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Storia Del Campionato Mondiale Di Calcio Dal 1930 Ad Oggi


1 marzo 2014 ore 18:15   di elio  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 858 persone  -  Visualizzazioni: 1276

Il prossimo 12 giugno a San Paolo del Brasile prenderà il via la ventesima edizione dei campionati mondiali di calcio. L’appuntamento è atteso da milioni di appassionati in tutto il Pianeta, fiumi di inchiostro sui giornali, pronostici e inevitabili polemiche attorno alla manifestazione che ogni quattro anni puntualmente catalizza l’attenzione dei media e della gente più di ogni altro avvenimento.
Sarà il capitolo numero venti, quello brasiliano, di una storia partita nel lontano 1930 in Uruguay con la prima edizione di quella che allora si chiamava Coppa Rimet, dal nome del presidente della FIFA Jules Rimet a cui si deve l’idea di istituire il torneo.
Il Mondiale del 1930 fu assegnato all’Uruguay nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della costituzione del paese sudamericano, risalente appunto al 1830. Vi presero parte solo 13 nazionali, quelle che accettarono l’invito. Grandi assenti le principali rappresentative europee (tra cui l’Inghilterra e l’Italia), fermate dalla difficoltà della trasferta sudamericana.
Tutte le gare vennero disputate nella capitale Montevideo, dove per l’occasione fu inaugurato il monumentale Stadio del Centenario. Fu l’Uruguay padrone di casa a laurearsi campione del Mondo, superando nella finalissima del 30 giugno l’Argentina per 4-2 davanti a 93.000 spettatori.

Quattro anni dopo il Mondiale sbarcò nell’Italia fascista. Quella del 1934 fu la prima edizione a prevedere partite di qualificazione. Furono 16 le nazionali qualificate per la fase finale, un numero destinato a rimanere tale fino all’edizione del 1978 in Argentina.
In polemica per l’assenza delle nazionali europee nel 1930, i campioni del Mondo dell’Uruguay non si presentarono a difendere il loro titolo in Italia.
Fu proprio l’Italia ad aggiudicarsi il Trofeo, al termine di un Mondiale avvelenato dalle polemiche per presunti favori arbitrali agli azzurri. Sotto accusa le presunte interferenze di Mussolini nelle designazioni arbitrali per le partite dell’Italia.
Azzurri campioni del Mondo, comunque, con la vittoria nella finale di Roma contro la Cecoslovacchia. 2-1 il finale, rete decisiva del centravanti del Bologna Angelo Schiavio nei supplementari.


Italia destinata a confermarsi campione del Mondo nell’edizione del 1938, disputata in Francia sull’orlo della Seconda Guerra Mondiale. Uruguay e Argentina decisero di boicottare la manifestazione (per la nazionale campione del 1930 era la seconda volta consecutiva) in polemica con la FIFA perché il Mondiale si disputava ancora una volta in Europa. L’Italia campione in carica e la Francia come paese ospitante furono ammesse di diritto. L’Austria, che si era regolarmente qualificata, non poté partecipare perché l’annessione alla Germania Nazista ne aveva di fatto cancellato l’esistenza. Venne invitata l’Inghilterra, che declinò l’invito: gli inglesi, inventori del calcio, si ritenevano in qualche modo campioni del Mondo a prescindere. Così, al via del Mondiale francese si presentarono solo 15 squadre.
I favori del pronostico erano per il Brasile, ma fu ancora l’Italia ad aggiudicarsi la Coppa, battendo nella finale di Parigi la fortissima Ungheria per 4-2.
La guerra spense inevitabilmente i riflettori sul Mondiale di Calcio, fino al 1950 quando la competizione si disputò in Brasile. Per la prima volta era presente l’Inghilterra, mentre l’Uruguay si presentava di nuovo al via del Mondiale dopo aver mancato le edizioni del 1934 e del 1938.

