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Uno Sguardo Sulla Coppa America


6 luglio 2017 ore 08:48   di renatopoletti  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 156 persone  -  Visualizzazioni: 175

Si è conclusa da pochi giorni la XXXV edizione della Coppa America, competizione velica tra le più prestigiose al mondo, che affonda le sue origini addirittura nel diciannovesimo secolo. In Italia ha cominciato ad essere conosciuta al grande pubblico solamente nella seconda metà degli anni 80, con la partecipazione della mitica imbarcazione nazionale Azzurra, fino ad allora era nota perlopiù ad una ristretta schiera di appassionati.

Chi ricorda quel periodo e lo confronta con l'attuale non può fare a meno di notare l' enorme differenza tra le barche di allora e le attuali, frutto sia dell'evoluzione tecnica che dei modificati regolamenti, e magari subentra anche un poco di nostalgia verso quei mezzi più "umani" rispetto ai catamarani di oggi; questo succede pure in altri sport, penso ad esempio all' automobilismo: le auto da competizione odierne non hanno nulla in comune con quelle da strada, mentre negli anni 50 o 60 si andava in pista la domenica con la stessa auto usata durante la settimana per andare al lavoro.


Certo, il progresso non si può fermare, credo però che sia importante anche mantenere un legame emozionale con il pubblico, la storia o ce l'hai o non ce l'hai, non si può comperare... Bisogna quindi portare avanti anche delle tradizioni, in fondo è per questo che le Formula 1 corrono ancora su una pista anacronistica come Montecarlo.

Per quanto riguarda la Coppa America negli anni delle origini le barche partecipanti partivano dal loro porto di origine e attraversavano l' Atlantico per andare a gareggiare, e questo credo che sia lo spirito che va, almeno in parte, ritrovato; la mia modesta proposta, da scarso conoscitore di cose marinare, è semplice: in occasione delle regate l' equipaggio deve trovarsi a bordo dalle ore 20 della sera precedente, senza possibilità di scendere a terra o di ricevere rifornimenti, ovviamente con spazi a bordo adeguati.

Certo, questo porterebbe alla costruzione di barche meno performanti, ma farebbe sentire ogni turista del mare come se stesse partecipando a bordo della sua piccola barchetta, molto più di quanto non accada guardando le immagini delle telecamere che mostrano i superprofessioniti all' opera sulle astronavi attuali.

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