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Schumacher E Rossi, Quanta Pazienza!


6 giugno 2011 ore 10:46   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 566 persone  -  Visualizzazioni: 866

Come ha detto il nove volte campione del mondo di motociclismo Valentino Rossi, al termine del Gran Premio di Catalogna a Montmelò (Barcellona) concluso in quinta posizione, "i tifosi devono avere pazienza". Una frase che calza a pennello anche per l'altro grandissimo e amatissimo fenomeno del mondo dei motori, il sette volte campione del Mondo di Formula 1, il fuoriclasse tedesco Michael Schumacher.

LA PAZIENZA DEI NUMERI UNO ASSOLUTI E DI MILIONI DI TIFOSI. Entrambi, Rossi e Schumacher, i più grandi di tutti i tempi rispettivamente sulle due sulle quattro ruote (anche se Agostini non può essere, per il momento, considerato inferiore al "dottore"), stanno dimostrando di avere grande pazienza (infinita quella del "kaiser", da un anno e mezzo in attesa di avere una Mercedes decisamente competitiva) così come sempre fiduciosi al loro fianco si schierano milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo in attesa di rivedere ai massimi vertici i loro beniamini.


VALENTINO ROSSI E IL LENTO AVVICINAMENTO AI VERTICI. Approdato in Ducati con il chiaro obiettivo di vincere al più presto il suo ottavo titolo Mondiale nella classe regina e decimo in assoluto, Valentino Rossi si è trovato spiazzato già nei test invernali da una moto non all'altezza della situazione e molto lontana dalle prestazioni, soprattutto, delle inarrivabili Repsol Honda. L'inizio del campionato ha confermato inesorabilmente i timori della vigilia e un "dottore" sconsolato si è trovato nel Gran Premio d'esordio in Qatar a lottare nelle retrovie portando a casa un modesto settimo posto. Jerez a parte, dove la Ducati sulla pioggia stava dimostrandosi competitiva prima di una scivolata di Valentino che ha "centrato" l'incolpevole Stoner, la scuderia italiana si è trovata in difficoltà nei successivi Gran Premi con distacchi molto pesanti dalle Repsol Honda di Stoner e Pedrosa.

Il terzo posto di Le Mans, grazie anche all'incidente tra Simoncelli e Pedrosa, ha ridato fiducia a Rossi che però , anche in quell'occasione, ha "beccato" una quindicina di secondi da un inavvicinabile Stoner. A Barcellona il distacco dall'australiano si è dimezzato ma Valentino ha dovuto accontentarsi del quinto posto. La Ducati sta facendo progressi, Rossi è molto determinato e pronto a fare la differenza quando potrà guidare un mezzo all'altezza della situazione. I tifosi lo vogliono vedere tornare presto alla vittoria o almeno a lottare per il successo ma per quets'anno, probabilmente, sarebbe già un grande risultato vederlo costantemente in lotta per il podio.

MICHAEL SCHUMACHER E IL PODIO ANCORA LONTANO. Tornato in Formula 1 nel 2010 a tre anni e mezzo dal suo ritiro, il grande "Kaiser", stimolato dai grandi obiettivi della Mercedes, pensava di poter lottare subito per le vittorie nei Gran Premi e anche per il titolo Mondiale. Invece le speranze sono finite subito in fumo e la scorsa stagione ha regalato a Schumacher solo delusioni, Gran Premio dopo Gran Premio, in maniera inesorabile. Diciannove gare disputate e nessun podio (il compagno di scuderia Nico Rosberg ne ha centrati tre), con tre quarti posti come migliori risultati stagionali e uno sconsolante nono posto nel Mondiale.

Quest'anno la Mercedes ripartiva con ben altre ambizioni e i test invernali facevano ben sperare ma i primi sei Gran Premi della stagione sono stati ancora avari di soddisfazioni per il più grande pilota di tutti i tempi che ha dovuto, per il momento, accontentarsi di un sesto posto a Barcellona e di un quinto posto in griglia a Montecarlo (non concretizzato in gara). La Mercedes, attuale quarta forza del Mondiale, come la Ducati sta facendo lenti progressi ma il cammino per avvicinare ed eguagliare le prestazioni dei più forti (Red Bull e McLaren, oltre ad una ritrovata Ferrari) appare decisamente lungo.

RISPETTO, FIDUCIA E PAZIENZA. Valentino Rossi e Michael Schumacher, dall'alto del loro strepitoso passato e del loro grandissimo e indiscusso valore, comunque, indipendentemente dalle difficoltà che stanno incontrando con Ducati e Mercedes meritano rispetto, fiducia incondizionata e una grande dose di pazienza. Non dimentichiamo che campioni di questo livello ne nascono uno ogni cinquant'anni.

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