Plushenko, Lo Zar Del Ghiaccio, Squalificato A Vita
Sembra proprio che non vedremo mai più Evgeny Plushenko, una delle più grandi star del pattinaggio su ghiaccio maschile, solcare una pista in occasione di gare ufficiali. Lo Zar del ghiaccio, come è soprannominato Plushenko, è infatti stato squalificato a vita dalla Federazione Internazionale. Il motivo? Aver partecipato ad un’esibizione senza l’autorizzazione necessaria.
A marzo di quest’anno si disputava, a Torino, il Mondiale di pattinaggio sul ghiaccio, del quale Plushenko sarebbe stato la stella indiscussa, almeno in campo maschile. Lo Zar, però, ha rinunciato al Mondiale dichiarando di essere infortunato. Nulla di male, se nello stesso periodo il pattinatore non avesse partecipato a gare di esibizione in vari paesi.
Plushenko è uno dei più famosi e medagliati pattinatori della storia. Nel 1997 è stato Campione del Mondo juniores e già un anno dopo era sul podio, al terzo posto, della rassegna iridata per i più grandi. Il primo Campionato del Mondo è arrivato nel 2001, mentre nel 2002 ha partecipato alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City vincendo l’argento. L’oro olimpico, l’unico della sua eccezionale carriera, è arrivato nel 2006 a Torino. Dopo un periodo di stop, Plushenko è tornato alle gare nel 2010 con l’obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di Vancouver. Dopo aver vinto il Campionato Europeo, a Vancouver si è classificato secondo, non senza polemiche. Ora il pattinatore si stava preparando per tornare il migliore in occasione delle Olimpiadi del 2014 che si svolgeranno in Russia, a Sochi.

Con questa squalifica Plushenko sarà costretto a rinunciare a tutte le gare ufficiali della Federazione Internazionale, comprese, ovviamente, le Olimpiadi. Ma lo Zar non si è arreso e ha già dichiarato di voler difendere il proprio onore. L’occasione per farlo, in realtà, ci sarebbe stata visto che la Federazione aveva dato al pattinatore tre settimane di tempo per spiegare i motivi della sua “marachella”.
Intanto oggi, la moglie di Plushenko, Yana Rudkovskaya, ha affermato che la squalifica comminata al marito è illegale, visto che “l’ISU (la Federazione Internazionale), in fatto di sospensioni, ha competenza solo in materia di doping”. La vicenda andrà avanti, ma perdere Plushenko sarebbe un peccato per tutti gli appassionati e un auto gol per la Federazione visto che è stato proprio lo Zar a rilanciare l’interesse del pubblico per uno sport che si trova sempre a che fare con problemi di visibilità.
