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Vietato Il Softair: ' Pericoloso Per La Pubblica Incolumità '


20 novembre 2011 ore 13:40   di GiulioMagnani  
Categoria Sport e Tempo Libero  -  Letto da 630 persone  -  Visualizzazioni: 1131

Con una ordinanza risibile e totalmente fuori di senno, nel comune di Berbennio (Bergamo) dall'8 novembre è vietato in modo assoluto praticare il softair, ovvero quella disciplina sportiva basata sulla simulazione di tattiche militare e che prevede l'utilizzo di giocattoli inoffensivi che, pur riproducendo fedelmente nell'aspetto armi reali, possono sparare esclusivamente pallini di plastica calibro 6mm e con potenze limitate dalla legge (1 Joule).

Il testo dell'ordinanza è surreale e mette in evidenza ignoranza e prevenzione di chi ne ha apposto la firma, appellandosi a leggi che in modo assoluto nulla hanno a che vedere col softair, ad esempio la L. 362/99 che ha liberalizzato gli strumenti ad aria compressa e le armi ad avancarica monocolpo, con cui però nulla hanno a che vedere i giocattoli usati per il softair, o il d.m. 526/2001 che regolamenta l'utilizzo degli strumenti liberalizzati di cui sopra.
O ad altre norme orientate in senso opposto all'ordinanza, come il d.m. n. 559 del 31.10.1996, il quale ribadisce l'assoluta legalità dello sport del softair e del porto dei giocattoli necessari, anche se sprovvisti del tanto discusso "tappo rosso".
O ancora alla L. 110/75 come modificata dal d.l. 204/2006, che vieta il porto di giocattoli se non per giustificato motivo; ma quale potrà mai essere il giustificato motivo per portare un giocattolo? Semplice, giocare.


Le "motivazioni" esposte nell'ordinanza sono costituite dal fatto che sarebbero "pervenute [...] segnalazioni da parte delle insegnanti della scuola dell’infanzia di Ponte Giurino circa il ritrovamento di pallini della dimensione di circa mm. 6 nel cortile della scuola, pallini utilizzati nel gioco del soft–air" e dal fatto "che il gioco del soft–air è un’attività ludico–ricreativa di squadra basata sulla simulazione di tattiche militari utilizzando armi simili a quella da fuoco che proiettano pallini sferici a distanze variabili".
Da cui si vorrebbe far derivare "che questo tipo di gioco può diventare pericoloso per la pubblica incolumità"...

Altre fonti non ufficiali raccontano che diversi anziani siano rimasti spaventati dal vedere girare persone vestite con tute mimetiche ed altro e provviste di armi. Sarà probabilmente vero, peccato nulla vieti di farlo. Neanche ora, in quanto l'ordinanza si limita a disporre "il DIVIETO ASSOLUTO di giocare al soft–air su tutto il territorio comunale".

Difatti l'ordinanza, limitandosi a vietare la pratica disciplina sportiva ma non l'uso generico dei giocattoli per softair o il loro porto, non vieta ancora alle persone di girare in mimetica "armate" di questi pericolosi giocattoli da guerra o di usare tali giocattoli per altre attività, ad esempio il tiro a segno. Rimane vietato solo giocare al softair.

Ad ogni modo ai contravventori sarà comminata la sanzione di cui all'art. 650 del CPP, ovvero "l'arresto fino a tre mesi o [...] l'ammenda fino a euro 206", fortunatamente oblabile.

Lascia perplessi il fatto che per giungere a tale divieto il sindaco si sia appellato ai vincoli idrogeologico, paesaggistico ed archeologico. Non si capisce bene in che modo la pratica del softair potrebbe avere a che fare con questi vincoli, ma siamo certi che nella sua testa il sindaco abbia una spiegazione più che valida. Peccato che non sia stata esplicitata.

Inoltre, dato che il problema esplicitato nell'ordinanza è relativo alla presenza di pallini nella scuola materna ed alla presunta pericolosità dei giocattoli da cui vengono lanciati, il sindaco avrebbe potuto benissimo limitarsi a vietare il porto e l'uso di tali giocattoli nell'abitato, lascinado comunque liberi i praticanti del softair di andare a giocare nei boschi fuori dal paese. Sempre che, specificando che questi giocattoli possono proiettare pallini sferici a "distanze variabili", non abbia voluto intendere che i pallini giunti nel cortile della scuola potrebbero essere stati lanciati da chilometri di distanza...

Quel che preoccupa di questa vicenda non è tanto l'ordinanza in sé, che potrà agevolmente essere impugnata e neutralizzata, quanto l'arroganza con cui un sindaco si sia permesso di vietare su basi assolutamente inconsistenti una pratica sportiva solo perché da lui non conosciuta e pregiudicata.
Quello che quindi si deve evitare è che questa insana ordinanza possa costituire un assurdo precedente per permettere a chiunque risieda nei palazzi delle amministrazioni di vietare ciò che gli è inviso senza che vi sia alcun reale motivo.

Il testo completo di questa ordinanza può esse scaricato dal sito www.halleyweb.com/c016023/de/at_p_ordin_dettag.php

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