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Serie A: Uno Sciopero Che Ha Del Ridicolo


26 agosto 2011 ore 14:23   di Maverick  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 582 persone  -  Visualizzazioni: 833

Ormai è ufficiale, i calciatori sono in sciopero, la prima giornata del Campionato di Serie A 2011/2012 non partirà questo fine settimana. La situazione non è delle più confortanti, anzi siamo nel bel mezzo di un caos, e venirne fuori in tempo per non perdere anche la seconda giornata, in programma l’11 settembre, non sarà affatto facile.

“Ci abbiamo provato ma ogni tentativo è stato vano”. Queste sono state le parole di Tommasi questa mattina dopo l’annuncio dell’ufficialità dello sciopero. L’idea arrivata in extremis per evitare lo sciopero era quella di firmare un accordo ponte valido per il campionato di quest’anno, in modo da avere tempo a disposizione per dialogare e modificare il prossimo contratto. Tommasi, però si è visto ricevere risposte negative sia dal presidente federale Giancarlo Abete e subito dopo da quello di Lega Maurizio Beretta.


Ma quali sono i problemi che non hanno portato all’accordo? Principalmente i problemi sono due: il contributo di solidarietà e il problema degli allenamenti dei fuori rosa. Le possibilità di trovare un accordo ci sono anche se i tempi sono comunque stretti se non si vorrà saltare anche la seconda giornata di campionato.

Volendo affrontare un discorso più generale credo che oggi il mondo del calcio sia arrivato al limite. Non può andare avanti in questo modo, con pochi grandi club che si prendono le fette più grandi degli introiti televisivi e che in un modo o nell’altro riescono ad influenzare le decisioni prese da organismi, che di per se dovrebbero essere indipendenti dagli interessi particolari, ma difensori di interessi comuni. I tifosi che ogni domenica sostengono la loro squadra del cuore, disposti a sobbarcarsi anche elevati costi, non sono disposti ad accettare ancora i capricci di giocatori che vivono e guadagnano cifre che molti di loro non vedranno mai in una vita intera. Forse questi personaggi abituati ad essere trattati al di fuori delle regole dovrebbero accorgersi che il mondo che li circonda sta cambiando e non è più disposto ad assecondarli ad ogni loro richiesta. Come ogni onesto cittadino che paga le tasse, anche loro dovrebbero dare il loro contributo per il bene del Paese, sobbarcandosi anche questa addizionale Irpef appena varata dal nostro Governo. Siamo in un periodo in cui tutti dobbiamo rimboccarci le maniche per uscire dalla crisi che ci circonda. I calciatori sono un esempio e un sogno per tutti i bambini che da piccoli corrono con un pallone in mano. In questo momento dovrebbero dimostrare di essere da esempio anche a tutti i cittadini che lavorano sodo e pagano le tasse onestamente.

La cosa che più mi stupisce di tutta questa situazione è che nessuno si sia reso ancora conto che tutto questo ha del ridicolo. Il mondo del calcio rischia di avere serie ripercussioni di immagine per questo sciopero, che per gli italiani rischia di essere il più anomalo della storia del Paese.

Serie A: Uno Sciopero Che Ha Del Ridicolo

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