva il loro debito con la giustizia sportiva, altri con furbizia probabilmente l'hanno fatta franca, qualcuno è rimasto invischiato senza particolari colpe. Resta di fatto che tra coloro che sono stati più penalizzati figurano il grande Marco Pantani e il trionfatore dell'ultimo Giro d'Italia Ivan Basso. Il primo, sospeso per i valori troppo alti di ematocrito nel finale del Giro d'Italia del 1999 quando stava dominando la corsa, non riuscì più a ritrovare se stesso ne a livello sportivo ne a livello personale, il secondo, squalificato nel 2006 per due anni nell'ambito della, purtroppo, famosa "Operacion Puerto", è tornato alle gare con costanza e tenacia e ha vinto con autorità il Giro d'Italia lo scorso anno proponendosi come favorito nel prossimo Tour de France.

Articolo scritto da nicovale - Vota questo autore su Facebook:
nicovale, autore dell'articolo Piaga Doping: Ridateci Il Ciclismo A Pane E Acqua (o Quasi)
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Sport e Tempo Libero
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Sport e Tempo Libero
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione