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Valentino Rossi, La Ferrari E L' Italia Del Pedale: Il 2012 Sarà L'anno Del Riscatto ?


4 gennaio 2012 ore 22:16   di nicovale  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 701 persone  -  Visualizzazioni: 1075

Il nove volte Campione del Mondo di motociclismo Valentino Rossi, la mitica Ferrari e l'Italia del pedale. il mondo tricolore delle due e quattro ruote (a motore e non) si appresta ad affrontare il nuovo anno con la consapevolezza di dover riscattare un 2011 decisamente deficitario (Rossi e i ciclisti azzurri) o almeno sottototono (la "Rossa" di Maranello). A dire il vero, riuscire a far al meglio della stagione appena conclusa, non dovrebbe essere dificile, visti i risultati deludenti. Molto più difficile, invece, sperare che Valentino, la Ferrari e l'Italbici possano tornare ai fasti e ai successi a cui avevano abituato i tifosi italiani.

VALENTINO ROSSI: DALLA PEGGIOR STAGIONE DELLA CARRIERA ALLA SPERANZA DI TORNARE AI VERTICI. Il nove volte Campione del Mondo Valentino Rossi è reduce dalla peggior stagione della sua strepitosa carriera, la prima in assoluto senza conquistare vittorie. Il passaggio dalla Yamaha alla Ducati non ha dato, purtroppo, riscontri positivi e la stagione del fuoriclasse di Tavullia è stata tutta in salita, un vero e proprio calvario agonistico. Oltre a non aver vinto Gran Premi, Valentino ha conquistato un solo podio (terzo a Le Mans, in Francia) e ha concluso il Mondiale della MotoGP al settimo posto, senz'altro il punto più basso della sua carriera.


Rossi ha voglia di riscatto immediato, vuole tornare protagonista, lottare stabilmente per il podio, regalare ai suoi milioni di fan quelle gioie immense a cui li aveva abituati nel corso di sedici anni di carriera irripetibile, con nove titoli mondiali conquistati (6 in MotoGP, uno in 500, uno in 250, uno in 125). La classe, il valore agonistico e la volontà non possono, però, negli sport motoristici supplire alle difficoltà tecniche dei mezzi meccanici e se la Ducati quest'anno non farà il sospirato salto di qualità, avvicinandosi alle prestazioni della Yamaha dell'ex campione iridato, lo spagnolo Jorge Lorenzo e, soprattutto, della formidabile Honda del campione del mondo in carica, l'australiano Casey Stoner e dell'iberico Dani Pedrosa, Valentino Rossi, con tutte le sue buone intenzioni, non potrà fare miracoli. L'importante, al di là di tutto, è rivedere il "Dottore" a lottare nelle prime posizioni e a riassaporare più spesso il gusto del podio.

FERRARI: ALONSO SCALPITA, MASSA DEVE CANCELLARE DUE STAGIONI DISASTROSE. Reduce da una stagione patrticolarmente deludente, anche se non deficitaria come quella della Ducati (l'altra "Rossa" italiana), la Ferrari vuole riscattarsi a sua volta. Il titolo iridato, che gli sfugge dal 2007 - anno in cui lo conquistò con il finlandese Kimi Raikkonen per la quindicesima volta - è l'obiettivo del 2012, anche se il "gap" enorme dalla Red Bull del bicampione del mondo tedesco, Sebastian Vettel, preoccupa non poco lo staff di Maranello, così come la McLaren della coppia di ex campioni iridati britannici, formata da Lewis Hamilton e Jenson Button e la possibile esplosione, dopo due anni di rodaggio difficili, della Mercedes del sette volte campione del mondo, Michael Schumacher e del connazionale tedesco Nico Rosberg.

L'ex bicampione del mondo spagnolo Fernando Alonso lo scorso anno, malgrado una Ferrari spesso inferiore non solo alla Red Bull ma anche alla McLaren, ha difeso con gli artrigli l’onore della scuderia di Maranello riuscendo a vincere una gara (Silverstone, in Gran Bretagna) e conquistando altri nove podi. A conferma delle grandi prestazioni del pilota iberico, la quarta posizione in classifica generale, con un mezzo inferiore, davanti alla McLaren di Lewis Hamilton e ad un solo punto dal terzo posto conquistato in extremis dall’australiano della Red Bull, Mark Webber . Alonso è un vincente e non può accontentarsi di piazzamenti. Il primo anno in Ferrari ha perso il titolo, a favore di Vettel, nel Gran premio conclusivo di Abu Dhabi in maniera rocambolesca, quest'anno nulla ha potuto, come gli altri avversari, di fronte allo strapotere dello stesso Vettel, nel 2012, se la Ferrari lo sosterrà a dovere, vuole tornare costantemente alla vittoria e giocarsi fino in fondo le sua chance mondiali.

Discorso diverso, invece, per l'altro pilota della Ferrari, il brasiliano Felipe Massa, reduce da due stagioni fallimentari in cui ha patito e pagato a caro prezzo il confronto con il blasonato compagno di squadra Fernando Alonso. Nel 2010 il brasiliano, che nel 2008 era stato capace di sfiorare il titolo ridato (vinto in extremis da Lewis Hamilton), non ha mai vinto mentre Fernando è andato vicinissimo alla conquista del Mondiale, quest'anno non è mai salito sul podio mentre lo spagnolo ci è salito dieci volte. Cifre impietose per il malcapitato Felipe che ha l'ultima occasione della carriera per dimostrare che può ancora correre da protagonista e non da comprimario.

LA PREOCCUPANTE CRISI DELL'ITALIA DEL PEDALE. Nell'anno dei tre grandi mattatori, il padrone delle classiche in linea, il belga Philippe Gilbert, il re dei velocisti e neo campione del mondo, il britannico Mark Cavendish e il veterano australiano Cadel Evans, trionfatore alla grande del Tour de France, i nostri corridori sono rimasti a mani vuote non riuscendo a vincere nessuna delle gare più importanti: le tre grandi corse a tappe (Tour, Giro e Vuelta), i cinque "Monumenti" (Milano- Sanremo, Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi, Lombardia) e il Campionato del Mondo in linea. In particolare nelle ultime tre stagioni, se si escludono le vittorie di Ivan Basso e Vincenzo Nibali rispettivamente al Giro e alla Vuelta dello scorso anno, gli italiani non si sono imposti in nessuno dei quindici "Monumenti" disputati (ultimo successo nel Lombardia del 2008 con Damiano Cunego), non hanno vestito la maglia iridata (l'ultimo campione del mondo nel 2008 Alessandro Ballan) e non sono stati mai veri protagonisti nella corsa più importante del mondo, il Tour de France (ultima vittoria dello straordinario Marco Pantani nel 1998, ultimo podio di Ivan Basso, secondo, nel 2005).

I corridori di casa nostra arrivano, dunque, da un 2011 fatto solo di piazzamenti, spesso anonimi (i più importanti il secondo e il terzo posto di Michele Scarponi e Vincenzo Nibali al Giro d'Italia, vinto dallo spagnolo Alberto Contador, il quarto di Alessandro Ballan alla Sanremo e di Ivan Basso al Lombardia) e, malgrado l'agguerrita e blasonata concorrenza sia nelle classiche in linea che nelle grandi corse a tappe, vogliono far tornare il ciclismo italiano, se non proprio agli anni d'oro, almeno ad un livello accettabile, soprattutto dal punto di vista dei risultati che latitano in maniera preoccupante.

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