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Allo Studio Nuova Insulina Inteligente Per La Cura Del Diabete 1 E 2


11 marzo 2015 ore 19:00   di Pan_Tau  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 409 persone  -  Visualizzazioni: 836

Chiunque sia stato ragazzo negli anni ’70, non potrà non ricordare il film "viaggio allucinante" in cui degli scienziati miniaturizzano un sottomarino fino a farlo assumere le dimensioni di una cellula e, coraggiosamente, si fanno iniettare in una arteria di un malato per rimuovere un embolo cerebrale. Bene… ci siamo quasi.

L’ultima scoperta sul diabete ha veramente dell’incredibile: si tratta di una novità che potrebbe veramente rivoluzionare la cura di questa malattia così diffusa. Un guscio "intelligente" fatto di polimeri biocompatibili e sensibili alle variazioni di glicemia: rilascia l'insulina solo quando serve, con la glicemia in aumento, e la trattiene quando non serve, scongiurando il crollo e pericolose ipoglicemie.


La molecola si chiama Ins-PBA-F ed è frutto di una manipolazione dell’insulina basale, alla quale è stata aggiunta ad un’estremità una molecola che, quando il livello di glucosio aumenta, se ne distacca e la libera permettendole di entrare in funzione.

Allo Studio Nuova Insulina Inteligente Per La Cura Del Diabete 1 E 2

I risultati dei test sui topi, pubblicati sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas), hanno dimostrato che l'insulina modificata rimane nel circolo sanguigno per almeno dieci-quattordici ore, riuscendo anche a intervenire in maniera più rapida ed efficace rispetto all'insulina tradizionale e quella a lunga durata d'azione. Inoltre, la sua opera di regolazione dello zucchero è stata tanto rapida e precisa quanto lo è il controllo eseguito dall’organismo in condizioni fisiologiche, in altre parole dall’insulina prodotta da un pancreas sano.

Una scoperta, questa, che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione per il trattamento del diabete, liberando i pazienti dal monitoraggio della glicemia e dai pericoli che derivano dai suoi sbalzi repentini.

%u2028La ricerca sulle insuline intelligenti è per ora arrivata agli studi sugli animali da esperimento - precisa Marco G. Baroni, professore associato di endocrinologia all’Università di Roma ‘La Sapienza’ - che hanno dato risultati molto promettenti ma «Se questi risultati, finora ottenuti sugli animali, venissero confermati, sarebbe una scoperta veramente promettente, alternativa al trapianto di pancreas e di interesse per un gran numero di pazienti, circa un milione di italiani, cioè un malato di diabete su quattro» ha commentato il professor Enzo Bonora, presidente della Società Italiana di Diabetologia e docente di endocrinologia dell’Università degli Studi di Verona. «Non dimentichiamo che il trattamento insulinico non riguarda soltanto i pazienti con diabete di tipo 1, che sono la minoranza, ma anche una parte (il 20%) di chi soffre di diabete di tipo 2».

Il diabete di tipo 1 è una condizione causata dall’incapacità del pancreas di produrre insulina con il conseguente aumento del glucosio in circolo nel sangue, ma anche di una parte dei diabetici di tipo 2 sottoposti a terapia insulinica.

Allo Studio Nuova Insulina Inteligente Per La Cura Del Diabete 1 E 2

Le oscillazioni dei valori dello zucchero nel sangue dipendono da molti fattori, come i pasti consumati e le attività svolte durante la giornata, e nell’individuo sano esse vengono impedite da un sistema di controllo raffinatissimo costantemente all’opera. Quando questo sistema non funziona più, come nel diabete, i pazienti possono assumere dell’insulina, stimandone la quantità necessaria ad evitare i picchi di ipoglicemia o di iperglicemia, entrambe dannose per l’organismo anche sul lungo periodo.%u2028%u2028

Comunque, la diabetologia ha fatto passi da gigante e allo studio oggi ci sono diverse possibilità di trattamento: «Dal trapianto di isole pancreatiche per ridare al paziente la possibilità di produrre insulina all’utilizzo delle staminali, fino al mini pancreas artificiale, un infusore dotato di algoritmo – che ancora necessita molti perfezionamenti - che in autonomia "decide" quanta insulina iniettare». Si parla perfino di fantascientifici chip sottocutanei.

Altre insuline intelligenti di ultima generazione sono sotto esame così come altri metodi di somministrazione. Ad esempio, sfruttando le nano tecnologie, l’insulina viene incapsulata all’interno di sensori, costituiti da gel di polimeri, capaci di aprirsi per rilasciarla a seconda delle condizioni ambientali e di richiudersi, trattenendola, in caso di glicemia in diminuzione. %u2028%u2028 Al momento le ricerche sono condotte da gruppi scientifici indipendenti, come il Mit di Boston nel Massachusetts e gruppi di ricerca cinesi. ma le prime ricerche sulle insuline intelligenti risalgono già al 2006.
Di questa insulina ‘intelligente’, sono allo studio anche delle versioni ‘per bocca’, non resta che aspettare e sperare nei miracoli della tecnoligia, nell’intuito di alcuni brillanti scienziati e, soprattutto, che farmaci del genere vedano la luce al più presto possibile.

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