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Sci - Bilancio Coppa Del Mondo: C'è Anche Un Po' D'azzurro Nell'anno Di Hirscher E Vonn


18 marzo 2012 ore 13:29   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 550 persone  -  Visualizzazioni: 835

Cinque vittorie, otto secondi posti e otto terzi. Questo il bottino conclusivo della pattuglia azzurra nella Coppa del Mondo di sci alpino che ha consacrato per la quarta volta la polivalente fuoriclasse statunitense Lindsey Vonn e per la prima il giovane fenomeno austriaco Marcel Hirscher, il nuovo dominatore delle discipline tecniche. Un redivivo Max Blardone, un sorprendente Cristian Deville e l’emergente Stefano Gross, in campo maschile, e Daniela Merighetti e Federica Brignone, tra le donne, hanno trascinato la nostra squadra in una stagione sostanzialmente positiva per i nostri colori.

KOSTELIC FUORI UN MESE: E’ HIRSCHER IL NUOVO RE. Quando la Coppa maschile assoluta sembrava destinata ad essere riconquistata del campione croato Ivica Kostelic, un infortunio al menisco ci ha messo la zampino e il detentore della Coppa è rimasto al palo per un mese, lasciando di fatto via libera ai suoi giovani agguerriti rivali, l’austriaco Marcel Hirsher e lo svizzero Beat Feuz. Al termine di un duello terminato alla penultima gara stagionale di Schladming, Hirscher, grande interprete delle discipline tecniche, ha avuto la meglio nei confronti di Feuz, specializzato nelle discipline veloci, riportando in Austria la Coppa dopo sei anni (nel 2006 vinse Benjamin Raich).


Kostelic è rimasto con un pugno di mosche in mano (con la magra consolazione della Coppetta di super combinata) ed è stato beffato all’ultima gara dallo svedese André Myhrer che gli ha sottratto la Coppetta di slalom, mentre Hirsher si è imposto nella classifica di gigante, il coriaceo austriaco Klaus Kroll in quella di libera e l’esperto norvegese Aksel Lund Svindal in quella di super gigante. Una nota di merito particolare al "grande vecchio" svizzero Didier Cuche che ha chiuso alla grande, alla soglia dei 38 anni, la sua straordinaria carriera centrando quattro vittorie, tra cui la quinta perla nella mitica discesa della "Streif" di Kitzbuhel (mai nessuno come lui).

LINDSEY VONN BELLA, BRAVA E INSAZIABILE. Brava come la campionissima austriaca Annemarie Moser Proell (la più grande sciatrice di tutti i tempi), bella e sexy come la diva di Hollywood Sharon Stone (che ha imitato in un servizio fotografico nella famosa scena hot di "Basic instict"), insaziabile come il "cannibale" sportivo per eccellenza, il ciclista belga Eddy Merckx, Lindsey Vonn ha letteralmente dominato la stagione centrando la sua quarta Coppa del Mondo assoluta, con dodici vittorie complessive e portandosi a casa anche le Coppette di discesa, super gigante e super combinata.
Alle avversarie sono rimaste solo le briciole, a cominciare dalla veterana slovena Tina Maze, seconda alle spalle dell’americana in classifica generale, ma senza conquistare vittorie e Coppette di specialità. La vincitrice della Coppa assoluta dello scorso anno, la tedesca Maria Riesch, ha concluso al terzo posto e si è dovuta accontentare di vincere tre gare. Le Coppette di gigante e slalom speciale sono, invece, state conquistate rispettivamente da due fuoriclasse come la tedesca Viktoria Rebensburg e l’austriaca Marlies Schild. Quest’ultima in slalom non ha assolutamente avuto rivali, vincendone sei su nove.

LA RINASCITA DI BLARDONE E L’ESPLOSIONE DI DEVILLE E GROSS. Uno straordinario e redivivo Max Blardone, dopo un lungo periodo di appannamento, è tornato grande protagonista in gigante regalando all’Italia due splendide vittorie (Alta Badia e Crans Montana), oltre ad un secondo e un terzo posto e chiudendo in terza posizione nella classifica di specialità.

In slalom speciale la squadra azzurra ha salutato, invece, la grande esplosione di Cristian Deville e Stefano Gross. Il primo, a trentuno anni e dopo otto stagioni di Coppa senza acuti, ha fatto finalmente il grande salto di qualità diventando uno dei migliori slalomisti in circolazione e togliendosi la soddisfazione di vincere a Kitzbuhel e di salire altre tre volte sul podio (due secondi e un terzo posto). Gross, invece, dopo tre stagioni di rodaggio in Coppa ha ottenuto i risultati che tutti attendevano centrando tre podi (un secondo e due terzi) e proiettandosi tra i big della specialità.

L’ACUTO FINALE DI INNERHOFER E LA STAGIONE DIFFICILE DI RAZZOLI. Entrambi incappati in due brutti infortuni poco prima di iniziare la stagione, il campione del mondo in carica di super gigante Christof Innerhofer e il campione olimpico in carica di slalom Giuliano Razzoli hanno affrontato un’annata agonistica tutta in salita, ritrovando solo a sprazzi la loro classe innata. Innerhofer ha trovato il grande acuto proprio all’ultima gara, trionfando in super gigante a Schladming, al termine di una stagione avara di soddisfazioni, al di là di un eccellente terzo posto in discesa nel tempio di Wengen. Razzoli, partito in sordina, aveva dato grandi segni di risveglio con un ottimo secondo posto nello slalom dell’Alta Badia, ma non è più riuscito a ripetersi.

MERIGHETTI DA APPLAUSI, LA BRIGNONE SI CONFERMA AI VERTICI. La nostra portacolori numero uno in una stagione non facile per le ragazze azzurre è stata senz’altro Daniela Merighetti che, come Deville, a trentuno anni è riuscita finalmente a fare l’atteso salto di qualità. All’attivo per lei una stupenda vittoria casalinga a Cortina in discesa e un terzo posto in super gigante a Bansko, oltre ad una serie di piazzamenti di rilievo. La giovane vice campionessa mondiale in carica di gigante, Federica Brignone, dal canto suo, si è confermata tra le migliori gigantiste del mondo con tre secondi posti e un terzo, anche se è ancora in trepidante attesa della prima meritata vittoria in Coppa.

IRENE CURTONI IN GRANDE ASCESA, MANUELA MOELGG SOTTOTONO. Note positive anche da Irene Curtoni che è finalmente riuscita a togliersi la soddisfazione di salire sul podio (terza in gigante a Ofterschwang) e che ha preso fiducia nei propri mezzi scalando le classifiche in gigante, ma anche in slalom.

Poca gloria, invece, per la veterana Manuela Moelgg, che come il fratello Manfred (uno dei migliori interpreti delle discipline tecniche degli ultimi anni), è incappata in una stagione avara di soddisfazioni raccogliendo poco nelle sue discipline preferite, gigante e slalom.

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