Il mondiale brasiliano si disputò con una formula particolare, due gironi all’italiana (quindi senza eliminazione diretta), tuttavia l’ultima partita tra Uruguay e Brasile (le prime due del gruppo) si rese comunque decisiva per l’assegnazione del titolo. Che andò a sorpresa all’Uruguay, gettando nello sconforto un intero paese, il Brasile, che si era stretto attorno alla sua nazionale per un Mondiale che sembrava non poter sfuggire ai verde oro.
L’edizione Svizzera del 1954 vide l’ingresso di un nuovo strumento di comunicazione destinato a cambiare la vita delle persone nei decenni successivi. La televisione, che per la prima volta portava il Mondiale a casa della gente. Fu la Germania Ovest ad aggiudicarsi la Coppa Rimet, battendo con un rocambolesco 3-2 nella finale di Berna i fortissimi campioni olimpici dell’Ungheria.
Fu il Brasile a laurearsi campione del Mondo nel 1958, edizione che si disputò in Svezia.
Oltre che per l’esordio del giovane Pelé, futura stella planetaria, il mondiale del 1958 va ricordato per le imprese del centravanti francese Just Fontaine, capo cannoniere del torneo con ben 13 reti, record ancora oggi imbattuto in una fase finale dei mondiali. L’Italia era rimasta a casa, estromessa dall’Irlanda del Nord.
Nel 1962 si giocò in Cile, nonostante il devastante terremoto che aveva colpito il paese nel 1960. Fu il Brasile a vincere la finale contro la Cecoslovacchia, ripetendo il successo ottenuto in Svezia quattro anni prima. Il Mondiale cileno tuttavia sarà ricordato, più che per la vittoria (abbastanza scontata) della nazionale verde oro, per alcuni arbitraggi piuttosto discutibili con l’episodio clou che coinvolse l’Italia. Gli azzurri, arrivati al Mondiale con i favori del pronostico, finirono terzi nel loro girone dietro la Germania Ovest e i padroni di casa del Cile. Fu proprio la partita con i cileni a far gridare allo scandalo, per il 2-0 in favore dei sudamericani maturato al termine di una vera e propria battaglia con comportamenti al limite del codice penale dei giocatori di casa, tollerati da un direttore di gara smaccatamente di parte.
Italia fuori, comunque, e Brasile campione. Non andò meglio agli azzurri quattro anni dopo in Inghilterra. Il mondiale del 1966 infatti, poi vinto dall’Inghilterra nella finale di Wembley contro la Germania Ovest, vide l’Italia di Edmondo Fabbri sorprendentemente eliminata dalla Corea del Nord (0-1).
Nel 1970 in Messico ci fu invece il riscatto della nazionale italiana, con Ferruccio Valcareggi in panchina. Dopo un inizio di torneo con qualche esitazione, infatti, Mazzola e compagni ebbero ragione della Germania Ovest in una storica semifinale disputata allo stadio Azteca di Città del Messico. In vantaggio con Boninsegna, gli azzurri furono raggiunti dal pareggio si Schnellinger al 90’. I supplementari furono una battaglia sportiva senza precedenti, finita 4-3 per l’Italia grazie alla rete decisiva di Gianni Rivera.
La finalissima contro il Brasile non ebbe storia. Azzurri ancora una volta in vantaggio (altro gol di Boninsegna), poi brasiliani in cattedra trascinati da Pelé e 4-1 finale.

Nel 1974 toccò alla Germania Ovest ospitare il Mondiale. La Coppa intitolata a Jules Rimet era stata definitivamente assegnata al Brasile, che se l’era aggiudicata per la terza volta in Messico. Venne quindi creato un nuovo trofeo, quello che ancora oggi va alla nazionale campione del Mondo. L’Italia finì eliminata al primo turno, sconfitta dalla Polonia (1-2, inutile gol di Capello per gli azzurri). Il titolo andò ai tedeschi, che bissarono il successo del 1954 battendo l’Olanda in finale.
Ancora una volta in Sudamerica il Mondiale del 1978. Toccò all’Argentina ospitare la manifestazione, nonostante le furiose polemiche per il colpo di stato militare che aveva portato al potere a Buenos Aires la feroce giunta militare del generale Videla.
Furono proprio gli Argentini ad aggiudicarsi la Coppa, battendo l’Olanda nella finalissima diretta dall’arbitro italiano Sergio Gonella. La nazionale azzurra, guidata in panchina da Enzo Bearzot, si piazzò al quarto posto dopo un ottimo Mondiale, sconfitta dal Brasile nella finale di consolazione.

1982, Spagna, trionfo azzurro. La nazionale italiana si impose contro ogni pronostico, più forte di ogni polemica. Balbettante nel girone eliminatorio (tre pareggi e turno superato per un soffio) l’Italia cambiò decisamente marcia nella fase successiva, aggiudicandosi le sfide decisive con Argentina e Brasile, poi la semifinale contro la Polonia e la finalissima contro la Germania Ovest (3-1 nonostante il calcio di rigore fallito da Antonio Cabrini).
Argentina campione nel Mondiale del 1986 in Messico. Fu il Mondiale si Diego Armando Maradona, autore di memorabili prodezze e di un proditorio fallo di mano non visto dall’arbitro che gli consentì di battere il portiere inglese Peter Schilton. Anonimo il Mondiale di una debole Italia, spazzata via dalla Francia dello "Juventino" Platini.
Il 1990 è l’anno del Mondiale in Italia. La nazionale azzurra di Azeglio Vicini era la favorita d’obbligo, sia per il suo valore sia perché paese ospitante. Finì solo terza, estromessa dall’Argentina ai calci di rigore nella semifinale di Napoli. Vinse la Germania, battendo l’argentina in finale grazie ad un calcio di rigore nel finale.

1994, il Mondiale sbarca negli Stati Uniti ansiosi di promuovere il "Soccer" di fronte ad un pubblico abituato solo al Football, al Baseball ed al Basket. Fu il primo Mondiale assegnato ai calci di rigore, e a vincerlo fu il Brasile nella finalissima contro l’Italia. Di Roberto Baggio l’errore decisivo.
Nel 1998 toccò alla Francia, paese ospitante, alzare la Coppa del Mondo al termine della finalissima di Parigi contro il Brasile (3-0). La rivelazione del Mondiale fu la Croazia (terza), mentre l’Italia finì eliminata ai calci di rigore ad opera della Francia-
Nel 2002 il Torneo si disputò per la prima volta in Asia. Paesi organizzatori furono Giappone e Corea del Sud. Proprio la nazionale coreana fu fatale all’Italia di Giovanni Trapattoni, mentre il titolo andò ancora una volta al Brasile.
Le ultime due edizioni del Mondiale fin qui disputate si tingono di ricordi in agrodolce per i destini azzurri. Fantastica la cavalcata dell’Italia nel 2006 fino alla finalissima vinta ai calci di rigore contro la Francia (1-1 nei tempi regolamentari). Da dimenticare per noi il Mondiale del 2010: Italia clamorosamente fuori al primo turno, Spagna campione del Mondo.
E adesso… si va in Brasile.

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