Acqua Liquida Sotto La Superficie Di Plutone?
Dopo la scoperta del suo quarto satellite, avvenuta pochi mesi fa grazie al telescopio spaziale Hubble, Plutone non finisce di sorprendere. Esso infatti, malgrado la temperatura superficiale di -230°C, potrebbe nascondere un oceano di acqua liquida sotto la sua superficie ghiacciata ed ospitare potenzialmente delle forme di vita. Lo studio, pubblicato sulla rivista New Scientist, è opera di due ricercatori dell’Università della California i quali sostengono che anche altri corpi ai margini del Sistema Solare potrebbero ospitare dell’acqua liquida sotto la loro superficie.
C’è già un altro corpo del Sistema Solare che probabilmente possiede un oceano di acqua liquida sotto la superficie: Europa, una delle principali lune di Giove. Nel caso di questo satellite il calore necessario a mantenere l’acqua liquida è dato dall’interazione gravitazionale con Giove che causerebbe una sorta di marea sulla propria luna.
La causa del calore interno di Plutone sembrerebbe invece essere la presenza di potassio radioattivo. Ciò non deve sorprendere poiché anche il calore interno della Terra è generato in parte dal decadimento di isotopi di uranio, torio e potassio.
Le misurazioni effettuate sul pianeta nano suggeriscono che il 40% del suo volume sia occupato da un nucleo roccioso che se contenesse potassio con una concentrazione di 75 parti per miliardo potrebbe produrre calore a sufficienza per sciogliere parte del ghiaccio sovrastante composto da una mistura di azoto ed acqua. La concentrazione di questo elemento nel nucleo terrestre è circa 10 volte questo valore quindi le probabilità che Plutone ospiti acqua liquida sono buone.
Bisogna poi considerare che il calore interno non è sufficiente a mantenere un oceano d’acqua liquida, infatti se il ghiaccio si scioglie troppo velocemente il calore potrebbe disperdersi nello spazio esterno. Inoltre è necessario considerare anche la resistenza e la viscosità del ghiaccio, parametri che non possono essere misurati dalla Terra. I calcoli effettuati hanno stabilito che, se il calore fluisce più lentamente che nei ghiacci dell’Antartide, 165 chilometri di ghiaccio dovrebbero bastare per poter mantenere in modo stabile dell’acqua liquida.
Un’altra prova dell’esistenza di un oceano potrebbe venire dalla forma di Plutone. Infatti, se un pianeta ruota velocemente su se stesso esso presenterà un rigonfiamento a livello dell’equatore dovuto alla forza centrifuga. Sappiamo però che la rotazione di Plutone sta rallentando a causa dell’attrazione della sua grande luna Caronte e la presenza di materiale liquido all’interno potrebbe far sì che il pianeta assuma una forma più vicina ad una sfera durante questo suo rallentamento.
Misurazioni di questo tipo potranno esser fatte nel 2015 quando la sonda New Horizon raggiungerà Plutone.

